Sbrollini. Una proposta di legge per curare la ludopatia

tratto da il Giornale di Vicenza, venerdì 19 luglio 2013 – CRONACA – Pagina 12
IN PARLAMENTO. Sbrollini chiede di finanziare il decreto Balduzzi
«Servono risorse per combattere questo fenomeno. E occorre conferire maggiori poteri agli enti locali»
L´ex ministro Balduzzi con il suo decreto legge l´aveva inserita nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Cadeva così l´ultimo diaframma, e la ludopatia, da vizio da casinò, diventava una malattia da combattere, un disturbo psicopatologico da curare, e si dava la possibilità a coloro che sono afflitti dalla sindrome da gioco d´azzardo compulsivo, di rivolgersi alle strutture pubbliche per le terapie necessarie. Solo che la legge-Balduzzi non è stata mai finanziata, per cui il concetto di cura è rimasto nel limbo delle buone intenzioni. Mentre questa piaga, che oggi in Italia rinchiude nella gabbia delle dipendenza 800 mila persone e vede a rischio almeno 2 milioni di giocatori, ha continuato a mietere vittime, fra drammi e violenze familiari. Non solo: il business del gioco ha innescato un indotto sotterraneo fatto di usura, truffa, estorsione, riciclaggio, in cui la criminalità organizzata sguazza: ben 41 i cla! n in Italia gestiscono “i giochi delle mafie”.
Secondo un rapporto dell´associazione Libera, il gioco d´azzardo costituisce la terza impresa del Paese, con 76,1 miliardi di fatturato legale, a cui sommare, con una stima approssimata per difetto, i 10 miliardi di quello illegale. Insomma il fenomeno dilaga, ma non ci sono le armi per contrastarlo. Da qui la proposta di legge presentata in prima persona dalla vicentina Daniela Sbrollini per modificare il decreto-Balduzzi, e coprire il pericoloso vuoto legislativo.
«Il ministro Lorenzin – dice la parlamentare Pd, che è anche vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera – ha promesso che troverà la copertura finanziaria, ma non si sa se questo avverrà in occasione della legge di stabilità. L´emergenza della situazione obbliga a trovare uno strumento per conferire maggiori poteri agli enti locali, ai sindaci, che, altrimenti, continueranno a non poter fare nulla. Fra l´! ;altro i Comuni non possono imporre norme restrittive in grado! di impedire almeno la vicinanza delle sale giochi con i luoghi sensibili o per far rispettare una distanza congrua fra una sala e l´altra». La proposta di legge firmata Sbrollini intende ridefinire le competenze ai fini dell´autorizzazione dell´esercizio del gioco lecito. Il rispetto di una distanza minima di 500 metri delle sale giochi e delle slot machine da scuole primarie e secondarie, strutture sanitarie, ospedali, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, e la possibilità per il sindaco di disporre orari diversificati di attivazione e disattivazione degli apparecchi e delle sale da gioco, ma anche di cambiarne l´ubicazione. La copertura economica, in base alla proposta, si potrà trovare fra le pieghe dei “fondi di riserva e speciali” del ministero dell´economia.
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