La crisi di governo «Nessun inciucio, si vada alle urne»

Rassegna stampa – (Estratto dal Il Giornale di Vicenza, edizione del 09/08/2019)

 

 

La crisi di governo  –  Giornate di attesa per i parlamentari berici dei diversi partiti

 

Pretto, Lega: «Troppi “no” dal Movimento 5 stelle»

Zanettin, FI: «Maggioranza innaturale da un anno»

Sbrollini, Pd: «Non c’è alternativa a nuove elezioni»

Tutti con il fiato sospeso. Compresi i parlamentari vicentini, in attesa dicapire il destino del governo. E anche il loro. «È un momento delicato,ci sono in ballo le sorti del Paese. Più di questo al momento non misento di dire», sono le uniche parole della senatrice dei Cinque stelle Barbara Guidolin. E sono parole che danno bene il senso dellacomplessità del momento politico. Nessuno si sente di fare previsioni, iparlamentari tengono d’occhio i cellulari, controllano ogni poco leagenzie e compulsano le chat interne. «Dicono che Salvini sia sulpunto di accettare il rimpasto», butta lì un parlamentare a metàpomeriggio, dopo aver fatto qualche telefonata di perlustrazione.«Dicono che Conte si è dimesso. È vero?», domanda un altroonorevole. No, non è vero. E la giornata va avanti così, con un governosull’orlo dalla crisi, un comunicato della Lega che suona come un deprofundis (“Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agliitaliani con nuove elezioni”), un altro dei Cinque stelle (“La nota della Lega è incomprensibile. Dicano chiaramente cosavogliono fare”), vertici al Colle, vertici a palazzo Chigi e ipotesi che si rincorrono alla velocità della luce.

 

Anche la senatrice del Pd Daniela Sbrollini, che non è una novellina della politica e che alla sua terza legislatura ne ha visteparecchie, non se la sente di scommettere su un finale piuttosto che su un altro. «Elezioni anticipate, maxi rimpasto oun Conte bis: non so dire quale sia lo scenario più probabile al momento. Ieri (mercoledì scorso, ndr) a palazzo Madama, quando si è votato sulla Tav, non mi sembrava ci fosse un clima da elezioni immediate, mi è sembrato invececi fosse una strategia precisa per isolare i Cinque stelle e per mandare a casa qualche ministro.  Ma questi dicono una cosa e dopo cinque minuti ne dicono un’altra». È stato proprio ieri l’altro, nell’aula del Senato, che c’è stata la dimostrazione plastica della rottura: no alla mozione dei pentastellati contro la Tav, sì a tutte quelle favorevoli, cio è quelle del Pd, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Questo l’episodio che ha fatto da detonatore. L’ultimo, in verità, di una lunga serie di divisioni. Visto che in tredici mesi i due azionisti dell’esecutivo gialloverde hanno spesso dato prova dipensarla in maniera assai diversa. Ma mediazione dopo mediazione, concessione dopo concessione, la narrazione del”governo del cambiamento” è andata avanti. Anche, sostengono i malpensanti, per un certo timore di tanti parlamentaridi abbandonare lo scranno. «No – risponde secca Sbrollini -, questo non è vero. E infatti per noi non c’è alternativa a nuove elezioni.

 

 

Si dice però che Forza Italia e FdI le elezioni non le vogliano». Ma Silvio Berlusconi ieri in una nota ha battuto proprio il tasto delle elezioni anticipate. «Questa è una maggioranza innaturale – dice il deputato forzista Pierantonio Zanettin – e lo ripetiamo da un anno.  Adesso è sotto gli occhi di tutti. È chiaro che in caso di crisi per noi si deve ridare la parola agli elettori. Dopodiché il boccino è in mano a Mattarella. Non so se il presidente della Repubblica, con la legge di bilancio da approvare sullo sfondo, aprirà o meno alle elezioni anticipate. Credo che Salvini la crisi di governo l’avrebbe dovuta aprire molto prima». Si vedrà se l’aprirà, formalmente, ora. I parlamentari leghisti, a ieri, non avevano indicazioni diverse rispetto alla convocazione per la ripresa dei lavori d’aula di settembre. «In quest’anno – spiega il deputato della Lega Erik Pretto – abbiamo fatto riforme importanti, come quota 100 e il decretosicurezza. Negli ultimi mesi però i no dei 5 stelle stanno rallentando l’azione di governo. E la nostra posizione è chiara: non c’è più tempo da perdere. L’Italia non può permettersi situazioni di stallo e a meno di un cambiamento radicaledell’atteggiamento dei Cinque stelle la parola deve tornare ai cittadini».

 

09/08/2019

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