Incendio Brendola

04/07/2019

Non finisce mai l’emergenza acque in questa zona già martoriata dai Pfas. Ora anche i composti chimici sversati nel fiumicello Brendola durante le operazioni di spegnimento del pauroso incendio.
Siamo in una zona molto delicata per gli acquiferi. Effetti preoccupanti si sono già avuti a valle, fino a Cologna Veneta nel Veronese. Odori acri, schiuma legata ai tensioattivi, moria di pesci. Per alcune aziende chimiche si fanno – per la legge Seveso – piani di pronto intervento che prevedono le situazioni catastrofiche che si spera non avvengano mai.  Ma i fatti purtroppo dimostrano che quando queste situazioni si verificano, malgrado le alte professionalità messe in campo da Vigili del Fuoco, dai tecnici dell’Arpav e della Protezione Civile, cui va comunque un grazie per l’opera svolta, non si può inventare sul momento soluzioni capaci di non compromettere l’ambiente. Ho predisposto una interrogazione al Ministro per sapere se tutto è stato fatto per garantire la salute dei cittadini e se in queste situazioni delicate non sia il caso di prevedere per legge piani preventivi di pronto intervento, anche e soprattutto quando si è in zone di acquiferi così delicati.

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