«Morte terribile e senza senso Ma un esempio di solidarietà»

I COMMENTI. Il cordoglio nei confronti della famiglia e dell’intero Corpo degli Alpini

Gianmaria Pitton

Parole di commozione e rispetto per questa «penna nera mozzata»

Domenica 02 Gennaio 2011 SPECIALI, pagina 7 “Il Giornale di Vicenza”

«Ci può essere strazio più inesorabile di quello che stanno provando in questi momenti i parenti e gli amici del nostro carissimo Matteo Miotto?». È l’interrogativo che pone Giancarlo Galan, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, riferendosi alla morte in Afghanistan del caporal maggiore degli alpini. «A tutti noi non resta che piangere per una morte tanto terribile quanto ingiusta – avverte Galan -, ingiusta perchè avvenuta nei giorni in cui universali dovrebbero essere i sentimenti di pace e di fratellanza. Onore dunque al giovane Matteo, con il più sentito cordoglio a chi è costretto a piangerne la morte».
«Appresa la sconcertante notizia della tragica scomparsa del giovane alpino vicentino – dice il senatore della Lega Paolo Franco – non ho potuto non pensare all’età e al reggimento cui Matteo Miotto apparteneva, gli stessi di quando io ho prestato servizio militare: a 24 anni nel 7° reggimento alpini di Belluno». Franco sottolinea la profonda convinzione e i valori che guidavano l’azione quotidiana del militare, impegnato in una missione di pace in uno dei territori di guerra più difficili e pericolosi.
«Non poteva essere più doloroso questo giorno di fine anno – sono le parole dell’on. Giorgio Conte del Fli – per i tanti militari italiani impegnati all’estero. Desidero esprimere alla famiglia del caporal maggiore Matteo Miotto e a tutto il 7° Reggimento il profondo cordoglio, unito alla graditudine per il sacrificio reso alla Nazione e alla pace nel mondo».
«La morte dell’alpino caporal maggiore Miotto non poteva che far concludere in modo peggiore quest’anno così funesto per il prezzo di vite umane che l’esercito italiano ha pagato in missioni di pace – è il commento dell’on. leghista Stefano Stefani, presidente della commissione Esteri della Camera – Ho conosciuto personalmente durante una recente missione della Commissione Esteri quei ragazzi che prestano servizio in luoghi così difficili e ho letto nei loro occhi la consapevolezza di svolgere un compito importantissimo nella lotta al terrorismo. Ora il cordoglio alla famiglia Miotto deve far tacere altri sentimenti».
Daniela sbrollini, parlamentare Pd, manifesta cordoglio alla famiglie di Matteo Miotto e dichiara che «alla ripresa dei lavori parlamentari faremo immediata richiesta al ministro La Russa perchè riferisca su quanto è accaduto e sulla necessità di rivedere la nostra presenza in Afghanistan e la nostra politica estera così finora condotta».
«Nessuna morte ha un senso, soprattutto quando chi se ne va è troppo giovane, e so che non ci sono parole che possano consolare genitori che hanno perso un figlio – dice Marino Finozzi, assessore regionale al turismo -. Alla madre e al padre di Matteo, e a tutti coloro che lo hanno amato, va tutta la mia solidarietà, a livello personale e dell’istituzione che rappresento. Da concittadino voglio pensare che Matteo rimarrà per sempre per i nostri giovani l’esempio di un ragazzo che ha dato un senso alla propria esistenza partecipando a una missione di pace, e che ha accettato di mettere a confronto la propria identità e le proprie radici con quelle di altri popoli, con rispetto e desiderio di conoscenza, in questo rinnovando il grande spirito di solidarietà che da sempre contraddistingue il popolo veneto e il corpo degli alpini».
«Matteo Miotto è morto per aver portato la luce della speranza, per aver combattuto per dare la possibilità a tanti altri uomini e donne di essere domani liberi e felici»: lo afferma Roberto Ciambetti, assessore regionale al bilancio. «Come alpino sono solo commosso e non ho parole davanti a una penna nera mozzata, come diceva Dino Buzzati, bellunese e uomo di profonda cultura montana. In questi casi il dolore è scritto su materiale così duro che non basta una eternità a scalfirlo».
Parla di dolore profondo e condiviso Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione: «Dolore, dolore e rispetto sono le emozioni che mi hanno preso alla notizia. Un figlio di questa terra ha onorato la propria scelta di vita, difficile nell’essere un soldato, con il sacrificio più alto. Alla famiglia vada tutto il mio rispetto e la mia vicinanza perché sappia che quando un soldato muore vestendo la divisa del nostro esercito è come se ciascun italiano perdesse un proprio figlio o un fratello».
Il consigliere regionale Giuseppe Berlato Sella, ex sindaco di Schio, dice che «in queste occasioni serve rispettare la sofferenza e il dolore, ma penso che sia anche giusto manifestare la propria partecipazione e vicinanza».
«Un’altra vita, troppo giovane, si è spezzata sul fronte della guerra – afferma il sindaco di Vicenza Achille Variati -. Al di là delle valutazioni più alte e urgenti, che non spettano a un sindaco ma alla politica nazionale, voglio solo consegnare ai familiari di Matteo Miotto, e a tutto il corpo degli Alpini, l’abbraccio e il pensiero di tutti i vicentini in questo momento doloroso».

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