No all’aumento dell’Iva al 10% per le cooperative sociali

Gli effetti sui territori sarebbero disastrosi e nemmeno le casse dello Stato trarrebbero un reale vantaggio
Difendiamo il regime delle prestazioni sociali

No all’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per le prestazioni sociosanitarie ed educative rese da cooperative e loro consorzi. In qualità di Vicepresidente della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera sottolineo che come Pd abbiamo presentato da tempo un ordine del giorno in materia.

Raccolgo l’appello rivolto da Legacoop Veneto ai parlamentari della regione e mi impegno affinché il governo faccia un passo indietro. Con l’applicazione di questa imposta, dal 1° gennaio, lo scenario del servizio sociosanitario ed educativo verrebbe stravolto. Verrebbero colpite le prestazioni di assistenza domiciliare e ambulatoriale in favore di anziani, disabili, tossicodipendenti e minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e devianza.

Gli effetti sui territori sarebbero disastrosi e nemmeno le casse dello Stato trarrebbero un reale vantaggio. L’incremento dell’Iva ricadrebbe sui Comuni e sulle famiglie degli utenti con conseguenze pesantissime. Infatti, gli enti locali non hanno risorse per far fronte ad aumento dell’Iva di 6 punti percentuali – ovvero del 150 per cento – quindi, con le stesse risorse del 2013, nel 2014 fornirebbero meno servizi sociali ai cittadini. Le 800 cooperative sociali che operano in Veneto sarebbero costrette ad abbassare i costi, anche in termini di posti di lavoro, e non riuscirebbero più a garantire il livello qualitativo di oggi. Ne consegue che, lo Stato si ritroverebbe a far fronte di tasca propria all’inevitabile disoccupazione, e che le famiglie insieme ai consumi ridurrebbero anche la contribuzione fiscale.

Difendiamo, quindi, il regime delle prestazioni sociali e continuiamo a farci sentire anche attraverso i provvedimenti che tratteremo a Roma nelle prossime settimane.

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