Giornata Nazionale del PD sulla Scuola

POLITICA. Nella giornata nazionale di mobilitazione del Partito

Martedì 01 Giugno 2010 CRONACA, pagina 20 giornale

Riforma Gelmini
Il Pd presenta il conto a scuola
Antonio Trentin
La deputata sbrollini incontra il personale della Zanella di Montecchio: «Nel prossimo anno gli effetti peggiori sulle famiglie»

«Le famiglie si accorgeranno bene all’inizio del prossimo anno scolastico, in settembre, di cos’è la “riforma Gelmini” dettata in realtà dal ministro dell’economia Tremonti: cioè tagli indiscriminati e nessun intervento sulla qualità della scuola».
Parole di Daniela sbrollini, deputata del Partito democratico, che ieri – nella giornata di mobilitazione nazionale che portava ogni parlamentare in un istituto della zona di elezione – è andata a incontrare dirigente e insegnanti della scuola primaria Zanella di Montecchio Maggiore, ascoltandone le preoccupazioni e gli allarmi.
«Quello che avevamo detto al momento dell’approvazione del decreto da parte del centrodestra governativo si è puntualmente verificato, come ben sanno le scuole e i genitori – ha detto la sbrollini in una successiva conferenza stampa a Vicenza – e il momento più difficile sta per arrivare: 25 mila insegnanti e 15 mila dipendenti Ata in meno in tutta Italia, nel 2010-2011, un colpo pesante soprattutto nella scuola primaria dove mancheranno tempo pieno, insegnanti di sostegno e compresenze di insegnanti».
Il tempo pieno («al quale hanno rinunciato, comunicandolo alle scuole, solo il 3% delle famiglie» ha citato la sbrollini) è a rischio in molti istituti: «Un problema grave per i casi in cui entrambi i genitori lavorano» ha sottolineato Keren Ponzo, responsabile del settore scuola del Pd provinciale. Il taglio del “sostegno” colpisce direttamente gli allievi svantaggiati o disabili, ma anche il complesso delle attività svolte da tutti gli altri in classe. L’addio alle “compresenze” – cioè alle sovrapposizioni di orario tra insegnanti, tipiche delle scuole primarie – riduce le possibilità di recuperare casi didattici difficili, di attivare iniziative complementari, di seguire alunni stranieri con problemi di lingua.
«Non si può pensare di mandare avanti la scuola solo con la buona volontà dei docenti e degli insegnanti» ha commentato la deputata vicentina del Pd, reduce dall’esperienza montecchiana della Zanella («una scuola di eccellenza nonostante le difficoltà, dove funziona l’integrazione del 50% di allievi stranieri») e con in borsa un documento sottoscritto dal personale. È stato inviato a tutta la catena gerarchica scolastica locale e vi si evidenziano tutti i problemi citati, con l’aggiunta di un altro, comune a molte scuole: il previsto incremento del numero di studenti per classe farà sforare i parametri finora usati a propositi di spazi e di sicurezza.
Invece di discutere sulla qualità da riportare nella scuola, ha aggiunto la sbrollini, «la ministra Gelmini fa le boutade sulla possibilità di spostare al primo d’ottobre il ritorno a scuola: e così dimostra di non sapere niente né dei problemi delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano né delle loro aspettative». Ed è proprio sulla qualità che insiste il Pd nella sua mobilitazione: «Bisogna rincorrere l’innovazione, che in altri paesi è molto più rapida, se si vuole dare prospettive ai ragazzi» ha osservato in conferenza stampa Marina Petroni del Forum scuola dei democratici vicentini.
Un’innovazione reale e non di facciata, fatta di qualche foto sui giornali su argomenti che fanno colpo: «Mentre viene pubblicizzata la lavagna interattiva multimediale come frontiera tecnologica degli istituti all’avanguardia, nelle scuole non ci sono soldi per la cancelleria e sempre più le insegnanti pagano con i loro soldi ciò che serve agli alunni oppure sono costrette a chiedere aiuto alle famiglie o agli enti locali, già in difficoltà, per le fotocopie, i gessi, il materiale anche per il più semplice progetto didattico» ha ricordato Federico Ginato, segretario del Pd provinciale.
Conclusione politica: la “riforma Gelmini” resterà un fallimento a danno di studenti e famiglie, fino a quando dall’operazione-tagli non si passerà alla fase dei miglioramenti qualitativi della scuola.

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