Asili nido e servizi all’infanzia…

COMUNICATO STAMPA

Il PD da sempre segue il tema dell’istruzione con attenzione e cura; ogni passaggio di crescita personale è particolare e importante.

Tra questi passaggi, uno dei più importanti è quello rappresentato dai primi anni di vita, non a caso il PD ha costituito un FORUM NAZIONALE SULL’INFANZIA,organismo di cui faccio parte, che ha elaborato alcune proposte tra cui il piano straordinario (0 – 6 anni) che contiene anche l’approfondimento legato alla fascia 0 – 3 anni ovvero quella per gli asili nido.

Il trattato di Lisbona obbliga, giustamente, l’Italia a progredire su questo servizio essenziale sino a raggiungere la copertura del 33%, quota che ci vede purtroppo ancora lontani perché fermi a un valore di circa il 10% con grandi differenze tra le regioni italiane.

Il tema delle rette è uno degli aspetti essenziali, troppo spesso alte e quindi inaccessibili per molte famiglie in tempi di crisi economica.

L’idea cardine del Pd è quella di rovesciare la prospettive, trasformando i nidi, non più in servizio a domanda individuale, ma bensì diritto educativo riconosciuto per i bambini e le bambine.

Alla luce dell’incontro svoltosi a Padova tra gli assessori all’istruzione dei comuni capoluoghi, ho deciso di presentare una interrogazione al ministro per sorreggere e rafforzare le giuste richieste che giungono dalle diverse amministrazioni locali del Veneto e dal Vicesindaco di Vicenza Moretti.

La finanziaria dello scorso anno, targata PDL e LEGA, ha azzerato i fondi nazionali per infanzia e politiche giovanili, rappresentando così nei numeri l’interesse che quel blocco politico aveva nei confronti di questo tema.

Il Governo Monti si è presentato con argomentazioni diverse, portando al centro i ragazzi e le donne di questo Paese. È giusto quindi attendersi dei fatti, e il Pd da subito è impegnato per chiedere il rifinanziamento di questi fondi utili a sprigionare le energie vitali del Paese.

Un esempio concreto sull’efficacia di politiche per l’infanzia, è data dalla possibilità per una donna di poter progettare una gravidanza e la cura dei figli senza essere posta davanti al terribile bivio tra famiglia e lavoro, proprio perché sorretta da servizi di supporto come i nidi.

Su questi come su altri aspetti, una delegazione di Parlamentari componenti della Bicamerale per l’Infanzia, avrà a breve un incontro con il Governo per approfondire e studiare eventuali provvedimenti.

On. Daniela Sbrollini

TESTO INTERROGAZIONE

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Dott. Francesco Profuno

Roma, 7 dicembre 2011

Premesso che:

In questi giorno a Padova si sono riuniti gli assessori dei Comuni capoluogo del Veneto col presidente della commissione istruzione dell´Anci, Riccardo Roman, per affrontare la critica situazione che si verrebbe a creare con l´applicazione della legge di stabilità 183 del 2011 che prevede il divieto per i Comuni di assumere personale nei nidi e nelle scuole dell´infanzia comunali.

L´incontro segue la decisione assunta dall´Anci di scrivere al nuovo ministro dell´ Istruzione Francesco Profumo, per denunciare il rischio che corrono le famiglie italiane, 35 mila solo in Veneto.

Tale preoccupazione è stata più volte sollevata nei lavori Parlamentari dal gruppo PD, in modo particolare dai commissari della Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Considerato che:

Tali servizi alle famiglie sono sempre più importanti e necessari, sia per una giusta crescita dei “piccoli cittadini” sia per poter permettere alle madri in particolare di coniugare famiglia con carriere professionali.

Nella sola città di Vicenza, esistono 16 scuole dell’infanzia con circa 1200 bambini, e 11 asili nido con circa 600 bambini da 0 a 3 anni, numeri importanti che vanno tutelati.

Lo stesso problema di risorse, come sottolineato dall’incontro sopra citato, è comune a tutti i Comuni.

L’interrogante chiede al Ministro se:

Esistono i presupposti per modificare i vincoli che “stringono” i Comuni anche in questo delicato settore.

Con quali mezzi il Governo può incentivare e sorreggere gli enti locali in un capitolo di spesa delicato come la gestione dell’infanzia; sapendo che questo è un parametro che l’Italia deve raggiungere come previsto dal trattato di Lisbona.

On. Daniela Sbrollini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *