Crisi, Sbrollini: “Il Governo garantisca il pensionamento per i lavoratori in mobilità che hanno maturato i requisiti”.

VICENZA- (3 dicembre 2010)

Un intervento urgente del Governo per garantire la pensione a tutti i lavoratori in mobilità che ne abbiano i requisiti. Lo chiede Daniela Sbrollini, deputata del Pd. In una interrogazione al Ministro del Lavoro e al Ministro dello Sviluppo economico, l’on. Sbrollini segnala che la recente modifica dei requisiti pensionistici, che ha previsto lo slittamento di 12 mesi dell’accesso alla pensione pur in presenza della maturazione dei requisiti, potrebbe danneggiare molti lavoratori in mobilità, per i quali la norma prevede un’eccezione ma solo fino al numero massimo di 10mila persone a livello nazionale.
“E’ evidente – dice l’on. Sbrollini – che tale limite si supera con una semplicità tale che basterebbero solo 2 o 3 province del Veneto per raggiungerlo. A solo titolo di esempio riporto gli oltre 100 lavoratori usciti per mobilità dagli stabilimenti di Marzotto spa e Valentino Fashion Group spa di Valdagno (Vicenza), e pienamente investiti da questa problematica. Con le dimensioni della crisi in corso appare difficile che tutti i lavoratori in mobilità trovino rapidamente collocazione sul mercato del lavoro per cui bisogna, da una parte, rifinanziare gli ammortizzatori sociali e, dall’altra, consentire a chi ha i requisiti di andare in pensione subito, nonostante lo slittamento di dodici mesi previsto dalla nuova legge”.

TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE:

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09830
presentata da
DANIELA SBROLLINI
mercoledì 1 dicembre 2010, seduta n.405

SBROLLINI. –

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico.

– Per sapere – premesso che:

nel corso del 2008, 2009 e 2010, a seguito della crisi economica che ha colpito anche il nostro Paese, molte aziende hanno aperto procedure di crisi con riduzione di personale o cessazione dell’attività;

anche al fine di evitare ricadute sociali drammatiche per le famiglie coinvolte, ove possibile, sono stati stipulati accordi aziendali privilegiando l’uscita di lavoratrici e lavoratori che durante il periodo di mobilità maturassero l’accesso alla pensione;

la recente modifica dei requisiti pensionistici (decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010 n. 122) ha previsto lo slittamento di 12 mesi della possibilità di accedere alla pensione pur in presenza della maturazione dei requisiti richiesti (ad esempio i 40 anni di contribuzione);

questo fatto nuovo sta creando una situazione di incertezza e preoccupazione, poiché queste persone rischiano di trovarsi senza lavoro, a mobilità conclusa e senza pensione;

date le condizioni attuali e pressoché impossibile immaginare una ricollocazione al lavoro di questi soggetti;

la normativa sopra citata, in verità, prevede il mantenimento dei vecchi requisiti per i lavoratori posti i mobilità con accordi stipulati entro aprile 2010, ma solo fino al numero massimo di 10.000 persone a livello nazionale;

diventa evidente che tale limite si supera con una semplicità tale che basterebbero solo 2 o 3 province del Veneto per raggiungere il limite sopra citato. A solo titolo di esempio riporto gli oltre 100 lavoratori usciti per mobilità dagli stabilimenti di Marzotto spa e Valentino Fashion Group spa di Valdagno (VI) e pienamente investiti da questa problematica -:
quali iniziative il Governo ipotizzi di adottare al fine risolvere questa situazione di incertezza;

se il Governo adotterà un’iniziativa normativa tesa all’ampliamento del plafond dei possibili beneficiari o un allungamento della permanenza in mobilità per la quale vanno individuate le relative risorse. (4-09830)

On. Daniela Sbrollini

Be Sociable, Share!

1 commento su “Crisi, Sbrollini: “Il Governo garantisca il pensionamento per i lavoratori in mobilità che hanno maturato i requisiti”.”

  1. massimo oberto

    Le invio il link alla circolare INPS che definisce meglio le modalità della deroga per i lavoratori in mobilità (http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDOC.aspx?sVirtualURL=/circolari/Circolare%20numero%2090%20del%2024-06-2011.htm&iIDDalPortale=&sAltriParametri=iIDNews=779).
    Stamattina sono andato alla sede INPS di Ivrea (competente per il mio territorio) per capire meglio la questione.
    La gentilissima impiegata ha verificato sul terminale e mi ha comunicato che io faccio parte del gruppo di circa 40000 (quarantamila) lavoratori che sono nella situazione da Lei descritta nella sua interrogazione.
    Ora, poichè i lavoratori “derogabili” sono solo 10000 (diecimila) rimane il non modico problema degli altri 30000 “non derogabili” che si ritroveranno senza stipendio (ovviamente) o pensione o indennità di mobilità mediamente per un anno; a questo va però aggiunto il nuovo mese di allungamento della “finestra” contenuto nella nuova finanziaria tremontiana per quelli che matureranno nel 2012 la pensione.
    La stessa impiegata non ha saputo indicarmi con sicurezza quali modalità saranno applicate per definire gli appartenenti al gruppo dei derogabili.
    Mi chiedo se non sia il caso di promuovere una class action o una denuncia preventiva per impedire quello che io ritengo un obbrobrio giuridico probabilmente anche contrario alla Costituzione vista la assoluta opacità dei metodi di discrimine tra derogabili e non.
    Cordiali saluti
    Massimo Oberto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *