Cooperazione internazionale: al corso dell’Ordine del Medici di Vicenza

Nei giorni scorsi, sono intervenuta al corso di formazione “Impegno per la salute globale” organizzato dall’Ordine dei Medici di Vicenza.

Abbiamo approfondito il tema della cooperazione internazionale. Mi complimento per le ottime idee che sono emerse e che si combinano perfettamente con la nuova legge sulla cooperazione, legge di civiltà che vuole valorizzare le persone, e diventare strumento di sviluppo economico, integrazione fra i popoli e pace.

Di seguito, l’articolo comparso sul Giornale di Vicenza di oggi:

tratto da Il Giornale di Vicenza, martedì 21 ottobre 2014 – CRONACA – Pag. 24
IL PROGETTO. Si è appena concluso un corso di formazione ad hoc
L´Ordine dei medici spinge la cooperazione
Previsto un registro dei vicentini che vogliono diventare operatori del volontariato mondiale

cooperazione internazionaleL´Ordine dei medici farà un registro dei medici vicentini che vogliono essere operatori della salute in prima fila nelle attività di volontariato internazionale. Lo annuncia il presidente Michele Valente. È il primo Ordine in Italia a varare un´iniziativa del genere, che nasce attorno a un corso di formazione su quattro giornate che si è concluso da poco nella sede di via Paolo Lioy e promosso assieme a Surgery for Children, l´associazione fondata da Sergio D´Agostino, chirurgo pediatra del San Bortolo, che opera per i bambini dei paesi più poveri e malati del mondo.
L´intento è organizzativo, visto che il mondo della cooperazione, vivo e presente nella nostra provincia, è disperso, come avviene in ambito nazionale, in tanti rivoli e ha bisogno di un sistema unitario, ma la finalità di fondo è soprattutto etica. Le disuguaglianze in salute e le differenti opportunità di cure che discriminano in molte aree del globo, possono diventare uno stimolo per ampliare gli orizzonti della professione e unire le risorse al servizio dei deboli, di chi ha nulla ed ha bisogno. Il corso, intitolato “Impegno per la salute globale” (partner le onlus Medici vicentini nel mondo, Doctor Clown Italia, ChilCareWorldWide), riunisce decine di esperti di vaglia del settore, per rappresentare – nelle intenzioni di D´Agostino, che ne è stato l´ispiratore – una possibilità, per medici, infermieri e tecnici sanitari, di entrare sul pianeta della cooperazione e venire a contatto con una realtà impegnata a salvaguardare diritti e dignità di chi soffre.
L´occasione è, però, anche quella di coinvolgere in prima persona nei progetti di solidarietà internazionale. L´abbrivio a un´idea come questa che vuole moltiplicare valori ed energie viene – spiega Valente – anche «dall´articolo 5 del codice deontologico dei medici, che indica l´obbligo di formare i colleghi che si recano all´estero e i pensionati intenzionati a iniziare questa attività per gli altri». «Il sogno – dice il presidente dell´Ordine – è di lavorare per il capitale umano».
Valente delinea pure le strategie, in questa direzione, della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici. Al primo posto la formazione per ricalibrare le competenze, poi la costituzione di un albo nazionale dei medici volontari, il coordinamento dei progetti di cooperazione ma anche il sostegno a livello regionale per riconoscere sotto l´aspetto economico i distacchi di chi opera nel volontariato. Una marcia in più, quindi, e una volontà positiva che coincidono con la nuova legge sulla cooperazione, la riforma approvata dopo 27 anni di inutili tentativi. Lo sostiene Daniela Sbrollini, vicepresidente della commissione affari sociali della Camera. La legge 125 è entrata in vigore il 28 agosto scorso e da questa data è scattato il count down per l´emanazione di una serie di regolamenti che faranno da ponte fra vecchia e nuova normativa. «La cooperazione – dice Sbrollini – diventa parte qualificante della politica estera dell´Italia. È una legge di civiltà che vuole valorizzare le persone, e diventa strumento di sviluppo economico, integrazione fra i popoli, pace. Nasce nel momento in cui si è prossimi a una complessiva riforma del welfare impostata su inclusione e giustizia sociale».
Fra le novità la regia di un comitato interministeriale, l´adozione di un documento triennale di programmazione, la creazione di un braccio finanziario affidato alla Cassa Depositi e Prestiti, la nascita di un´agenzia operativa diretta da un direttore (probabilmente il viceministro Lapo Pistelli, “padre” della legge).

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