La Basilica è di una bellezza da Nazionale

tratto da il Giornale di Vicenza, sabato 07 dicembre 2013 – CRONACA – Pagina 14

IL RICONOSCIMENTO. Via libera della commissione cultura della Camera alla proposta di legge firmata dai deputati vicentini. Entro febbraio è atteso il voto in aula

L´edificio promosso patrimonio del Paese dopo la candidatura del 2010. Oltre 400 mila visite conclusi i lavori di restauro.
Ormai è fatta. La promozione è dietro l´angolo: carpe diem. La Basilica palladiana entrerà nell´esclusivo club dei “monumenti nazionali”. Il primo semaforo verde è stato acceso dalla commissione cultura della Camera, dove la proposta di legge è stata votata all´unanimità. Un´acclamazione per la dama bianca, che in queste serate dicembrine esibisce serliane imporporate dal make-up del festival di luci natalizie. Per tagliare il traguardo occorrerà attendere lo sprint finale nei primi mesi del 2014, quando la proposta di legge bipartisan approderà per il voto finale nell´aula di Montecitorio.
La corsa, in realtà, è stata una maratona che ha mosso i primi passi tre anni fa, quando il consorzio di promozione turistica “Vicenza è” ha attivato i primi canali per innescare un circolo virtuoso che attribuirà alla Basilica una meritata medaglia per i suoi primi cinque secoli di storia! , al termine di un anno da favola, il primo dopo il grande restauro da 22 milioni di euro, durante il quale l´antico palazzo della Ragione è stato visitato da non meno di 400 mila persone: numeri da vertigini.
La prima, fondamentale tappa di questo tortuoso percorso è stata celebrata ieri dal vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d´Elci, Daniela Sbrollini, deputata del Pd e prima firmataria della proposta di legge, e Vladimiro Riva, direttore di “Vicenza è”.  Con loro anche il presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto, i deputati Filippo Crimì e Federico Ginato, il presidente del teatro comunale Flavio Albanese, il presidente della biblioteca Bertoliana Giuseppe Pupillo, il direttore del Cisa Guido Beltramini e il presidente del comitato scientifico del Cisa Howard Burns. Sarà retorico, ma per una volta il gioco di squadra, troppo spesso invocato invano, ha fatto la differenza in una parabola che è passata anch! e sulla scrivania del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a cui il sindaco Achille Variati e il commissario della Provincia Attilio Schneck avevano indirizzato una lettera di candidatura.
Va detto che si tratta di un premio “senza portafoglio”, come direbbero i funzionari ministeriali: per ora non sono attribuiti finanziamenti statali di alcun genere. Quel che conta è il valore simbolico dellìoperazione: «L´idea di monumento nazionale nasce nell´Ottocento come tentativo di sottrarre alla dispersione una serie di siti di significato religioso e culturale – osserva Bulgarini d´Elci – oggi il senso è cambiato ed è volto a riconoscere la dimensione simbolica, culturale, morale e politica». Gli altri monumenti nazionali vicentini sono il Monte Grappa e il Pasubio, due medaglie al valor militare per i sacrifici della Grande guerra. E tuttavia la promozione della Basilica ha smascherato l´ennesima anomalia tutta italiana: non esiste infatti un censimento dei monumenti nazionali. Di qui l´analisi del presidente Zigliotto: «Non stupiamoci se manca di credibilità all´estero un Paese che non conosce con precisione l´ammontare dei propri debiti e non censisce il proprio patrimonio. Spero che questa sia l´occasione per valorizzare e non per porre nuovi vincoli alla crescita».

IL RETROSCENA. La relatrice Ilaria Capua ha avuto un ruolo chiave

Settimane di trattative, poi il voto all´unanimità. Appoggio bipartisan da parte dei deputati vicentini, che hanno fatto squadra con Galan

Ci voleva una virologa di fama internazionale per debellare i batteri politici che stavano fiaccando la promozione della Basilica palladiana nella ristretta cerchia dei monumenti nazionali. Ilaria Capua, deputata di “Scelta civica”, è la relatrice della proposta di legge tagliata su misura per il gioiello di piazza dei Signori. «Non è stata una passeggiata», racconta al telefono riepilogando i mesi di trattative trascorsi in Transatlantico per convincere i colleghi della commissione cultura, presieduta dal forzista Giancarlo Galan, a sostenere il sogno vicentino. Il primo passo è stato unificare le due proposte protocollate a Montecitorio, la prima autografata da Galan, la seconda dai deputati vicentini Daniela Sbrollini, Federico Ginato, Alessandra Moretti, Filippo Crimì (Pd) e Filippo Busin (Lega nord). A quel punto è stato necessario creare il più ampio consenso possibile intorno al progetto, abbattendo le resistenze manif! estate in particolare dai grillini, che temevano un “marchettone” in salsa veneta, anche per l´assenza di criteri oggettivi con cui attribuire il riconoscimento. E qui entra in gioco Capua, attivata anche grazie la disponibilità di Alberto Toldo. La “dottoressa”, come preferisce essere appellata imbarazzandosi ancora quando la chiamano “onorevole”, ha messo in campo tutto il suo peso in termini di credibilità, giocando la carta dell´eccezionalità rappresentata da un monumento che travalica i confini di una città o di una regione: «Non parliamo di un piccolo santuario, ma di una grande opera architettonica tutelata dall´Unesco». La fine, per ora, è nota: il provvedimento è stato approvato all´unanimità in commissione cultura della Camera, votato da tutti, ma proprio tutti, con il placet del ministero.
«Sarà un bel riconoscimento – dice Capua – sono particolarmente lieta perché ho un rapporto molto ! affettuoso con Vicenza, in particolare con l´Alto Vicent! ino». La battaglia non è finita, come tuona Vladimiro Riva, direttore del consorzio “Vicenza e”. L´occasione per tenere alta l´attenzione è la pubblicazione del volume “Merita un monumento” firmato da Antonio Di Lorenzo e Nicoletta Martelletto, che sarà presentato giovedì 12 dicembre in sala degli Stucchi a palazzo Trissino.
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