Sernagiotto armato in Regione

Inammissibile che un rappresentante delle istituzioni tenga tale condotta. Ne approfitto per ricordare all’assessore che sono in attesa di risposta alla mia richiesta di incontro per discutere dei tagli regionali al sociale
Intanto a Roma, con la legge di Stabilità, abbiamo introdotto nuove e positive misure per le fasce deboli della popolazione. Ora alla Camera puntiamo a confermare il lavoro fatto al Senato

Il fatto che un rappresentante delle istituzioni, quale è l’assessore Sernagiotto, entri armato in Consiglio regionale è molto grave e inaccettabile. Ciò si aggiunge al fatto che l’assessore non ha ritenuto di dover rispondere alla mia richiesta di incontro per discutere della tutela delle fasce deboli della popolazione, con particolare riguardo alla scelta della Regione di tagliare le risorse destinate all’accesso dei disabili nei centri diurni». Sono infatti molte le persone con disabilità che dallo scorso 4 novembre, a causa del mancato stanziamento di risorse, non possono più usufruire dei centri diurni, se non previo pagamento. L’on. Sbrollini, a inizio mese, aveva quindi scritto una lettera al Presidente della Regione Zaia, che aveva a sua volta delegato a rispondere l’assessore ai servizi sociali Remo Sernagiotto.

Nel frattempo, proprio in queste ore in cui il Senato ha licenziato il testo della legge di Stabilità, possiamo annunciare un primo segnale positivo che riguarda le risorse destinate al sociale e i provvedimenti in materia. La legge passerà ora all’esame della Camera, dove puntiamo a confermare il lavoro fatto dai nostri senatori: innanzitutto, il fondo per l’assistenza domiciliare dei malati non autosufficienti è stato incrementato di 100 milioni di euro, che si aggiungono ai 250 milioni già stanziati; le pensioni sopra i 90.000 euro saranno chiamate ad un sostanzioso contributo per sostenere la carta acquisti per le famiglie più povere; verrà costituito un fondo di 40 milioni contro la povertà; saranno attivati fondi di garanzia per mutui finalizzati all’acquisto della prima casa per le famiglie meno abbienti, i lavoratori a progetto ed atipici. Infine, la legge assegna 600 milioni di euro al rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga, cifra che si aggiunge al miliardo di euro già assegnato dalla legge 92/2012.

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