Coppie di fatto. Quasi tremila famiglie invisibili

POLITICA & SOCIETÀ. Città divisa sulla proposta di riconoscimento

Marco Scorzato

Martedì 21 febbraio 2012 CRONACA, pagina 12 “Il Giornale di Vicenza”

C´è poco da fare: è un tema che divide e non è una sorpresa. La proposta di riconoscimento delle coppie di fatto avanzata dal comitato Dir.Vi riscalda le coscienze, divide gli schieramenti politici e i partiti: anche al loro interno. Se il sindaco Achille Variati “apre”, c´è parte della sua maggioranza che “chiude”: non solo l´Udc, ma anche voci del Partito democratico. A centrodestra scenario simile: nel Popolo della libertà convivono idee diverse, mentre la Lega nord si presenta monolitica nel dire no al riconoscimento.
Se anche nella chiesa cattolica ci sono posizioni articolate (si veda a fianco), non stupirà il dibattito della politica e della società vicentina. Del resto era già accaduto 8 anni fa, attorno all´ipotesi di istituire un registro delle coppie di fatto.
IL CERTIFICATO. Oggi non di registro si parla, ma di «rilascio da parte dell´anagrafe di un certificato in cui si dichiara che due persone conviventi costituiscono una “famiglia anagrafica” quanso esistano vincoli affettivi». È la richiesta avanzata dal comitato Dir.Vi. di cui fanno parte associazioni e partiti del centrosinistra. La raccolta firme mira a portare il tema in consiglio comunale. Il sindaco Achille Variati, cattolico, a sorpresa ha benedetto l´iniziativa.
I NUCLEI INVISIBILI. Ma quante sono le coppie di fatto in città? Impossibile dirlo con certezza. Gli uffici di Palazzo Trissino hanno elaborato delle stime secondo le quali le coppie di fatto – eterosessuali o omosessuali – sarebbero circa 2.500, forse tremila al netto delle situazioni anagrafiche poco chiare (stranieri e non solo) dovute all´incompletezza delle informazioni trasmesse dai cittadini al Comune. Il comitato ricorda che «il riconoscimento delle famiglie anagrafiche avviene ormai in molte città». Il certificato «dà piena attuazione alla legge anagrafica del ´96 e permette alle coppie di esercitare quei diritti che già oggi la legge riconosce: tra questi la possibilità di accesso all´assegnazione di alloggi popolari, la legittimazione a ottenere informazioni sullo stato di salute del convivente e ad assisterlo in ospedale e maggior tutela in caso di violenze in famiglia».
MAGGIORANZA DIVISA. Già registrata la posizione dell´Udc, che con l´assessore Massimo Pecori ritiene l´iniziativa «inutile» e anche «illegittima», in quanto «la delega statale sull´anagrafe non prevede un registro per le coppie di fatto». Ma il comitato ribatte che non è richiesto un registro, ma “solo” il certificato. Fatto sta che l´Udc non è la sola voce contraria tra i variatiani. Sandro Guaiti, consigliere Pd, ha presentato un´interrogazione in cui si dice «contrario a iniziative locali su una materia così delicata». Dalla sinistra, invece, le spinte innovatrici più convinte: «Sono in gioco umanità, uguaglianza e dignità – afferma Luigi Poletto, sinistra Pd. E ricorda che «l´attestazione di famiglia anagrafica è cosa diversa dal registro» che egli stesso propose nel 2004. A favore anche Daniela sbrollini, deputata Pd che come Poletto auspica «che il Parlamento legiferi allineandosi agli altri Paesi europei». Plauso anche dalla Cgil per un´inziativa che «in una fase di crisi pemette di aquisire diritti fondamentali e cementare una solidarietà di cui c´è dannato bisogno. Vicenza – afferma la segretaria Marina Bergamin – non è più (solo) una città cattolica e tradizionalista, ma una città aperta».
PDL DIVISO, LEGA CONTRO. Il tema scalda anche il centrodestra. Francesco Rucco, destra Pdl, promette «ostruzionismo senza sconti», in quanto «la famiglia è una sola, tutto il resto non lo è». È «un tema inutile con cui la maggioranza tenta di coprire la propria inefficienza». Di tutt´altro avviso il suo capogruppo Maurizio Franzina: «Nel Pdl convivono idee diverse e soprattutto tra chi ha una matrice missina permangono retaggi del passato oggi improponibili: vuol dire non accorgersi che tanti nostri elettori sono coppie non sposate, non solo omosessuali, e occorre riconoscere loro i diritti che meritano». Monolitica invece la Lega. «Difendiamo la famiglia cattolica – afferma Daniele Borò, a nome del gruppo consiliare – e siamo contrari al riconoscimento delle coppie omosessuali, perché soprattutto di questo si parla».
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ACHILLE VARIATI
SINDACO DI VICENZA
Da parte mia le porte sono aperte. Siamo una società aperta che vive di orientamenti diversi. Sono favorevole all´estensione dei diritti civili, in primis quando non ledono i diritti altrui come in questo caso. Per questo sono favorevole
LUIGI POLETTO
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
È giusto che si apra un dibattito. Sono in gioco i valori fondanti della comunità civile. Spetta al Parlamento legiferare in materia di unioni civili ma i Comuni possono operare con il rilascio dell´attestazione di famiglia anagrafica
DANIELE BORÒ
CAPOGRUPPO LEGA NORD
Difendiamo la famiglia cattolica e siamo contrari al riconosci- mento delle coppie omoses- suali, perché soprattutto di questo si parla. Nella Bibbia
il Signore ha preso una costola da Adamo per creare Eva, non un altro Adamo

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