Interpellanza Antidoping

Nei giorni scorsi, insieme al collega Cova ed altri, abbiamo depositato un interpellanza urgente al Governo in tema di Doping e salute degli atleti.

Qui il testo completo dell’interpellanza :

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della Salute – per sapere – premesso che:

da notizie apparse sulla stampa si apprende che nei 18 mesi che precedettero l’Olimpiade di Londra 38 atleti della FIDAL – che avevano l’obbligo di segnalare la propria reperibilità per i controlli antidoping a sorpresa – avevano ripetutamente disatteso a questo obbligo impedendo in questo modo la possibilità di essere sottoposti a controlli out of competition;

Dopingc

l’intero sistema antidoping ha la sua punta di forza nei controlli a sorpresa effettuati sugli atleti ma, per effettuare questo genere di controlli, c’è la necessità da parte degli atleti di segnalare la reperibilità giorno per giorno. Una mancata segnalazione (prevista trimestralmente dalla WADA) comporta che tali controlli non si possano effettuare. Se qualcuno accumula in 18 mesi tre ritardi nell’invio del form con le informazioni (la cosiddetta “mancata o ritardata notifica”), o se salta un test per tre volte senza motivi validi, viene squalificato. Questo è quanto previsto dal Codice mondiale della Wada. E’ un punto tassativo;

l’indagine condotta dai Nas e dai Ros, su mandato della procura di Bolzano, ha evidenziato che l’Agenzia CONI-NADO, pur riscontrando ripetute mancate segnalazioni delle reperibilità da parte degli atleti, non si sia mai attivata per la contestazione delle infrazioni e per la prevista squalifica compiendo una grave violazione del Codice WADA soprattutto sul fronte delle “mancate reperibilità”. Finora è emerso il caso dei 38 atleti della FIDAL ma gli inquirenti di Bolzano hanno informato che in molte altre Federazioni sportive la situazione è identica;

la Commissione controlli antidoping del Coni, per un elevato numero di atleti di diversi sport, non avrebbe potuto effettuare esami antidoping a sorpresa perché non era a conoscenza dei loro luoghi di reperibilità;

la legge n.376 del 14 dicembre 2000 Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping” prevede all’art. 4 comma 4 che: A decorrere dalla data della stipulazione delle convenzioni di cui al comma 1, e comunque a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, cessano le attività del CONI in materia di controllo sul laboratorio di analisi operante presso il Comitato medesimo”;

inoltre la stessa legge 376/2000 prevede all’art. 3 comma 1 b) che la Commissione di vigilanza determini … , i casi, i criteri e le metodologie dei controlli anti-doping ed individua le competizioni e le attività sportive per le quali il controllo sanitario è effettuato dai laboratori di cui all’articolo 4, comma 1, tenuto conto delle caratteristiche delle competizioni e delle attività sportive stesse…

la presenza dell’Agenzia CONI-NADO in seno al CONI, disattende quanto previsto dalla legge 376/2000 che evidenzia con assoluta chiarezza la necessità di un organo terzo rispetto al CONI. L’attuale presenza dell’Agenzia presso il CONI si configura come una forma di sistema “controllore/controllato” che non garantisce l’indipendenza dei controlli e accertamenti sugli atleti, in particolare quelli di vertice ed inseriti nelle competizioni olimpiche e mondiali e, inoltre, non ottempera alle indicazioni della WADA che raccomanda la costituzione di Agenzie nazionali indipendenti rispetto al sistema sportivo;

in occasione dell’Assemblea Nazionale dello scorso ottobre, l’Associazione Libera con UISP,US ACLI, CSI e ACSI hanno presentato il documento “Libera lo sport” in cui viene ribadito la necessità di separare chi controlla da chi è controllato con l’istituzione di una agenzia ad hoc

le vicende giudiziarie avvenute negli anni scorsi in relazione ai controlli incompleti ed irregolari sui giocatori di calcio, avevano già evidenziato la necessità di separare gli organi di controllo dai controllati che sono gli atleti delle stesse federazioni sportive facenti parte del CONI. A dimostrazione dei ciò, la positività dell’atleta Schwazer è stata rilevata da un organo terzo(WADA) e non dagli organi deputati al controllo del CONI;

come riportato dai giornali, Damiano Tommasi presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, sottolinea la premialità di finanziamenti alle Federazioni che ottengono successi sportivi. Questo meccanismo di premialità rischierebbe di costituire un vero e proprio stimolo per le Federazioni sportive a ricercare in ogni modo prestazioni sportive migliori, anche ricorrendo al doping;

occorre inoltre tenere presente l’importanza fondamentale dell’informazione al fine di prevenire il doping tra i giovani praticanti. A tale riguardo, La Relazione annuale della Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive per l’anno 2013 al Parlamento Italiano inizia dichiarando che “Nel corso del 2013, la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive ha proseguito nel suo impegno finalizzato alla lotta ed alla prevenzione della diffusione del fenomeno doping nella popolazione giovanile e nei settori sportivi amatoriali, promuovendo iniziative in tema di ricerca e formazione superiore, al fine di incrementare le conoscenze sul fenomeno, quale base per lo sviluppo di nuove e mirate strategie di intervento a tutela della salute dei praticanti l’attività sportiva.”:

per quale motivo  la Commissione per la Vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive non abbia affrontato il tema del conflitto tra controllore e controllato denunciando agli organi competenti la funzione di controllore dal CONI;

per quale motivo la stessa Commissione opera, vigila ed agisce solo sul contrasto al fenomeno del doping nella popolazione giovanile e nei settori amatoriali, mentre non le viene dato modo di vigilare e controllare su tutte le competizioni, anche quelle professionistiche e di vertice dove è maggiore il conflitto controllore/controllato;

per quale motivo il sistema di controllo degli atleti di vertice sia monopolio assoluto del CONI e non venga affidato ad una struttura indipendente.

se il Governo non ritenga opportuno per una maggiore e concreta tutela della salute degli atleti di alto livello e di tutte le persone che praticano sport istituire un organismo indipendente di controllo come è avvenuto da tempo nella maggior parte dei Paesi europei.

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