Ospedali. Tagli appalti pulizie e ristorazione: Sbrollini aderisce alle manifestazioni del 30 e 31 ottobre

Roma, 30 ottobre 2012. L’on. Sbrollini aderisce ai presidi previsti oggi e domani contro i tagli che interessano gli appalti per le pulizie e la ristorazione nei nosocomi.

I tagli colpiscono le cooperative che gestiscono questi servizi negli ospedali della provincia di Vicenza. Con il risultato che la corsa alla riorganizzazione per allineare i costi da parte di queste società ha portato a 26 licenziamenti a Vicenza e 51 a Bassano, Asiago e relativi distretti sanitari.

Visto l’esito negativo degli incontri svolti dai sindacati, è stato indetto uno sciopero che interesserà oggi l’Ospedale di Vicenza, e domani gli Ospedali di Bassano e Asiago, con presidi dalle 9 alle 12.

«A pagare le conseguenze di questi tagli sono, in primis, le lavoratrici e i lavoratori oggetto di una procedura di licenziamento collettivo – afferma la deputata – Inoltre, il pensiero va al personale che resta, con un carico di lavoro maggiorato e un numero minore di ore a disposizione per svolgerlo. Ma a rischiare sono anche i cittadini che usufruiscono dei servizi sanitari: la tutela della salute non è salvaguardata in un sistema che privilegia l’economia e non la qualità. Colpendo la pulizia e la sanificazione degli ospedali, si mette in pericolo la cittadinanza proponendole un modello di assistenza distante dai canoni che una società civile deve avere».

2 commenti su “Ospedali. Tagli appalti pulizie e ristorazione: Sbrollini aderisce alle manifestazioni del 30 e 31 ottobre”

  1. favero pierantonio

    non è vero che la coopservice deve licenziare perchè ci sono stati i tagli alla sanità,ma perchè ha fatto una gara d’appalto con un ribasso del 28.5% ,così ora pagano le lavoratricie si comportano come i padroni delle ferriere dell’ottocento,alla faccia di essere una coooperativa socia della lega cooperative è una vergogna.ciao

  2. Questa situazione è la comune situazione di molte realtà sia nel pubblico, sia nel privato. La classe globale che lavora con il computer oggi stravolge per proprio interesse qualsiasi opportunità per il lavoro. La società del lavoro non c’é più, modelli di sviluppo sono in crisi. La gestione economica dello stato, ossia la ragioneria di stato, fa solo i conti e rileva che non tornano. Bersani ha individuato la strategia per innovare il lavoro. Ma occorre il coraggio dei cittadini, degli italiani e di una nuova politica capace di tracciare nuove vie di sviluppo. La salute non è una merce. Forse il ragioniere a questo non ci pensa.

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