La notizia che il Ministero della Salute in questi giorni avrebbe bocciato il punto nascite del San Lorenzo, mette molta preoccupazione. Secondo la Senatrice “La relazione del Direttore Generale della programmazione del ministero della Salute, che inserisce tra i reparti di maternità veneti da chiudere quello di Valdagno, oltre a Trecenta, Piove di Sacco e Adria è tutta da conoscere e da capire. Ed eventualmente da confutare”. La disposizione decreterebbe che per il “San Lorenzo” non sussiste il requisito del “disagio orografico” che giustifica il suo mantenimento pur non raggiungendo i 500 parti all’anno.
La Senatrice Pd aggiunge: “Forse non è sufficientemente chiaro che nella zona servita dall’ospedale di Valdagno ci sono centinaia di contrade montane. Solo lo scorso 25 giugno il dg Pavesi aveva annunciato il potenziamento del reparto, vista la crescita del numero delle nascite e il richiamo che questo reparto fa anche nei confronti di Ulss vicine, con una sala operatoria per le emergenze ostetriche e una sala travaglio con doccia o vasca, comunicando anche la continua crescita del parto in analgesia. Ora tutto ciò non può essere rimesso in discussione. La Regione evidentemente si dovrebbe coordinare meglio con il Ministero.”
“Rimango a fianco della Amministrazione Comunale – conclude la Senatrice Sbrollini – e della Associazione “Progetto salute Valle Agno” che chiedono di poter fare tutti gli approfondimenti assieme alle istituzioni per capire il valore di questa relazione tecnica conclusiva dell’iter del decreto per il riordino dei punti nascita. Anche la Regione deve fare la sua parte perché la scelta di mantenere il punto nascite a Valdagno è stata motivo di discussione tra i sindaci e di mobilitazione dei cittadini. Una volta assicurato che poteva continuare a operare non si può ora lavarsene le mani. Il governatore Luca Zaia rispetti gli impegni presi e magari si coordini più spesso con il Ministero della Salute.»