Conte: «Un pressing su di me» Dal Lago: «Voto sì, poi elezioni»

PARLAMENTARI VICENTINI. Alla Camera i conti pubblici misureranno la tenuta del governo

Roberta Bassan

martedì 08 novembre 2011 CRONACA, pagina 15 “Il Giornale di Vicenza”

Cellulari roventi fino all´ultimo per racimolare voti in vista del voto di oggi alla Camera sui conti pubblici. Aperitivo del maxi-emendamento, sul quale il consiglio dei ministri porrà la fiducia, e che sarà depositato solo se il Governo «reggerà» sul voto del Rendiconto. Seduta quindi particolarmente delicata, nella quale la corsa alla conta da parte del Pdl non esclude nessuno.
Lo confessava ieri tardo pomeriggio senza problemi l´on. Giorgio Conte (Fli): «Sono le 18 – dice – e oggi ho già ricaricato due volte il telefono. Hanno capito che sono sotto, ci hanno provato fino a domenica a chiedermi se ero disponibile per un incontro informale». Si è fatto avanti Berlusconi? «No, no. Mandano avanti persone con cui ho rapporti umani. Un tentativo di approccio per suscitare in me qualche sentimento di riconoscenza nei confronti di qualcuno, di Berlusconi per capirci, perché mi ha candidato nel 2008. Ma non ci siamo. Se io ho riconoscenza ce l´ho solo per Fini e comunque non se ne parla. Fli sul rendiconto si astiene». Un´astensione che dovrebbe far convogliare tutte le opposizioni.
«Questo dovrebbe essere l´orientamento anche del Pd – conferma l´on. Daniela sbrollini -. Domattina (oggi, ndr) ci sarà la riunione del gruppo, che darà le direttive sulla base dell´esecutivo nazionale che si svolgerà in nottata». Lo scenario che intravede sbrollini è la tenuta sia pur risicata della maggioranza sui conti pubblici «altrimenti non si pagano gli statali», poi governo destinato a sciogliersi. «Da una parte meglio le elezioni con l´indicazione di tempi celeri piuttosto che la paralisi del Parlamento, dall´altra parte non sarebbe da scartare l´ipotesi di un governo guidato da una personalità forte come Mario Monti, in modo da portare avanti le due-tre cose importanti per il Paese, compresa la riforma della legge elettorale, e poi andare al voto. Non vedrei bene invece un governo guidato da Letta».
Ad elezioni in ultima analisi guarda anche la leghista Manuela Dal Lago, ieri sera in viaggio verso Roma per partecipare all´appuntamento odierno alla Camera. Annuncia il suo «sì» («Ho votato sì anche l´altra volta», ricorda), prende le distanze da un possibile governo di larghe intese piuttosto del quale «vanno preferite le elezioni».
Annuncia il suo «sì» al Rendiconto anche l´on. Massimo Calearo Ciman, del movimento di responsabilità nazionale, consigliere personale del presidente del consiglio per il commercio estero. «Anche se cambia il presidente del consiglio – afferma – i problemi del Paese non si risolvono. E all´orizzonte non ci sono alternative. Arrivati a questo punto – dice – l´attuale Governo resta il male minore, anche perché dall´altra parte c´è il nulla. Se il Rendiconto passerà non sono in grado di dirlo. Mentre l´economia è fatta di certezza, il mondo della politica è un sì che domani diventa un “ni” e poi un no. Sto a guardare».

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