Sartorio, Sbrollini si appella al ministero degli Esteri

IL CASO. L’ottico da sei mesi è in carcere a Cuba per un omicidio

Sartorio, Sbrollini si appella al ministero degli Esteri

Il vicentino protesta la propria innocenza: «Io ero in Italia»

  • Martedì 18 Gennaio 2011 CRONACA, pagina 18 “Il Giornale di Vicenza”

«La vicenda di Luigi Sartorio mi ha colpita, ho parlato con il suo avvocato Alberto Maule, e mi ha ripetuto che il vicentino si trovava nella nostra città il 14 maggio, quando è avvenuto l’omicidio della ragazzina per il quale è stato arrestato all’inizio di luglio, pertanto oggi presenterò un appello al ministro degli Esteri Frattini».
L’onorevole Pd Daniela Sbrollini quest’oggi alla Camera cercherà di raccogliere le firme degli altri parlamentare vicentini, e dei colleghi di Firenze e Mantova, di dove sono originari gli altri due italiani arrestati con Sartorio, affinché il nostro ministero degli Esteri faccia tutto il possibile per attenuare lo stato di prostrazione in cui vive soprattutto Sartorio, 44 anni. Il vicentino in un memoriale di fine ottobre scritto ai nostri diplomatici dell’Avana raccontava le torture subite per costringerlo a firmare una confessione che respinge con fermezza. Sartorio è stato arrestato con il fiorentino Simone Pini e col mantovano Angelo Malavasi il 2 luglio. Nei suoi confronti ci sono più chiamate di correità. Sartorio nelle conversazioni quasi quotidiane con i famigliari ha ripetutamente rimarcato le pessime condizioni in cui è detenuto, in violazione dei diritti umani. Anche di recente le autorità diplomatiche italiane hanno sollecitato il trasferimento di Sartorio dal carcere di massima sicurezza di Combinado dell’Est in una struttura meno dura. «Io non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria – spiega l’on. Sbrollini -, ma chiedo al nostro ministro di fare pressioni legittime sulle autorità cubane affinché il nostro connazionale sia messo nelle condizioni di potersi difendere con un adeguato collegio legale e che siano rispettati i diritti umani. Da quello che ho letto in questi giorni, in particolare la lettera di Sartorio scritta dal carcere, sono rimasta turbata. Sarebbe importante che l’ottico vicentino fosse collocato in una struttura più idonea, tenuto conto delle sue non buone condizioni di salute».I.T.

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