Vigili in tribunale solo fino a giugno. Poi forse chiusura

GIUSTIZIA. Il sindaco: «Ora tocca allo Stato»
Il Comune “presta” i due sostituti dei cancellieri ancora per un mese

Sabato 21 Maggio 2011 PROVINCIA, pagina 32 “Il Giornale di Vicenza”

Un tribunale sotto organico, con cause che aumentano con il passare degli anni e che lo ingolfano sempre più. Non molla Daniela sbrollini, l’unico deputato veneto che ha accolto l’appello accorato del sindaco Luigi Dalla Via, che sta investendo i soldi del proprio Comune, pur di non fermare la macchina della giustizia.
«Siamo stati abbandonati – ha detto il primo cittadino scledense che con le casse dell’amministrazione sta pagando due agenti di polizia locale che stanno facendo le veci dei cancellieri andati in pensione – Il contratto finirà a giugno e non siamo più disposti a stipendiare chi dovrebbe essere sovvenzionato dallo Stato. La verità è che vogliono chiudere la sede di Schio».
Inascoltato anche l’appello dell’on. sbrollini, che aveva scritto al ministro Angelino Alfano, per incontrarlo e affrontare il problema del tribunale di Schio. Un palazzo di giustizia importante, che serve un’utenza di oltre 220 mila persone. Oltre a 1.800 realtà economiche. Appena tre i giudicanti. Sempre tre i giudici di pace con una mole di lavoro insostenibile. Oltre tremila le cause, a rilento per la carenza d’organico in ogni settore.
A fronte dell’aumento dei procedimenti, si sono registrati pensionamenti e carenze che hanno messo in ginocchio il distaccamento scledense. «Pagheremo gli agenti di polizia fino a giugno – conclude Dalla Via – poi, da Roma devono fare la propria parte. Il servizio-giustizia è un diritto per i cittadini che deve essere garantito dallo Stato. In nessuna parte d’Italia accade che i sindaci debbano sobbarcarsi le spese della giustizia. Lo abbiamo fatto fino ad ora per il nostro senso di responsabilità, lo ha fatto anche il sindaco di Valdagno. Ma è ora che il Ministero agisca e la smetta di trincerarsi dietro le solite scuse: cioè che non ci sono fondi disponibili. Chiediamo l’intervento della politica locale che finora ha fatto finta di ignorare un problema così grave. N.B.

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