Artigiano suicida. Sbloccati gli stipendi

IL DRAMMA. Dopo la morte del titolare della Tri intonaci, accordo col Consorzio della Ederle.
Unanime il cordoglio dei politici Sbrollini (Pd): «Crisi, dramma» Polidori (Pdl): «Ha dimostrato amore al lavoro e codice etico»
Mercoledì 24 Febbraio 2010 CRONACA, pagina 19 Giornale di vicenza.

Dopo la terribile tragedia di Vo’ Euganeo, ieri i sindacati e il Consorzio di imprese che aveva in appalto la costruzione della clinica all’interno della caserma Ederle hanno trovato un’intesa per il pagamento degli stipendi. L’incontro di ieri era già in programma da una settimana, ma purtroppo al tavolo non si è seduto Paolo Trivellin, l’artigiano di Noventa che domenica si è tolto la vita oppresso dalle difficoltà economiche oltre che da altri problemi personali.
La notizia del suicidio del titolare della “Tri intonaci srl” ha fatto il giro d’Italia, suscitando dolore e tanti interrogativi. Trivellin era disperato perché non riusciva a pagare lo stipendio da giugno ai suoi lavoratori, una ventina di operai che la settimana scorsa avevano protestato proprio davanti alla Ederle. L’artigiano, 45 anni, padre di due ragazzi, si trovava in difficoltà anche per via di un contenzioso aperto con il Consorzio (formato da Pizzarotti e Bilfinger-Berger), che gli aveva affidato l’intonacatura in subappalto ma non solo non lo aveva liquidato, ma pretendeva anche una penale di 65 mila euro per i ritardi e per altre problematiche.
Chi era vicino all’artigiano ricorda come il caso della Ederle non fosse l’unica grana per la sua azienda. Altri clienti avevano ritardato i pagamenti, altri ancora erano falliti. Ma lui, finché c’era riuscito, era andato avanti.
Ieri doveva essere al tavolo, ma la sua sedia è rimasta drammaticamente vuota. L’intesa di massima prevede che il Consorzio eroghi un acconto alla “Tri intonaci” (amministratore Franco Belisario) che liquiderà poi gli operai. L’accordo sarà firmato lunedì prossimo, ma in questa maniera si evita la via giudiziaria. Il destino della ditta noventana, però, resta in bilico.
«Nel dolore di questi giorni almeno una buona notizia – ha detto Toni Toniolo, della Fillea Cgil -. Purtroppo questa tragedia è indice dell’esasperazione a cui sono portati operai e titolari dalla logica e del massimo ribasso e dalla legge sugli appalti, che va rivista».
Intanto, sul dramma di Trivellin sono intervenuti alcuni esponenti politici, che hanno espresso cordoglio alla famiglia. «La drammaticità della crisi, che colpisce i lavoratori, e tutti i settori dell’economia – ha detto Daniela sbrollini del Pd, che ha ricordato anche il caso dell’impresario di Altavilla che si è dato fuoco -, deve essere affrontata con serietà e senso di responsabilità». «Il gesto di disperazione – afferma Francesco Boccia, Pd – sia un monito per chi la responsabilità di garantire una via d’uscita a tutte le famiglie che hanno difficoltà e alle migliaia d’imprenditori che trovano sbarrate le porte del credito». Per la deputata Pdl Catia Polidori, «solo l’amore e la piena adesione ad un codice etico del lavoro possono spiegare questo gesto estremo». D. N.

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