HIV, il Ministero risponde alla mia interrogazione

Aids, l’epidemia torna a far paura, ma la Regione non investe i fondi ministeriali.

Di seguito la mia interrogazione al Ministro della Salute, la risposta del sottosegretario De Filippo e la mia replica.

 

Interrogazione a risposta in commissione 5-03081

presentato da

SBROLLINI Daniela

testo di

Mercoledì 25 giugno 2014, seduta n. 252

SBROLLINI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
dal quotidiano il Giornale di Vicenza del 30 maggio 2014, si apprende che i malati di Aids della città e della provincia di Vicenza sono in aumento;
questo dato si colloca all’interno di un generale incremento della diffusione della malattia su scala nazionale, in particolare nelle regioni Lombardia, Lazio, Emilia Romagna;
in Italia si registrano circa 4 mila nuove diagnosi di infezioni da Hiv l’anno. È possibile stimare che circa 150 mila persone in Italia siano sieropositive;
da gennaio 2014 ad oggi, sono 28 i vicentini che hanno scoperto di essere Hiv positivi e 4 i decessi;
l’infezione colpisce in uguale percentuale uomini e donne di tutte le età, con un incremento dei giovani. Risultano scomparsi nella genesi della malattia i tossicodipendenti;
si rileva che il 70 per cento dei nuovi malati per lungo tempo rimane all’oscuro di avere contratto la malattia, ragione per cui il rischio di contagio è molto alto;
le persone effettuano il test non per controllo, ma perché avvertono i primi sintomi della malattia. La diagnosi arriva quindi spesso in ritardo rispetto allo sviluppo della malattia, per cui diminuiscono sensibilmente le probabilità di risposta positiva alle cure;
l’Ulss 6 spende annualmente 6 milioni di euro per i farmaci salva-vita;
i vicentini in carico al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Vicenza sono oltre 700, ai quali si aggiungono i 160 seguiti dagli specialisti all’ospedale di Bassano, e i 140 in cura nell’unità semplice di Santorso. In tutto più di mille malati;
la colpa può essere individuata nell’assenza della percezione della gravità della malattia: poiché le possibilità terapeutiche rendono l’Hiv spesso controllabile e i media hanno perso attenzione per questa malattia, vi è una scarsa attenzione e una grande incoscienza da parte dei cittadini;
si è a conoscenza del fatto che negli Stati Uniti viene sottoposto al test chiunque sia ricoverato in ospedale, e in Francia il governo raccomanda ai medici di base di fare regolarmente il test ai loro assistiti –:
se il Ministro sia a conoscenza dei dati sopra esposti;
se non ritenga di intervenire sul piano strategico attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, nonché attraverso altri metodi, come ad esempio quelli in uso in Stati Uniti e Francia, atti a rilanciare la pratica del test Hiv. (5-03081)

 

Risposta scritta del Sottosegretario De Filippo

pubblicata Giovedì 11 settembre 2014
nell’allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali)
5-03081

