I COSTI DELLA POLITICA. I parlamentari vicentini e i tagli annunciati

In Aula a 12 mila euro al mese
«Non è privilegio»
Indennità di 5 mila euro, rimborsi e viaggi gratis Dal Lago (Lega): «Il vero problema? Siamo troppi»
Calearo: «La Casta non siamo noi soldati semplici

venerdì 16 dicembre 2011 CRONACA, pagina 15 “Il Giornale di Vicenza”

«Pronto, onorevole sbrollini?». La risposta quasi non si sente, sommersa da urla belluine. «Sì pronto…». Curva sud? «No, sono in Aula». Sono passate le 11 e alla Camera è il finomondo: fischi che neanche alla stazione Termini. Il leghista Gianluca Bonanno «si sta sedendo sui banchi del governo… eccolo: espulso». Non è la curva sud e non arbitra Collina, ma Gianfranco Fini. Alla fine i “cartellini rossi” saranno 2 (un altro leghista, Rainieri).
A Daniela sbrollini, deputata Pd e “cronista per caso”, si voleva chiedere un parere sugli annunciati tagli degli “onorevoli” stipendi. Per ora una sola certezza, sui vitalizi. Dal 2012 l´età sale a 60-65 anni e si introduce il “contributivo”: per i parlamentari sarà come per tutti i lavoratori. Sul resto, le promesse dei presidenti di Camera e Senato di ridurre le spese accessorie (non l´indennità, serve una legge). Entro il 30 gennaio si riunirà l´Ufficio di presidenza, anticipando il lavoro della commissione che dall´estate scorsa sta comparando il “trattamento economico” di italiani ed europei.
OGGI È COSÌ. L´indennità mensile dei deputati è pari a 5.246 euro, al netto di ritenuta fiscale, quota per il vitalizio e ritenute previdenziali e assistenziali (scende di circa 500 euro nei casi segnalati in tabella). A questa vanno aggiunte altre voci, quelle passibili di tagli: la “diaria” mensile di 3.500 euro che copre la “trasferta” romana; e il rimborso di 3.690 euro per spese di segreteria (i “portaborse”). E poi circa 780 euro per spese di viaggio (auto), ma treni, aerei e navi sono gratis. Idem per i senatori, con piccole variazioni alle varie voci. In tutto sono circa 12 mila euro.
I PARLAMENTARI. Cosa ne pensano i parlamentari vicentini dei tagli in vista? E il trattamento di oggi contiene “privilegi”? Due domande girate ai diretti interessati, per scoprire che nessuno si ritiene “privilegiato”. E spiega perché.
Manuela Dal Lago, deputata leghista, sostiene che «i costi della politica sono ben altri e su quelli il governo non fa nulla». Cita «giudici e burocrati che guadagnano ben di più. Privilegi? Non ne vedo». Ritiene «idonea la diaria, l´equivalente di una trasferta pagata da ogni azienda ai dipendenti» e «idonea l´indennità, sempre che un parlamentare svolga correttamente il suo mandato. Il problema è un altro: siamo mille, siamo troppi».
«Non vedo privilegi». Lo dice anche Giorgio Conte, deputato di Fli. «Ce n´erano una volta: la tessera del cinema, i viaggi-studio all´estero. La diaria? È come una trasferta aziendale. Detto questo, se oggi si chiedono al Paese sacrifici, dobbiamo essere i primi a dare l´esempio». Si vocifera di tagli da 2-3 mila euro. La democratica sbrollini ritiene che possa essere eliminato il rimborso per i collaboratori, purché essi siano assunti dall´istituzione, come all´Europarlamento: «Finirebbero disparità e collaborazioni in nero». Privilegi? sbrollini li vede nella «diaria per chi vive a Roma e nell´assenza del criterio di produttività: la vergogna è che un deputato che non produce prenda gli stessi soldi di chi è attivo». E ricorda che «2.500 euro» delle sue entrate vanno al Pd.
Massimo Calearo non ha soldi da dare a un partito perché non ha partito. «Quello – sbotta – è il vero costo della politica». È un fiume in piena: «Sui tagli si fa solo demagogia. La fanno Fini e Schifani sulla testa di noi “soldati semplici”; la vera Casta è una fettina di politici che guadagna ben più dei deputati. Privilegi? È ora che tutti i parlamentari di oggi vadano in pensione a 65 anni».
Per Paolo Franco, senatore leghista, «i privilegi esistevano ed erano le esagerazioni nei vitalizi, ad esempio chi andava in pensione a 50 anni». Nel “vento dei tagli” Franco scorge «eccessi di demagogia» e teme «che alla fine si scelgano meccanismi che fanno aumentare anziché ridurre i costi». Da questore del Senato si sta occupando dei dettagli, «mentre altri chiacchierano»M.SC.

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