Disabili, i centri resteranno aperti. Delibera sospesa

Ieri ho preso parte alla riunione della V commissione consiliare del Comune di Vicenza, una riunione a porte aperte alla quale hanno partecipato molti consiglieri e tantissimi familiari e rappresentanti di associazioni per discutere della chiusura di alcuni centri diurni per disabili. Nei giorni scorsi sono intervenuta sui giornali proprio contro tale chiusura: la Regione non può permettersi di tagliare servizi che sono fondamentali non solo per gli utenti che hanno la possibilità di seguire percorsi riabilitavi alternativi, ma anche per le famiglie.

Ieri il Sindaco ha chiesto la sospensione della delibera, atto che va visto positivamente, ma resta un percorso istituzionale da compiere in sintonia con associazioni e Comuni perché il sociale non si deve più toccare.

tratto da il Giornale di Vicenza, mercoledì 28 agosto 2013 CRONACA, pagina 20
Una lettera spedita ieri da Achille Variati e dall´assessore alla famiglia Isabella Sala al presidente della Conferenza dei sindaci dell´Ulss 6, Giuseppe Danieli, e al direttore generale del San Bortolo, Ermanno Angonese, mette fine a settimane di polemiche che stavano devastando famiglie, mettendo in subbuglio associazioni, gruppi e cooperative che da anni lavorano nel campo della disabilità. Il sindaco chiede la sospensione della delibera che da lunedì prevedeva la chiusura di alcuni centri diurni per disabili, domanda alla Conferenza un incontro politico e, poi, bussa nuovamente alle porte della Regione chiedendo che, in fase di assestamento del bilancio, non si tocchi il fondo destinato alla disabilità dentro al quale ci sono anche altri servizi che coinvolgono gli anziani e l´assistenza sanitaria domiciliare.

Insomma, una presa di posizione netta dopo che per giorni le polemiche non sono mancate da parte del Movimento Cinque Stelle, Rifondazione Comunista, le unità sindacali di base oltre agli interventi di consiglieri regionali (Stefano Fracasso) e di parlamentari (Daniela Sbrollini) che ieri hanno partecipato alla riunione della quinta commissione consiliare, presieduta da Raffaele Colombara, che voleva offrire la possibilità di offrire un minimo di chiarezza su quanto stava accadendo. L´assessore Sala, con altri dirigenti dell´Ulss, era stata chiamata per esporre i contenuti della delibera votata da tutti i 39 sindaci ancora a giugno. Solo dopo una lunga introduzione, attorno alle 19, l´assessore ha fatto menzione delle richieste contenute nella missiva scritta con il sindaco ed ha indicato le nuove strade che il Comune intende battere affinché queste situazioni non si ripresentino.
«Lo sappiamo tutti – ha ribadito più volte – che stiamo vivendo un periodo difficile, ogni spostamento di denaro pubblico per il sociale corre il rischio di non coprire strutture fondamentali. Ecco perché oltre alla sospensione sarà necessario riaprire un tavolo dove poter ripensare ai servizi così come sono strutturati anche in vista di tempi che non si annunciano per nulla incoraggianti». E dire che il pomeriggio era iniziato alle 17. 30 con il via ai lavori della V commissione che, per la prima volta, come da nuovo regolamento si teneva a porte aperte: molti consiglieri in sala e tantissimi familiari e rappresentanti di associazioni di disabili che poi sono stati fatti sedere in sala Bernarda.
«La sospensione non può che farci piacere – spiega Riccardo Cagnes, presidente del Comitato Vicenza handicap – ma da quanto tempo continuiamo a dire che su questi argomenti ci deve essere una completa unità d´intenti tra famiglie, l´Ulss e Comune? Tanto. Solo se saremo uniti e con proposte valide e concrete riusciremo ad andare avanti in una battaglia che si preannuncia aspra.
Da lunedì non abbiamo vinto la guerra, abbiamo solo sistemato alcuni paletti che però devono trovare terreno solido sul quale fermarsi, altrimenti i passi avanti nell´assistenza compiuti in questi anni non serviranno a nulla e i disabili torneranno nelle residenze senza più alcuna attività».
«È una boccata d´ossigeno – aggiunge Giovanni Rigo dell´associazione La Fraglia – però non risolviamo nulla. Perché ci sarà sempre chi cercherà di far chiudere i centri per mancanza di soldi, senza contare su una progettualità che va avanti da decenni e che ha permesso ai nostri figli di avere una vita almeno decente».
Per Daniela Sbrollini (Pd) la sospensione della delibera va vista positivamente «ma resta un percorso istituzionale da compiere in sintonia con associazioni e Comuni – spiega – perché il sociale non si deve più toccare».

1 commento su “Disabili, i centri resteranno aperti. Delibera sospesa”

  1. Come associazione e mia personale,
    più volte mi sono espressa con tono deciso ,
    contro provvedimenti tanto ingiusti ed iniqui.
    Togliere finanziamenti già da bilanci tirati all’osso
    dei centri diurni per disabili e’ cosa facile da fare,
    per amministratori pubblici incapaci di gestire la
    sanita’ pubblica .Con i tanti sprechi , che nel settore
    sono stati fatti ,ora si corre al riparo raccogliendo briciole
    che per i centri diurni sono “pagnotte”
    Forza continuiamo la protesta per ottenere equità .
    Maria Chiara Rodeghiero

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