Taglio del nastro a è… blu Polemica a Tezze

IL CASO. Durante l´inaugurazione della nuova ala del municipioMario Baggio

Al posto del tricolore. Il sindaco Lago non portava nemmeno la fascia: «È il colore del Brenta, contro uno Stato che strozza i Comuni e i cittadini»

domenica 22 aprile 2012 BASSANO, pagina 38 “Il Giornale di Vicenza

Inaugurazione fra le polemiche, ieri a Tezze, per il taglio del nastro della nuova ala del municipio. Nel corso della cerimonia alla quale hanno partecipato sindaci del Bassanese, l´europarlamentare del Carroccio Mara Bizzotto, l´on. Daniela sbrollini (Pd), l´on. Manuela Lanzarin (Lega), il consigliere regionale Nicola Finco (Lega) e il vicepresidente della Provincia Dino Secco, il sindaco Valerio Lago, ha inaugurato l´opera tagliando un nastro dall´insolito colore blu, al posto tricolore di rito. Un gesto criticato pesantemente dall´on. sbrollini (Pd) ma anche dall´ex sindaco Luciano Lago, consigliere provinciale del Carroccio.
«Tengo a precisare che il colore blu del nastro, è quello dell´acqua del nostro fiume, il Brenta, e non è un caso che io non indossi la fascia tricolore – ha affermato Lago nel suo breve intervento all´inizio della cerimonia – È una protesta contro lo Stato che toglie le risorse ai cittadini e limita gli interventi degli enti locali».
Il pianoterra ospiterà la biblioteca destinata ai più giovani sino ai 18 anni. Lo spazio, per l´occasione, ospita una mostra di pittura di Luigi Pellanda. Nel primo piano sono già funzionanti l´ufficio del sindaco, la sala Giunta, la sala commissioni consiliari e l´ufficio della segreteria del sindaco. L´intervento è venuto a costare complessivamente 900 mila euro, centomila dei quali sono stati stanziati dalla Regione per l´allestimento della sala multimediale.
La Provincia ha contribuito con 26mila euro per l´eliminazione della barriere architettoniche.
L´assenza del tricolore ha scatenato l´ira dell´on. sbrollini che, protestando per l´ostentazione di simboli leghisti, ha deciso di disertare al cerimoniale del taglio del nastro anche se, fra la polemiche, è intervenuta criticando «non solo un comportamento anti-italiano ma addirittura una rivendicazione della sola solidarietà di corrente di partito».
Alle critiche dell´esponente del Pd replica il sindaco Lago.
«Di verde c´era solo il fazzoletto del mio taschino . Ero senza fascia tricolore per protesta contro uno Stato che mette in sofferenza i Comuni con gabelle come l´Imu. L´ho scritto nei giorni scorsi ai sindaci veneti, proponendo di abbandonare la fascia tricolore come segno di protesta. Quella fascia è il segno dello Stato, quello stesso Stato che ci sta strozzando sempre più. Non vedo perchè dovrei fargli pubblicità».
Duro con Lago, il collega di partito Luciano Lago, consigliere provinciale ed ex sindaco di Tezze.
«Quella del sindaco – ha detto – è stata una polemica inutile. Oltretutto, gli attuali amministratori hanno dato dimostrazione di mancanza di stile. Io non sono stato invitato anche se il progetto della nuova ala era stato approvato dalla mia Amministrazione e osteggiato a suo tempo da Lago. Il gesto di protesta del sindaco che non indossa il tricolore mi sembra più che altro la dimostrazione di impotenza e incapacità di amministrare».
Conciliante il vicepresidente della Provincia Dino Secco.
«Distinguiamo le due cose – ha sottolineato – Alcuni sindaci porterebbero la fascia tricolore in qualsiasi cerimonia. Altri la utilizzano solo nelle manifestazioni più rilevanti. Dipende dalla sensibilità di ciascuno. Per quanto concerne, invece, il taglio del nastro di colore azzurro, ritengo che si tratti di una protesta per evidenziare le difficoltà economiche degli enti locali, in particolare dei Comuni. Una forma di protesta che andrebbe attuata da più sindaci per avere maggiore visibilità».

«Anti-italiano Un discorso assurdo»

domenica 22 aprile 2012 BASSANO, pagina 38 “Il Giornale di Vicenza”

«A fronte di un´ostentazione di simboli leghisti, abbiamo assistito ad un discorso assurdo – spiega l´on. Daniela sbrollini (Pd) -: il sindaco ha ringraziato solo i riferimenti della sua corrente maroniana nel Consiglio regionale e nel Parlamento europeo, tenendo fuori persino i suoi colleghi di partito e di altre correnti e attaccando pesantemente le istituzioni nazionali e di governo. Mi sono rifiutata di tagliare il nastro ma ho comunque preso la parola pur fra le polemiche. I tentativi leghisti di alzare polveroni per coprire i loro guai sembrano ormai ridicoli e patetici».

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