Dimensionamento scuole superiori vicentine: un piano da rivedere

Dopo aver incontrato insegnanti, studenti, dirigenti scolastici e sindacati, questa mattina abbiamo tenuto una conferenza stampa per ribadire le preoccupazioni relative al piano di dimensionamento scolastico elaborato dalla Provincia di Vicenza, un provvedimento calato sulle teste di tutti i soggetti interessati senza un vero confronto. A livello regionale, Stefano Fracasso lancia un appello all’assessore Donazzan, a livello nazionale io e Federico Ginato presentiamo un’interrogazione al Ministro Carrozza e proponiamo l’istituzione di un organismo unico che a livello provinciale gestisca tali questioni nell’ottica di una progettazione organica. Di seguito il comunicato stampa che abbiamo condiviso:

Vicenza. Dimensionamento scuole superiori, un piano da rivedere.
Sbrollini, Ginato e Fracasso intervengono.

Vicenza, 18 novembre 2013. «Siamo per una riorganizzazione partecipata e condivisa e quindi lo spostamento di alcuni indirizzi e l’attivazione di altri è un’operazione che va applicata dando serie garanzie ai soggetti coinvolti, previo confronto con essi. Invece, la Provincia è stata incapace di produrre un piano condiviso». È quanto dichiarano congiuntamente i deputati Daniela Sbrollini e Federico Ginato, e il consigliere regionale Stefano Fracasso, impegnati oggi in una conferenza stampa per spiegare le iniziative in atto al fine di evitare che l’attuazione del piano provinciale di dimensionamento degli istituti superiori cittadini, che in questi giorni ha messo in allarme il mondo della scuola, dai dirigenti agli insegnanti, dalle famiglie agli studenti, diventi un’occasione mancata.

«Chiediamo innanzitutto che siano garantite le condizioni didattiche – continua il consigliere Fracasso -, che non sono solo aule, ma laboratori, aule attrezzate, palestre. Non solo: i genitori, spesso, scelgono la scuola ancor prima dell’indirizzo. Alle famiglie va assicurata la continuità della scelta che hanno fatto per i loro figli. C’è, inoltre, il pericolo si verifichi un peggioramento delle condizioni di insegnamento, perché appare improbabile che trasferire delicate attrezzature da una parte all’altra della città e riorganizzare le aule sia davvero a costo zero. Lancio un appello all’assessore Donazzan – conclude Fracasso – chiedendo che la giunta regionale, nella sua decisione, tenga conto della pluralità dei soggetti implicati in questo piano: famiglie, studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e personale ATA.

Dichiara Sbrollini: «Il problema riguarda anche i ragazzi di terza media che sono in piena fase di orientamento per scegliere a che scuola superiore iscriversi. Con questa confusione l’espressione “orientamento scolastico” è fortemente inappropriata. Non comprendo come la Provincia abbia potuto, in questo progetto di rivoluzione, non far crescere il dialogo e il confronto con tutte le realtà coinvolte. Inoltre, si tratta di una Provincia commissariata e a maggior ragione ritengo che questo piano vada oltre le sue competenze. In questi anni le politiche provinciali hanno penalizzato gli istituti superiori, i quali avevano e hanno tuttora bisogno di interventi di edilizia. Se si fosse provveduto alla costruzione di nuovi plessi scolastici e alla ristrutturazione di quelle parti di edifici non a norma, oggi lo scenario sarebbe ben diverso. Se è vero che la Provincia non è stata in grado di rispondere alle esigenze della nostra realtà scolastica, credo che il problema sia anche più in alto: con un’interrogazione al Ministro Carrozza, scritta a quattro mani col collega Federico Ginato, chiedo di modificare il Dlgs 112/1998 sul decentramento amministrativo e sul trasferimento di funzioni dallo Stato agli enti territoriali, nella parte in cui ha suddiviso tra Comuni e Province funzioni amministrative in ambito scolastico, in precedenza a carico dello Stato. Tale norma risulta produrre un effetto di frammentazione delle scelte che riguardano l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole rendendo difficile una programmazione organica, di ampio respiro e condivisa. Certi che la via del decentramento sia quella giusta, proponiamo l’istituzione di un organismo unico che a livello provinciale gestisca tali questioni».

«E’ importante condividere con tutti i soggetti coinvolti la riorganizzazione degli istituti superiori di Vicenza» così commenta Ginato: «Una riorganizzazione è necessaria, ma non può essere calata dall’alto sulle teste di famiglie, studenti e personale, peraltro in un momento dell’anno in cui i ragazzi di terza media stanno orientando le proprie scelte e le famiglie valutano quale scuola sia la più adatta alle esigenze formative dei propri figli. L’interrogazione che ho firmato chiede al Ministro Carrozza una seria valutazione della coerenza di questa proposta della Provincia con le linee guida fissate dal MIUR, anche alla luce del commissariamento in atto a Vicenza e del rispetto degli standard didattici che non possono essere messi in discussione. I tempi di realizzazione della riorganizzazione devono garantire una progressività che tuteli il patto formativo sottoscritto con la scuola, un provvedimento di tale portata non può dunque coinvolgere gli studenti che già frequentano i diversi indirizzi ma deve partire con le nuove classi così da affiancare alla necessaria razionalizzazione una altrettanto fondamentale tutela delle scelte fatte al momento dell’iscrizione dagli studenti. L’appello è ad una azione condivisa che non prescinda dall’ascolto della pluralità di soggetti coinvolti».

1 commento su “Dimensionamento scuole superiori vicentine: un piano da rivedere”

  1. mia nipote frequenta la seconda liceo classico pigafeta nella succursale, prego sempre che non ci sia un terremoto, vorrei inoltre che ci fossero piu’ offerte formative , possibilita’ di scambi culturali con l’estero , datevi da fare che vi sostengo assieme ai miei amici

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