Obesità: Sbrollini (IV), urgente riconoscerla come malattia

“Riconoscere l’obesità come una malattia e la necessità di un adeguato supporto professionale per le terapie, la copertura sanitaria e/o assicurativa per i trattamenti dell’obesità, ed inserire l’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantendo percorsi assistenziali chiari per le persone affette da questa patologia e l’accesso ai trattamenti farmaceutici e ai dispositivi medici in base alle esigenze individuali”.

Sono alcune delle richieste avanzate dalla Presidente dell’Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete, Daniela Sbrollini al Ministro della Salute Roberto Speranza, durante la Conferenza stampa di presentazione del World Obesity Day in corso al Senato.

“In Italia – afferma Sbrollini- il 10,4% delle persone soffre di obesità che è causa di morte per 53.000 persone l’anno. Gli italiani vivono in media 2,7 anni in meno a causa del sovrappeso. Le cure per questa patologia rappresenta il 9% della spesa sanitaria, una cifra superiore alla media europea. La produzione del mercato del lavoro è inferiore a causa del sovrappeso in misura equivalente a 571.000 lavoratori a tempo pieno all’anno: ciò significa che il sovrappeso riduce il PIL italiano del 2,8%. Per coprire tali costi, ogni italiano paga 289 euro in più all’anno di tasse. Oggi – prosegue – chiediamo a gran voce che l’obesità sia considerata una priorità socio-sanitaria e maggiori investimenti in prevenzione attraverso interventi precoci per migliorare il successo del trattamento; la creazione di reti regionali di assistenza per la persona con obesità che coinvolgano centri specialistici per l’adulto e per il bambino, e medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. In età pediatrica la situazione è ancora più preoccupante dato che 1/3 dei bambini sotto gli otto anni è in sovrappeso o obeso – una percentuale superiore alla media europea- che colloca l’Italia al 4° posto in Europa dopo Cipro, Grecia e Spagna.
Siamo molto preoccupati dell’alto numero di bambini di sovrappeso e obesità nel nostro paese. Se non interveniamo per tempo, i bambini di oggi diventeranno adulti in sovrappeso. Promuoviamo stili di vita corretti fin dalla più tenera età”, conclude.

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