Filippi e Sbrollini pubblicano l’esito

PARLAMENTO. I due vicentini inseriti tra i 147 che hanno dato l’ok

Sabato 20 Febbraio 2010 CRONACA, pagina 14 Giornale di Vicenza

Sono stati tra i primi a mettersi in fila per il test volontario antidroga nel novembre dello scorso anno, sottoponendosi anche all’esame tricologico e dando l’assenso alla pubblicazione dei loro dati.
Inseriti nella lista dei 147 parlamentari che hanno deciso di rendere pubblici i risultati degli esami svolti, due vicentini escono allo scoperto.
Daniela sbrollini (Pd) e Alberto Filippi (Lega) mostrano con soddisfazione i referti mentre a Roma non sembra placarsi la caccia al presunto cocainomane pizzicato tra i 232 onorevoli aderenti all’iniziativa.
«Non si tratta – sottolinea la giovane esponente del centro-sinistra vicentino – di appuntarsi una medaglia, ci mancherebbe. Semplicemente però penso che nel patto di fiducia sottoscritto dal voto degli elettori i comportamenti, etici e non solo, hanno un peso notevole. Ho ritenuto giusto raccogliere quell’invito e mettere le informazioni a trasparente disposizione della gente».
In effetti già a dicembre la sbrollini aveva reso noto il suo test: «Del resto quei “negativo” che ne accompagnano ogni passaggio non sono certo stati una sorpresa per me».
Concetti che anche il parlamentare leghista sottoscrive. «Mi sono messo a disposizione con molta serenità, era una richiesta che nasceva dall’opinione pubblica».
Giovane come la collega del Partito Democratico, il rappresentante del Carroccio confida una curiosità e lancia un appello: «Detto che io non solo non ho questo vizio ma addirittura non fumo e bevo poco vino, confesso di essere rimasto un po’ perplesso di fronte al numero esiguo di chi si è sottoposto all’esame- dichiara il sen. Filippi – Francamente non mi sento di condividere le motivazioni, se chiedo voto e delega dovrei essere anche pronto a gesti di buona volontà. Per quanto riguarda il “positivo”, viene quasi da sorridere. Ma non lo sapeva? Allora se ha fatto 30 faccia anche 31 e venga fuori. Credo che a questo punto sia doveroso pubblicare il suo nome».

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