Tribunale di Bassano: interrogo il Ministro della Giustizia

Razionalizzare con criterio evitando ulteriori sprechi e disagi ai cittadini

Intervengo nuovamente sulla questione della soppressione del tribunale di Bassano. Ho depositato in Aula una nuova interrogazione rivolta al Ministro della Giustizia per sapere «come il Ministro intenda procedere per applicare una razionalizzazione delle spese sulla base dei criteri dell’efficienza e del buon funzionamento, al fine di non creare ulteriori sprechi né disagi ai cittadini».

La circolare ministeriale, arrivata nei giorni scorsi in Corte d’appello a Venezia, fissa per il prossimo 30 maggio il termine per chiedere la proroga dell’accorpamento per cinque anni. Tuttavia, non si tratta di un provvedimento che salva l’aula di giustizia bassanese.

Ci sono varie considerazioni da fare. Innanzitutto, va detto che quello di Bassano è un tribunale funzionale sia in termini economici sia di lavoro. Ci risulta, poi, che a Vicenza non ci sia spazio sufficiente per eseguire l’accorpamento e questo potrebbe costringere il Comune a ristrutturare il vecchio palazzo di Giustizia, per un costo che non sarebbe inferiore al milione e mezzo di euro, oppure ad affittare degli stabili, e anche in questo caso si parla di milioni di euro. Accanto ai costi di gestione, vanno considerate le spese di trasloco: il trasferimento degli archivi costerebbe oltre 800 mila euro, destinati a pesare sulle tasche dei cittadini. Inoltre, la possibilità che la nuova cittadella della Giustizia bassanese – per cui sono stati spesi 12 milioni di euro – venga dismessa ancor prima di entrare in funzione, rappresenta un grande spreco oltre che una beffa a danno dei cittadini.

 

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