Alcol e azzardo. Dati quanto mai allarmanti dallo studio dell´istituto Rezzara.

tratto da il Giornale di Vicenza, martedì 30 ottobre 2012 – CRONACA – Pagina 23

I giovani vicentini bevono e giocano. Il 54 per cento dei ragazzi beve fino all´euforia, il 28 si ubriaca.

Mons. Dal Ferro: «Numeri che fanno riflettere». L´on. Sbrollini: «Uno studio alla Camera»

Realistici e preoccupanti. Sono i dati raccolti dall´Istituto Rezzara, nell´ambito della ricerca sul fenomeno delle nuove dipendenze dal gioco d´azzardo e dall´abuso di alcol fra i giovani. I risultati – presentati a palazzo Trissino da monsignor Giuseppe Dal Ferro, presidente dell´Istituto, assieme allo psicologo Antonio Zuliani – non lasciano spazio a interpretazioni: il 45% dei ragazzi gioca d´azzardo, il 54% fa uso di alcol fino ad arrivare all´euforia e il 28% si ubriaca. Una ricerca che fa riflettere, e l´occasione sarà offerta dal diciannovesimo simposio sulla vita di relazione che si terrà il 5, 6 e 7 novembre a palazzo Bonin Longare. “Alcol e gioco: divertimento o pericolo?” è il titolo dell´incontro, presentato dall´assessore allo sviluppo economico Tommaso Ruggeri, dall´onorevole Daniela Sbrollini con l´intervento del consigliere Raffaele Colombara.

LA RICERCA. «L´Istituto Rezzara – spiega mons. Dal Ferro – propone un programma di due anni da sviluppare sul problema del gioco: è un´attività che il bambino svolge sin da piccolo, e facendolo matura una personalità completa. Assume però un´accezione negativa quando diventa d´azzardo». «Nel 2013 – prosegue il presidente dell´Istituto – faremo una ricerca sul gioco sportivo e sugli equivoci che lo sport sta creando, come il doping in età adolescenziale». Per ora, la ricerca condotta ha coinvolto 5.642 persone, delle quali 3.822 giovani delle scuole superiori e 1.820 adulti dei vari capoluoghi del Vicentino. È emersa una diffusione consistente del gioco fra i giovani maschi, talora con assiduità quotidiana (5%) e una modesta consapevolezza sul pericolo che ciò comporta. Interrogati sul perché si gioca, gli intervistati hanno indicato come prioritarie le motivazioni legate all´interesse economico e al gusto di vincere. S! ia giovani che adulti, inoltre, sono spesso indotti a giocare,! oltre che dalla pubblicità, dallo stimolo proveniente dagli amici.
«Questo studio – spiega Ruggeri – è inserito all´interno di un percorso che è molto importante per il Comune di Vicenza: la verifica di quanto sta accadendo attorno a queste dipendenze». «Non siamo contro il gioco d´azzardo – precisa Ruggeri – ma contro l´eccesso. È preoccupante il fatto che l´Italia sia diventata la bisca del gioco, con conseguenze anche devastanti su quella parte dell´assetto sociale già debole». Quanto alla consapevolezza della possibile dipendenza, un giudizio più severo è venuto dagli adulti, mentre nei giovani è emersa piuttosto la preoccupazione di non acquisirla. Riguardo all´alcol, nei giovani si è registrata una maggiore consapevolezza, almeno immediata, del pericolo dell´abuso rispetto al gioco, ma anche una prassi d´uso che porta spesso all´euforia e all´ubriacatura. La motivazione che induce a bere, ! invece, è per la metà abbondante dei giovani la condivisione di gruppo. Fra gli adulti aumenta il numero di quelli che parlano di superamento della solitudine e della delusione. Confrontando uomini e donne, dalla ricerca è emerso che le ragazze giocano la metà dei maschi, mentre si allineano nell´abuso di alcol. Gli adulti, invece, si differenziano poco fra loro riguardo al gioco, di più relativamente all´alcol.
IN PARLAMENTO. Come riferisce l´onorevole Sbrollini, anche la commissione per gli affari sociali e la sanità della Camera si è interessata al problema. «Stiamo lavorando su un disegno di legge perché quello del gioco d´azzardo è un fenomeno che va regolamentato. Inoltre, il decreto sanità – approvato recentemente – ha riconosciuto la ludopatia nei livelli primari di assistenza».

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