Giornata mondiale dell’infanzia: approvata la mozione che tutela e promuove i diritti dei minori

Roma, 20 novembre 2012. «Oggi, giornata mondiale per l’infanzia, abbiamo presentato alla Camera una mozione, approvata con astensione della Lega, che impegna il Governo a mettere al centro delle politiche e delle azioni del Paese, la tutela e la promozione dei diritti dei minori». È quanto afferma l’onorevole del Pd Daniela Sbrollini, componente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

«Sono molte le azioni che non possiamo più rimandare. Con questa mozione, evidenziamo i punti deboli e i conseguenti e doverosi interventi – afferma la deputata -. Il 17% dei cittadini italiani è minore di età: circa un italiano su sei è un bambino o un adolescente. I minori di età non votano, non appartengono alle lobby che fanno pressione sulle agende politiche dei governanti del mondo, non scioperano, non hanno sindacati e non possono costituirsi in corporazioni. I loro diritti sono sanciti nei primi 40 articoli della Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1989 e resa esecutiva in Italia nel 1991.
L’Italia, negli ultimi 30 anni del ‘900, è stata protagonista di azioni forti, ispirate alla promozione dei diritti delle persone di minore età. Tuttavia, con la sola eccezione della legge istitutiva dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, si assiste, oggi, ad un pericoloso arretramento culturale, ad un’inerzia legislativa e ad una quasi totale assenza di risorse economiche investite.
Tali criticità sono state largamente evidenziate dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, che raccomanda, ancora una volta, di colmarle al più presto.

Il tasso di povertà tra i bambini italiani è molto elevato. Si rileva che il 15% di loro vive in famiglie con redditi inferiori alla media nazionale. Inoltre, è allarmante il dato, in aumento, delle famiglie a rischio povertà. Povertà, esclusione sociale e discriminazione sono le cause che impediscono alle bambine e ai bambini del nostro Paese di vivere secondo le proprie aspirazioni e capacità, sono la ragione frequente che sta all’origine dell’abbandono scolastico, di pericolosi percorsi di devianza, di isolamento dal contesto sociale e amicale che possono condurre a scelte drammatiche.

Il nostro sistema di istruzione non è in grado di contenere il tasso di abbandono scolastico che è superiore a quello europeo di oltre 4 punti di percentuale. Una scuola pubblica spesso desertificata, priva di progettualità, di investimenti, di risorse umane. Vi sono insegnanti di plessi scolastici in piccoli centri abitati che non hanno la possibilità di portare i bambini a teatro o in piscina nemmeno una volta nell’intero anno scolastico. Pensiamo ai bambini che vivono in contesti rurali in cui la scuola dovrebbe rappresentare la prima e fondamentale opportunità che un Paese offre alle nuove generazioni per la realizzazione delle proprie aspirazioni e potenzialità.

Inoltre, la scarsità e la disomogenea distribuzione sul territorio nazionale dei servizi all’infanzia aggravano la situazione. Si tratta di quei servizi che permettono ai bambini di uscire dal circolo della povertà familiare. Se il nostro Paese vorrà davvero consentire che si spezzi quella catena che lega l’infanzia italiana povera ad una vita adulta segnata allo stesso modo dalla povertà, dovrà scegliere di investire in servizi, scuola, istruzione universitaria e, nel rispetto della nostra Costituzione, garantire parità di accesso a tutte le classi sociali affinché nessun ostacolo impedisca ai più vulnerabili di raggiungere i più alti livelli di istruzione.

Tra i temi segnalati come urgenti da operatori ed esperti c’è quello dei minori stranieri che vivono in Italia. È ormai indispensabile provvedere ad una normativa che consenta ai figli di famiglie straniere nati in Italia di ottenere la cittadinanza italiana. Non si può pensare di crescere una nuova generazione di italiani se non si sarà capaci di fare sentire definitivamente accolti e riconosciuti come cittadini a pieno titolo tutti quei bambini o giovanissimi che studiano nelle nostre scuole, che lavorano nelle nostre imprese, che vivono al nostro fianco;
un’urgenza che non si può più trascurare è rappresentata dai minori stranieri non accompagnati per i quali si rende necessario intervenire tempestivamente per la realizzazione di un’omogenea applicazione delle norme nazionali e sovranazionali, ratificate dal nostro Paese, che garantisca tutele in tutte le zone del nostro territorio nazionale. Sono attese politiche che determinino una diversità radicale di approccio e di accoglienza in sintonia con le raccomandazioni delle maggiori associazioni accreditate nella tutela e nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati».

«Siamo convinti  – conclude Sbrollini – che il rispetto dei diritti dei minori sia alla base di ogni piano di sviluppo di una nazione, poiché ne determina il progresso culturale e ne promuove il cambiamento sociale in termini di maggiori possibilità, garantendo a tutti i suoi cittadini pari opportunità di realizzazione delle proprie ambizioni e aspirazioni. Solo così si evita lo scontro generazionale e si sigla un patto tra padri e figli, madri e figlie. Le politiche economiche del nostro Paese devono tener conto dell’impatto inevitabile che esse hanno sulla vita dei minori e deve essere chiaro a tutti che i diritti delle persone e dunque anche delle persone minori di età, non si ridimensionano in contingenze economiche difficili. Tutti sono chiamati a proseguire il compito di tutela dei diritti che la nostra Costituzione impone, consapevoli che attribuire priorità ai diritti dei bambini, alla loro vita, alla loro protezione e alla loro crescita, è garanzia di progresso e sviluppo dell’intera società italiana».

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *