Interrogazione Centro Sclerosi Multipla San Bortolo

Interrogazione a risposta scritta
al Ministro della Salute
dall’on. Daniela Sbrollini

Per sapere, premesso che:

– presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza, Ulss n. 6, opera il Centro Sclerosi Multipla e Continuità Assistenziale Neurologica, che offre i seguenti servizi: visite specialistiche; trattamento delle ricadute; terapie preventive; accertamenti strumentali; valutazioni neuropsicologiche e riabilitazione cognitiva; sostegno psicologico; educazione e guida all’autocateterismo vescicale; certificazioni per invalidità; attività informativa; contatti per visite con altri specialisti; contatti con i servizi territoriali; contatti con la Sezione Provinciale AISM di Rosà;

– Responsabile del Centro è la dott.ssa Franca Bortolon e il Centro afferisce come Dipartimento di riferimento al Coordinamento dei Direttori di Distretto;

– Il Centro Sclerosi Multipla presenta i seguenti dati: a) pazienti seguiti, 496 l’anno di cui 345 femmine e 151 maschi; numero visite annue, 1.500;

– Dai dati emerge un impegno rilevante del Centro Sclerosi Multipla al San Bortolo, che si estende nel territorio con prestazioni di continuità assistenziale neurologica, seguendo anche altri pazienti provenienti da altre Ulss del Veneto;

– Risulta evidente, per poter garantire il trend di prestazioni del Centro, l’esigenza di potenziare l’organico con altre Unità Mediche e che in mancanza di un piano di potenziamento viene leso il diritto alla salute di centinaia di malati di una patologia seria come la Sclerosi multipla su un vasto territorio;

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Se il Ministro della salute non consideri la grave situazione di carenza di personale e di conseguente disfunzione nelle attività del Centro Sclerosi Multipla di San Bortolo come lesiva di quei Livelli essenziali di assistenza a cui il Governo deve sovrintendere su scala nazionale affinché a nessun cittadino del territorio siano negati servizi minimi essenziali a tutela del diritto costituzionale alla salute, e se non ritenga, quindi, di intervenire per sollecitare un progetto di potenziamento in grado di ripristinare l’assistenza necessaria per una patologia così seria come la Sclerosi multipla.

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