L’infezione da HIV costituisce un problema prioritario di Sanità Pubblica: questo Ministero, sin dalla comparsa dell’infezione da HIV/AIDS, ha costantemente promosso iniziative per la prevenzione, la ricerca, la diagnosi, il trattamento e la comunicazione, connesse a tale patologia, nonché per l’assistenza, la formazione, il sostegno alle Associazioni e la tutela dei diritti delle persone con HIV.
Tali iniziative sono condotte con il supporto della Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS (CNA), istituita nel 1987, e della Consulta delle Associazioni per la lotta contro l’AIDS (CAA), attiva dal 1991.
Le politiche specifiche di prevenzione e di intervento a vantaggio delle popolazioni colpite sono state modulate in relazione al mutare dell’andamento epidemiologico della malattia e del suo decorso clinico nel corso degli anni.
L’Italia è tra i primi Paesi ad aver risposto concretamente alle richieste giunte dall’Unione europea sulle politiche per la diagnosi precoce dell’HIV, stilando il «Documento di consenso sulle politiche di offerta e le modalità di esecuzione del test per HIV», che è stato approvato in Conferenza Stato-regioni il 27 luglio 2011.
Una versione aggiornata di tale documento è stata stesa durante una Conferenza Nazionale di consenso, tenutasi nell’aprile 2012.
È stato altresì predisposto un Documento di indirizzo sull’accesso, le strategie di offerta attiva e le modalità di gestione ed esecuzione del test per la diagnosi dell’infezione da HIV, discendente dalle evidenze emerse durante la Conferenza di consenso del 2012.
La realizzazione, da parte delle regioni, di programmi sulla Diagnosi di infezione da HIV è stata inserita nel 2012 tra gli obiettivi di Piano Sanitario Nazionale per l’assegnazione di quote vincolate alla realizzazione degli obiettivi stessi.
Il 22 novembre 2012 è stato siglato l’Accordo tra Stato, regioni e province autonome, che individua le linee progettuali per l’utilizzo delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l’anno 2012 e tra queste linee rientra la diagnosi di infezione da HIV.
Per quanto riguarda l’esecuzione del test HIV a chi è ricoverato in ospedale, in Italia vigono le prescrizioni dell’articolo 5 della legge n. 135/1990: «il test HIV può essere eseguito solo con il consenso del soggetto».
Questo Ministero, inoltre, pianifica ogni anno una campagna di comunicazione, integrata in base alle indicazioni generali formulate dalla CNA e CAA: in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS del 1o dicembre 2012 è stata avviata, ed è proseguita nel 2013, la campagna il cui slogan è «La trasmissione sarà interrotta il prima possibile. Uniti contro l’AIDS si vince».
In linea con le indicazioni delle citate Commissioni, tale campagna ha voluto, quindi, rafforzare nella popolazione la consapevolezza che l’AIDS esiste ancora, e che è possibile prevenirne la diffusione adottando idonee misure di prevenzione (comportamento responsabile + preservativo).
Fin dall’inizio, la campagna è stata concepita come una collaborazione tra i principali attori istituzionali e dall’associazionismo. Al progetto di comunicazione hanno, infatti, collaborato l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive «L. Spallanzani» di Roma, l’università degli studi di Bologna e le più rappresentative Associazioni di volontariato e di pazienti presenti nella Consulta.
I destinatari sui quali si è concentrata l’azione delle iniziative di comunicazione sono stati individuati dalla comunità scientifica e dalle Associazioni, e sono rappresentati da: 1) la popolazione generale (target primario), sia in relazione al quadro epidemiologico sia per non etichettare, stigmatizzare e limitare il messaggio preventivo solo ad alcuni gruppi con comportamenti a rischio; 2) categorie con comportamenti ritenuti a maggior rischio (target secondario): giovani, donne, migranti e uomini che fanno sesso con uomini. Come espressamente richiesto dalla CNA, nella comunicazione è presente un esplicito riferimento all’uso del «preservativo».
Per gli aspetti di rilievo locale riportati nell’interrogazione parlamentare in esame, la prefettura – ufficio territoriale del Governo di Vicenza ha comunicato che l’Unità locale socio-sanitaria n. 6 «Vicenza», ha riferito quanto segue:
la spesa per i farmaci salva-vita nel 2013 è stata di euro 5.850.819;
la spesa farmaceutica HIV, dal gennaio al 30 giugno 2014, nel centro dell’U.L.S.S. 6 è stata di euro 2.836.557;
i pazienti con infezione HIV che afferiscono al centro dell’U.L.S.S. 6 sono 767;
a dicembre 2013, i nuovi casi che nel centro aziendale hanno iniziato la terapia antivirale sono stati 44;
l’età media dei pazienti seguiti presso il centro è di 47 anni;
da gennaio 2014 ad oggi, i pazienti con nuova diagnosi di infezione da HIV sono 22, di cui 8 casi rilevati durante il ricovero, e gli altri in occasione dello «screening» ambulatoriale volontario;
i pazienti deceduti con infezione HIV sono stati 6. I pazienti con HIV in carico presso il Day Hospital infettivologico della U.L.S.S. 3 di Bassano del Grappa sono 177, di cui 37 non residenti.
I pazienti con HIV in carico all’Unità Operativa di malattie infettive dell’U.LS.S. 4 Alto Vicentino sono 199, di cui 180 con infezione da HIV in trattamento antiretrovirale.
Il numero totale dei nuovi pazienti nel 2013 è di 17 e nel 2014, alla data del 31 luglio, è di 5.

 

Replica dell’On. Sbrollini in Commissione alla riposta del Sottosegretario De Filippo

Daniela SBROLLINI (PD), replicando, si dichiara soddisfatta della risposta che conferma l’allarme circa la ripresa della diffusione dell’HIV causata anche dalla mancanza di prevenzione e di una corretta profilassi che interessa soprattutto le fasce più giovani della popolazione.
Chiarisce di essere partita dai dati della propria provincia per poi condurre un’analisi più ampia che ha confermato la diffusione del fenomeno in regioni quali la Lombardia, il Lazio e l’Emilia Romagna ed ha evidenziato la presenza di soggetti che non si sottopongono ai test e non richiedono le cure appropriate.
Segnala che successivamente alla presentazione dell’interrogazione in titolo, grazie alla collaborazione dei alcuni consiglieri regionali del Veneto, ha appreso che le risorse destinate al contrasto all’HIV in quella regione sono utilizzate impropriamente anche per diverse finalità. Si impegna pertanto a monitorare tale questione.

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