Non è in ballo la guida del partito, per quella c´è il congresso. Si tratta di scegliere la figura migliore da candidare a premier, ma il confronto non sia scontro.

tratto da il Giornale di Vicenza, giovedì 13 settembre 2012 – CRONACA – Pagina 18

IL CASO. La sinistra rilancia dopo che il sindaco ha optato per il collega
Pd, i bersaniani alle primarie sfidano Variati
Rizzato: «Pensiamo a un candidato anche in città» Poletto: «Sto coi progressisti, Renzi è neo-liberista»

«Se usiamo il linguaggio di Renzi, Variati sarebbe da rottamare». Affondo pidiellino? Stoccata della Lega nord? Macché: parola di Claudio Rizzato, esponente della sinistra Pd. L´ex consigliere regionale diessino, bersaniano convinto, poi avverte: «Dopo la presa di posizione del sindaco per Matteo Renzi, necessariamente anche per le primarie della città potranno presentarsi due candidati del Pd, per rendere chiaro che ci sono due idee diverse di partito».
La sortita di Variati è stata una bomba nel Pd berico. Tra i sostenitori di Pier Luigi Bersani – tra cui c´è pure la vice sindaco Alessandra Moretti, che ha già motivato la sua scelta – c´è chi minimizza, ma anche chi, come colpito da un cazzotto, reagisce con veemenza. Tanto da ipotizzare l´apertura di un fronte comunale. Se proprio Variati ha riconfermato di essere pronto alle primarie locali, Rizzato s´infila in scivolata, auspicando «un secondo c! andidato», bersaniano. «Ne stiamo parlando», ammette.
«DESTRA E SINISTRA». Per Rizzato sono in ballo «due idee diverse di partito». Ne è convinto pure un altro bersaniano, Luigi Poletto, presidente del consiglio comunale. «Tra Bersani e Renzi non vi è un conflitto generazionale – “vecchio” contro “nuovo” – ma politico-culturale, tra una visione progressista, legata alla sinistra europea, e una neoliberista, figlia di un impianto ideologico fallito». Poletto ritiene Bersani «più adeguato ad assumere la responsabilità di guidare il Paese per competenze ed esperienze. E, a differenza di Renzi, Bersani vuole introdurre forti elementi di discontinuità rispetto all´agenda Monti».
RINNOVAMENTO. «Su una cosa – conclude Poletto – Renzi e la sinistra Pd dei “giovani turchi” convergono: dare spazio ad un radicale rinnovamento del partito, che si ottiene con una nuova legge elettorale e con la regola dei tre mandati m! assimi per i parlamentari, senza deroga alcuna».
Daniela Sbrollini vorrebbe addirittura un limite di «due mandati». Anche la deputata del Pd si schiera con Bersani. «Non è in ballo la guida del partito, per quella c´è il congresso. Qui – dice – si tratta di scegliere la figura migliore da candidare a premier, per esperienze, competenze, idee. Sul ricambio generazionale, io per prima mi sono sempre battuta ed è già in atto». Sbrollini invita a stemperare i toni: «C´è troppa tensione: le primarie sono utili e la candidatura di Renzi le rende vere, ma il confronto non sia scontro». Ma chiosa pungendo: «Ci sono sostenitori di Renzi che non hanno l´età per fare i rottamatori». A differenza di Rizzato, Sbrollini non fa nomi.
Che si riferisse o meno a Variati, va ricordato che il sindaco non ha evaso il tema della sua età (59 anni) e della sua lunga militanza politica, ma ha sottolineato che «un conto è il livello amministrativo, dove ci si misura con l´elettorato e c´è il limite dei! mandati, un altro è il livello nazionale, dove la classe politica è autoreferenziale e mancano limiti».
IL GIOVANE BERSANIANO. Che la sfida Bersani-Renzi non sia “il vecchio contro il nuovo” lo afferma anche Stefano Poggi, della direzione nazionale dei Giovani democratici, che di anni ne ha 21 e sta con Bersani. «Ai lavoratori delle aziende in crisi, ai disoccupati e ai precari più che “il rinnovamento della classe dirigente del Pd”, interessa sapere cosa farà il partito per raddrizzare la situazione. La proposta di Bersani è chiara: far pagare di più a chi in questi anni si è arricchito, per aiutare chi si trova in debolezza economica». Servono «facce nuove con idee nuove, non facce nuove (e meno) con idee vecchie».

 

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