Nove domande del Pd a Zaia sulla pubblicità

VENEZIA. Da parte di Giaretta e Sbrollini

Martedì 23 Febbraio 2010 REGIONE, pagina 6

VENEZIA
Il senatore del Pd Paolo Giaretta, in una lettera aperta, pone nove domande al ministro e candidato governatore Luca Zaia sulla vicenda della distribuzione alle famiglie venete de «Il Welfare dell’Italia», la rivista di Federsanità-Anci che ha pubblicato una lunga intervista al ministro e la sua foto in copertina.
A Zaia l’esponente democratico padovano chiede «risposte semplici, senza troppi giri di parole» alle nove domande, sottolineando che «per avere una campagna elettorale improntata al dibattito sulle idee e sulle proposte è necessario che le regole del gioco vengano rispettate e condivise e si usino sempre parole di verità». «Le ricordo – conclude Giaretta – che se per caso fosse stata la società “Buonitalia”, interamente a capitale pubblico, a finanziare la pubblicazione sottraendo fondi alle finalità societarie a servizio del mondo agricolo, Lei avrebbe il dovere, come è nei suoi poteri, di commissariare immediatamente la società e di trasmettere gli atti alla magistratura».
In Senato Giaretta ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio sulla vicenda e la deputata del Pd Daniela sbrollini ne ha presentata una alla Camera in cui chiede a Berlusconi di approfondire alcuni aspetti e «se non ritenga che vi sia una palese violazione di legge nell’uso propagandistico dell’ultimo numero della rivista “Il Welfare d’Italia” da parte di un ministro del suo governo».
E se Giaretta presenta nove domande, il candidato governatore Antonio De Poli (che pure lo attacca per la vicenda della rivista) ne rivolge una sola al ministro-candidato: «Quando ti dimetti dalla carica di ministro per gareggiare alle regionali con un vantaggio meno spudorato? Ai Veneti non piacciono le partite falsate».
Dal canto suo, Giuseppe Bortolussi manda a dire a De Poli che il voto all’udc va in congelatore: «Si ritrova alla guida di un partito che rischia di mancare in Consiglio Regionale, indebolito dalla fuga di chi cerca un riciclaggio alla corte di Luca Zaia».

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