Elezioni amministrative 2018 Nota Sen. Daniela Sbrollini

26 giugno 2018

 

“Queste elezioni amministrative 2018 segnano una sconfitta gravissima per il centrosinistra e per il Partito Democratico, in seguito al risultato delle politiche del 4 marzo e dopo queste elezioni emerge ancor di più la necessità di un’analisi politica seria e non rinviabile.
In questa tornata elettorale, seppur amministrativa, gli italiani hanno premiato il nuovo asse Lega-M5s che dal primo giugno sta governando il Paese. Il centrosinistra si vede sconfitto in luoghi storicamente definiti “rossi” dove ha sempre governato, un segnale forte che ci obbliga a riflettere urgentemente. Tuttavia confermiamo i sindaci di Ancona e Brescia e si sono strappati al centrodestra i comuni di Trapani, Brindisi e Teramo. Complessivamente la nostra coalizione esce vincitrice in 26 comuni importanti tra superiori e capoluoghi di provincia mentre solo 5 sono quelli conquistati dal M5S.
Il Partito Democratico non deve darsi totalmente per sconfitto, rimane un partito molto radicato nel territorio che continua a governare centri importanti, è la seconda forza politica del Paese a cui ora serve una fase di unità, di strategia condivisa, anche aperta alle forze politiche del centrosinistra e della sinistra. L’obiettivo dev’essere quello di saper costruire una nuova piattaforma politica totalmente alternativa all’attuale governo Lega – M5s che sappia tornare a ricevere largo consenso e sostegno. Bisogna ripartire con umiltà, facendo dura opposizione alle politiche di chiusura dell’attuale Governo, un’opposizione concreta sui temi partendo dai nostri valori e dal rappresentare i bisogni di chi è più debole ed in difficoltà.
Serve una programmazione anche interna del Partito per riorganizzare le forze e la classe dirigente, e ciò dovrà avvenire al più presto a partire dalla prossima Assemblea Nazionale programmata per il 7 luglio e dalla Direzione Nazionale che potrebbe essere convocata addirittura prima. Soprattutto in questa fase così delicata per il futuro del PD è opportuno che l’analisi e la discussione vengano fatte seriamente nelle sedi opportune, non solamente a mezzo stampa.
Non possiamo però ignorare un altro dato netto e preoccupante: quello della bassa affluenza. Solamente il 47,61% degli aventi diritto si sono recati alle urne per i ballottaggi, un calo del 12,81% rispetto al primo turno. Bassissima percentuale di votanti nei ballottaggi siciliani: solo il 40,11% ha votato, con un calo di 20,67% punti percentuali rispetto a due settimane fa.
La battaglia per una crescita della partecipazione politica e della vitalità delle forze democratiche (come pure la loro regolamentazione), dev’essere una battaglia portata avanti soprattutto dal PD e dal CSX, perché la buona politica (ri)nasce anche dal confronto e dalla partecipazione, a partire dai territori.

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