Basta, Basta, Basta… Non possiamo assistere in silenzio!

Voglio esprimere tutta la mia vicinanza alla moglie e alla famiglia dell’imprenditore edile thienese Fiorenzo Brusaterra.
Purtroppo notizie tragiche come questa riempiono i giornali locali e drammaticamente colpiscono anche le nostre aziende e i nostri territori. L’imprenditoria Veneta e Vicentina, da sempre abituata al lavoro duro e costante in azienda, trova nella crisi economica che colpisce ogni settore, un elemento di destabilizzazione che pone gli imprenditori in condizioni estremamente difficili.
L’attuale situazione li costringe, il più delle volte per salvare l’azienda e i propri dipendenti, a ricorrere ai debiti che aumentano continuamente sino a chiudere ogni prospettiva di risalita.
Concordo pienamente con quanto dichiarato dal Presidente dell’Associazione Industriali del raggruppamento di Thiene, Renato Munaretto. Il sistema Bancario in questa situazione non può giocare una partita in difesa dei propri interessi. Questo settore negli anni ha ricevuto molto dal territorio e dalle aziende che in esso hanno operato e sono cresciute. Oggi, in un momento in cui la situazione è grave per tutti, servono atteggiamenti e regole che permettano di poter giudicare i casi non solo verificando i “freddi numeri” ma esaminando il percorso che le aziende hanno svolto nel tempo e sostenendo quelle che si sono dimostrate corrette e capaci di reggere in tempi “normali”. La crisi rischia di travolgere tutto e tutti. O ci poniamo nelle condizioni di poter salvare chi merita di essere sostenuto, oppure alla fine tutto il territorio Vicentino e Veneto uscita dal tunnel più povero e meno capace di rilanciare le proprie peculiarità e capacità.
Il sistema bancario deve quindi assolvere al suo ruolo, ma la politica deve assolutamente assumere una iniziativa forte e concreta. La crisi industriale c’è nel Paese, ma nell’agenda politica del Governo non si vede. Non esistono provvedimenti incisivi e capaci di dare sollievo alle aziende e tesi a rilanciare l’occupazione, si attende che il “brutto “ passi senza agire.

Daniela Sbrollini

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