GdV, Venerdì 04 Giugno 2010 PROVINCIA, pagina 29

ASIAGO/1. Il parere degli esperti sui predatori

Orso, lupo e lince torneranno nell’Altopiano
La parlamentare Sbrollini, Pd «Bisogna salvaguardare Dino»

L’orso Dino potrebbe tornareGli altopianesi, così come tutti gli abitanti della montagna, dovranno abituarsi all’orso, la cui presenza con il tempo sarà inevitabile. Ne sono convinti gli esperti che sollecitano già d’ora una campagna di formazione professionale specifica per gli agenti della Polizia Provinciale e del Corpo Forestale così come di incontri informativi per gli allevatori e la popolazione residente. Informazioni necessarie per non trovarsi impreparati la prossima volta che l’orso, o altro grande predatore, arrivi.
L’arrivo dei tre predatori delle Alpi (orso, lupo e lince) è pressoché inevitabile per due motivi principali; l’abbandono del bosco, quindi un territorio più “tranquillo” dove gli animali sono meno disturbati, e per la crescita esponenziale della popolazione degli ungulati (caprioli e cervi), prede primarie dei grandi predatori. Tanto più appena si insedierà sul territorio una femmina i predatori diventeranno stabili sul territorio. Ecco quindi perché sarebbe necessario insegnare già ora gli errori da evitare, primo tra tutti animali domestici incustoditi, perché se orso, lupo o lince imparano che galline, pecore o asini sono prede facili iniziano i problemi. Come si è visto nel caso dell’orso Dino. Problemi però di semplice soluzione con piccoli accorgimenti quali recinti adeguati e cani addestrati.
Intanto l’on. Daniela sbrollini invita a salvaguardare la presenza dell’orso Dino quale segno tangibile della qualità del territorio. «Mi rendo perfettamente conto che un animale di queste dimensioni può provocare danni importanti, come purtroppo è già accaduto, e penso che le autorità preposte debbano trovare il modo per risarcire i cittadini che li hanno subiti, come ha già potuto affermare il Ministro Galan – afferma la deputata del Pd – Accanto a questo non va però sottovalutato che la presenza dell’animale testimonia l’ottimo stato di salute del nostro territorio montano».
Un valore, secondo la parlamentare, che non solo deve gratificare chi opera nella tutela dell’ambiente montano ma che deve anche essere “sfruttato” dal settore turistico e diventare motore dell’economica turistica provinciale. G.R.

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