Alessandri e Fantuz firmano:

CENTRO SCLEROSI MULTIPLA. Petizione di 4.500 firme. Con cittadini e camici bianchi attive pure Turco e Sbrollini (Pd)
Potenziamento, scorporo e formazione le priorità La battaglia dell’infermiera Calgaro e la promessa dell’Ulss 6 ai malati: «La direttrice Bortolon resta»

Sabato 20 Febbraio 2010 CRONACA, pagina 22 Giornale di Vicenza

Al S. Bortolo il centro per la sclerosi multipla chiede il potenziamentoAlla fine la firma la mettono anche Antonio Alessandri e Eugenio Fantuz subito sotto quella dell’on. Livia Turco: non per simpatie di partito ma perché è il foglio riservato ai vip. Il dg e il ds dell’Ulss, anche se la petizione è destinata a loro, non hanno perplessità e uniscono il proprio nome a quello degli altri 4.500 – anche del gotha politico provinciale, regionale e nazionale – che invocano il potenziamento del centro per la sclerosi multipla del S. Bortolo. Alessandri fa una promessa: «Se non riusciremo a darvi ciò che chiedete, porteremo in Regione queste firme assieme a voi».
Ieri al terzo piano del monoblocco l’incontro con i vertici dell’Ulss per Loredana Calgaro, la combattiva infermiera di S. Vito di Leguzzano che guida il gruppo di pazienti e familiari coinvolti nell’odissea quotidiana della sclerosi multipla. Luca Cavinato, il presidente della Conferenza dei sindaci che ne perora la causa, l’accompagna con tre altre protagoniste di questa battaglia. Calgaro ripropone le necessità di un centro in crisi di organico e di identità, e le aspettative di un popolo sofferente di 550 malati e di altrettante famiglie, che vedono in questa struttura oggi incardinata nella neurologia e in chi la dirige, la dott. Franca Bortolon, due elementi insostituibili di riferimento.
La lista delle richieste è nota. La prima: il centro sia rafforzato con un altro medico, (come indicava la delibera regionale del dicembre 2008), un secondo infermiere e una segretaria; la seconda: venga scorporato dalla neurologia per riacquistare autonomia; la terza: ritorni un collegamento con il territorio per riprendere il lavoro di formazione con medici di base, ostetrici e infermieri dei distretti; infine, che i prelievi per i controlli siano effettuati all’interno del centro.
L’unica risposta certa Alessandri e Fantuz la danno sulla Bortolon, adorata dai pazienti, contestata da chi l’accusa di aver personalizzato in eccesso il suo ruolo. Quest’anno il suo incarico scade, e il timore di chi ne apprezza professionalità e dedizione è che venga messa da parte. «La Bortolon non si tocca», dice la Calgaro. «Resterà al suo posto», garantiscono dg e ds. Certo è pure l’arrivo entro aprile dall’Aquila di un neurologo che rimpinguerà la squadra del primario Francesco Perini, e questo potrebbe essere il viatico per inserire nel centro a tempo pieno il secondo medico: Gianola Stenta, oggi costretta a dividersi fra le varie incombenze del reparto, in primis le guardie. Per il resto si vedrà.
Ma Fantuz fa suo l’impegno di «dare più continuità all’assistenza infermieristica» scavalcando, se occorre, il macigno del blocco delle assunzioni. Niente autonomia, però. Il centro resta unità semplice. «È il male minore», spiega Alessandri. Disponibilità, invece, a verificare il meccanismo (assurdo) dei giri viziosi imposti ai malati al S. Bortolo per esami e controlli. «Voglio capire se ci siano obblighi di legge». Infine l’abbraccio del dg con la Calgaro. «Mi avete giustamente richiamato all’ordine ma io per questo centro mi batto come voi. Purtroppo – ed é una denuncia nei confronti di Venezia – la storia si ripete: si creano questi centri regionali ma non si danno le risorse». Loredana non si fa intenerire: «Non penserete di liquidarci così. Vigileremo».
E, intanto, a Roma, Daniela sbrollini, parlamentare del Partito democratico, presenta una nuova interpellanza alla Camera, che, tramite il collega Marco Stradiotto, farà passare anche al Senato. Chiede al ministro Fazio e al sottosegretario Francesca Martini aiuti concreti per i malati di sclerosi di Vicenza.

Franco Pepe

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