Depositata ufficialmente in Commissione la mia risoluzione per estendere lo screening mammografico gratuito a moltissime donne

Atto Camera
Risoluzione in commissione 7-00630
presentato da
SBROLLINI Daniela
testo di

Giovedì 19 marzo 2015, seduta n. 395

   La XII Commissione, 
   premesso che: 
    l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica indica che «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto…»; 
    si stima che nel nostro Paese vi siano nel corso dell’anno 366.000 nuove diagnosi di tumore (esclusi i tumori della pelle, per i quali è prevista una classificazione a parte a causa della difficoltà di distinguere appieno le forme più o meno aggressive), circa 196.000 (54 per cento) fra gli uomini e circa 169.000 (46 per cento) fra le donne; 
    il tumore al seno è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 16 per cento di tutti i decessi per causa oncologica. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 48.000 nuovi casi di questa particolare patologia; 
    parlando di incidenza sulla popolazione di sesso femminile il tumore della mammella (29 per cento) è al primo posto, seguito dal tumore del colon-retto (14 per cento), il tumore del polmone (6 per cento), il tumore del corpo dell’utero (5 per cento) e quello della tiroide (5 per cento); 
    secondo i dati dell’AIRTUM – Associazione italiana registro tumori – la mortalità dei tumori è in diminuzione e questo è dovuto principalmente alle campagne di screening e all’aumento della consapevolezza circa l’importanza della prevenzione tra la popolazione; 
    la sopravvivenza è fortemente influenzata da due strumenti: la diagnosi precoce e la terapia. Nel primo caso, grazie ai programmi di screeningper il tumore della mammella, del colon-retto e della cervice uterina, si ha una maggiore probabilità di essere efficacemente curati; 
    il rischio radiologico, seppure stimato mediante modelli cautelativi, resta uno dei fattori da tenere in considerazione, in particolare nelle fasce di età più giovanili, mentre non sembra determinare una controindicazione all’esecuzione di controlli mammografici nelle fasce di età 40-49; 
    indipendentemente dalle fasce di età esiste una popolazione a rischio composta da quelle donne con familiarità per cancro di mammella o che hanno fatto importanti trattamenti ormonali che sfugge dallo screening e per cui dovrebbe essere attuata una azione di prevenzione integrativa; 
    sfuggendo alle indicazioni degli organismi scientifici che indicano nei due anni l’intervallo tra una mammografia e l’altra, molte donne erroneamente utilizzano lo screening regionale e la esenzione ticket garantita dal servizio sanitario nazionale per le donne con più di 45 anni per eseguire un esame mammografico ogni 12 mesi, assecondate spesso dall’atteggiamento difensivo dei prescrittori e dei radiologi,

impegna il Governo:

   ad assumere iniziative per garantire lo screening mammografico a carico del servizio sanitario nazionale anche alle donne di età compresa tra i 40-49 anni; 
   a relazionare ai competenti organi parlamentari circa lo stato dell’arte dello screening mammografico e delle diverse modalità attuative regionali; 
   ad attivare iniziative, anche di comunicazione, per promuovere la cultura della prevenzione del cancro al seno, in particolare promuovendo stili di vita che prevedano una regolare attività fisica per almeno 150 minuti a settimana ed una dieta mediterranea sana ed equilibrata. 
(7-00630) «SbrolliniScuveraLenziArgentinPiazzoniPatriarcaPiccioneCasatiBurtoneAmatoMarianoD’InceccoCap
one».

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