Assistenza, maxi-tagli ai centri diurni. Dialogo con Lorenzin e Giovannini

da il Giornale di Vicenza, giovedì 25 luglio 2013 – CRONACA – Pagina 22
La Regione preleverà i fondi destinati ai disabili per pagare un prestito chiesto allo Stato
L´ALLARME DELLE FAMIGLIE. Mercoledì assemblea con le associazioni cittadine per concordare un piano d´azione
Sbrollini ha chiesto ai Ministri Lorenzin e Giovannini cosa intendano fare per monitorare una situazione che minaccia di causare ulteriori ricadute sul bilancio sanitario e sociale della Regione Veneto nel biennio 2014-2015
In grande fermento le famiglie dei disabili. Il tam-tam sta allertando tutto il mondo del sociale. Per mercoledì 31 luglio alle 20,30 le associazioni cittadine sono convocate nella sede dell´ex Circoscrizione 4 di via Turra. Si terrà un´assemblea generale per concordare un piano di azione.
«Stiamo vivendo una situazione drammatica», dice Vittorio Corradi, l´ex consigliere comunale, che nei mesi scorsi è diventato presidente della sezione “San Bortolo” dell´Aias, l´Associazione italiana assistenza spastici. I problemi sul tappeto sono due. Entrambi molto pesanti. Il primo riguarda il taglio di 1 milione 600 mila euro del bilancio sociale che costringerà l´Ulss, per pareggiare i conti, a chiudere i centri diurni per decine di persone assistite dalle comunità. Il secondo, che si intreccia con il primo, è il piano salva-debiti votato dalla giunta-Zaia, passato anche in quinta commissione, che a! pproderà in consiglio regionale alla fine del mese. È il disegno di legge con cui la Regione ha stabilito di accedere al fondo nazionale istituito dallo Stato per pagare i fornitori delle Ulss, circa 7 mila aziende, per sanare, cioè, debiti che vanno avanti in qualche caso anche fino a 18 mesi. In pratica Venezia chiederà allo Stato un prestito di 1 miliardo 470 milioni di euro da restituire in 30 anni con un tasso di interesse che arriva fino al 4 per cento.
Solo che per riuscire a far fronte a tutte le cambiali firmate in bianco la Regione ha deciso di prelevare i soldi che servono, 45 milioni, dai capitoli del sociale, anzi, per la precisione, da due fondi fra i più delicati, il primo di 18 milioni, che è quello destinato ai Comuni per l´assistenza ai disabili, e il secondo di 27 milioni, che è quello finalizzato all´inserimento dei minori nella comunità e al sostegno delle famiglie meno abbienti per il pagamento delle rette negli asili nido e n! elle scuole materne. La decisione, ovviamente, ha scatenato la! rivolta dell´opposizione, che ha preannunciato dura battaglia in aula, anche se i due assessori competenti, Roberto Ciambetti al bilancio, e Remo Sernagiotto al sociale, assicurano che i due capitoli di spesa verranno rifinanziati. Ma a protestare energicamente è pure l´on. Daniela Sbrollini, che a Roma ha fatto avere una memoria su quanto accaduto ai ministri Lorenzin e Giovannini. Ai responsabili dei dicasteri della salute e delle politiche sociali la parlamentare Pd «chiede cosa intendano fare per monitorare una situazione che minaccia di causare ulteriori ricadute sul bilancio sanitario e sociale della Regione Veneto nel biennio 2014-2015».
Sul piede di guerra anche le associazioni vicentine. «Ci vogliono penalizzare due volte – si sfoga Riccardo Cagnes, presidente del Comi.Vi.H, il Comitato che coordina otto associazioni di famiglie con disabili». Due, appunto, le denunce: «Dal primo settembre 120 persone non potranno più andare nei centri diu! rni. Da febbraio l´accesso sarà vietato anche a coloro che fanno capo alle cooperative che gestiscono direttamente i centri. Colpiranno 300-350 giovani disabili. Ci fanno tornare indietro di 40 anni, eliminando un prezioso servizio post-scolastico. Sarà come mettere queste persone agli arresti domiciliari».
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