Carcere San Pio X. Sbrollini chiarisce la sua posizione.

Roma, 4 dicembre 2012. «Contrariamente a quanto apparso sulla stampa vicentina di questi giorni, non sono scesa nel merito dei contenuti specifici dell’interrogazione dell’onorevole Bernardini. Non mi permetto, dunque, di fare affermazioni forti e prive di riscontri oggettivi negando possibili violenze perpetrate al San Pio X, né è mia intenzione minimizzare il problema del sovraffollamento, che, come spesso ho dichiarato, è una piaga del sistema carcerario italiano, causa di potenziali emergenze sanitarie.

Con le dichiarazioni dei giorni scorsi, ho voluto evidenziare che, nonostante il problema del turn over, il lavoro che gli operatori penitenziari del San Pio X svolgono è lodevole. La carenza di personale riguarda non solo gli operatori di polizia, ma anche gli addetti al trattamento tra cui gli educatori che svolgono la fondamentale azione di rieducazione, per un concetto di pena come strumento di ricostruzione del patto sociale infranto con il reato. È scontato dire che la qualità delle condizioni di lavoro del personale penitenziario è collegata alla qualità della vita dei detenuti e alla possibilità per loro di intraprendere un nuovo percorso una volta fuori dal carcere. Pensiamo poi al numero delle morti nelle celle o a quello degli episodi di autolesionismo, alla povertà e alla disperazione di gran parte della popolazione carceraria: questi elementi sono lo specchio di una deriva sociale e morale». Così la deputata del Pd Daniela Sbrollini, descrivendo un quadro complesso di cui proprio in questi giorni si stanno occupando a Roma: «Stiamo discutendo in Aula un provvedimento volto a curare l’emergenza sovraffollamento attraverso programmi di riabilitazione sostitutivi alla detenzione per reati la cui pena è inferiore ai 3 anni. Tale misura si rivolge in particolare ai condannati minori di età, sui quali è ancor più urgente intervenire con provvedimenti idonei al recupero sociale. Credo che la detenzione dietro le sbarre debba essere utilizzata solo quando tutte le altre misure alternative non si possono adottare. Il piano carceri intrapreso dal Governo un anno fa comincia a dare i suoi frutti: al 31 ottobre erano presenti negli istituti italiani 66.687 detenuti rispetto ai 68.047 di dodici mesi prima. Inoltre è operativo il piano straordinario per l’edilizia carceraria, che aumenta la capienza di alcune carceri».

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