Treu e le tensioni del Pd «Possibili correzioni»

I POLITICI. L´ex ministro del Lavoro teme ripercussioni legate alla posizioni della Camusso

giovedì 22 marzo 2012 – CRONACA – Pagina 15 “Il Giornale di Vicenza”

Stefani: «Partorito il topolino»

Conte: «Serviva l´accelerazione»

Sbrollini: «Art. 18 non è priorità»

Una riforma «nel complesso positiva», anche se il mancato assenso della Cgil rappresenta «un punto negativo». È il pensiero di Tiziano Treu, senatore vicentino del Pd ed ex-ministro del Lavoro nel governo Dini e nel primo governo Prodi, che con il suo “Pacchetto” datato 1995 diede il la ad importanti modifiche al mercato del lavoro. Un mercato per il quale l´attuale governo Monti ha prospettato una riforma che sta facendo discutere.
«Ci sono contenuti importanti – la valutazione dell´ex ministro -. C´è una prima area di pulizia e di chiarimento dei contratti precari, bene la valorizzazione dell´apprendistato e anche la parte sugli ammortizzatori sociali, seppur parziale è molto buona. Ma il tema delicato rimane l´articolo 18, anche se è sbagliato continuare ad indignarsi».
«Il fatto che la Cgil non ci stia crea tensione anche nel Pd – ammette Treu – che ora deve valutare il da farsi; se è nec! essario potremmo fare delle correzioni».
E gli altri parlamentari vicentini? Restando in area Pd, per Daniela Sbrollini l´art. 18 «non rappresenta una priorità, ma è necessaria una riforma organica che guardi soprattutto a due fasce: i giovani, ormai rassegnati, e chi ha più di 45 anni, che rischia di rimanere scoperto, in particolar modo le donne. Anche se l´attenzione deve restare alta, perché lo strappo è pericoloso ma il dialogo deve rimanere aperto, pur senza esasperare i toni». Sbrollini non nasconde le sue preoccupazioni per quanto riguarda le tensioni e le diseguaglianze sociali.
E sempre a proposito di art. 18, il senatore leghista Paolo Franco parla di falso problema, sottolineando l´esigenza di «rendere più flessibile il mondo del lavoro, soprattutto per i giovani». Ma Franco e Sbrollini sono concordi nell´affermare che «in Italia il costo del lavoro è ancora troppo alto». «Questo il vero problema», secondo il s! enatore del carroccio, per il quale «è fondamentale ridurre ! la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente. Con il sì della Lega alla riforma solo se questa creerà posti di lavoro».
Come detto, anche Daniela Sbrollini pone l´accento su alto costo del lavoro e stipendi troppo bassi, «problematiche che vanno affrontate parallelamente alla riforma e a cui non si è ancora vista una risposta». Fondamentale, dunque, la discussione in Parlamento per migliorarne il testo.
Ma la riforma si farà perché, come sottolinea Giorgio Conte di Futuro e Libertà, «pur sapendo che si tratta di sacrifici importanti è fondamentale imprimere un´accelerazione sull´intero sistema riforme che paga anni di immobilismo». Quell´immobilismo sul quale spara a zero il leghista Stefano Stefani: «La montagna ha partorito il topolino. Sono anni che discutiamo, ma la triste realtà è che qui nessuno ha intenzione di fare nulla».

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