Veneto

Autonomia Veneto – comunicato parlamentari PD

Autonomia Veneto

Parlamentari del PD auspicano intesa definitiva tra Stato e Regione Veneto

«Nostro il merito della firma della preintesa»

Venezia, 9 Aprile 2018 _ I parlamentari veneti del Partito Democratico auspicano il conseguimento di un’intesa definitiva tra Stato e Regione Veneto per il trasferimento delle materie oggetto della trattativa per l’autonomia differenziata del Veneto, delle relative competenze e delle risorse economiche e strumentali. Inoltre, sottolineano la necessità di un accordo tra la Regione Veneto e la Provincia di Belluno che tenga coerentemente conto della volontà popolare espressa contestualmente al referendum regionale del 22 ottobre, per consentire ai cittadini, alle imprese e alle istituzioni della montagna di godere delle pari opportunità sociali ed economiche di chi vive in pianura.

Deputati e senatori veneti del PD hanno partecipato questa mattina a Venezia all’incontro con il presidente della Regione e hanno condiviso un documento in cui ribadiscono il proprio impegno per il raggiungimento dell’autonomia regionale e per la valorizzazione delle specificità locali, in particolare della montagna e della Provincia di Belluno, affinché sia scongiurato il pericolo di un neo centralismo regionale che soffochi le autonomie locali.

I deputati ribadiscono le tappe «di un’autonomia differenziata per le regioni prevista dalla riforma costituzionale del 2001, introdotta dal centrosinistra. Garantiscono il loro supporto al conseguimento dell’intesa definitiva tra Stato e Regione, rilevando tuttavia che la stessa dipenderà prevalentemente dalla volontà del governo che si insedierà nelle prossime settimane e dalla stessa Regione Veneto».

«Quando la partita è stata del governo, l’unico a giocarla è stato quello a guida PD», sottolineano i parlamentari Dem. «Ora, dopo il voto del 4 marzo, è corretto che siano le formazioni politiche vincitrici ad assumersi la responsabilità di proseguire il percorso. Da parte nostra, pur dai banchi dell’opposizione, non mancheranno gli stimoli e l’appoggio al processo di riforma il cui obiettivo tuttavia non è alimentare un neo centralismo regionale, ma avvicinare e rendere più efficienti ed efficaci i servizi per i cittadini, le imprese e gli enti locali della nostra regione. Auspichiamo che questo percorso non venga interrotto come avvenne nel 2008 dal governo di centrodestra in cui uno dei ministri era proprio Luca Zaia».

Parlamentari PD Veneto

Banche venete: approvati ODG deputati

La Camera dei deputati ha votato la fiducia sul decreto di liquidazione di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. Il provvedimento ora passa al Senato per l’approvazione definitiva.
Lo Stato ha fatto il suo dovere, salvaguardando innanzitutto il sistema economico italiano, i correntisti ed i risparmiatori ed evitando che la crisi contaminasse tutto il settore bancario. Se il Parlamento non avesse approvato il decreto si sarebbe potuto arrivare al bail-in imposto dall’Unione Europea, e avrebbero pagato anche i risparmiatori. Grazie al decreto gli sportelli delle banche non hanno mai smesso di funzionare, e si sono tutelati migliaia di posti di lavoro. Nonostante il Governo abbia posto la questione di fiducia sono stati però accolti gli ordini del giorno presentati dai deputati Pd Veneti – vedi dettaglio – 

Approfondimento Decreto
dettaglio ODG approvati

Referendum autonomia 22 Ottobre: per spese elettorali tagliati i fondi per il sociale.

I costi del referendum consultivo del prossimo 22 ottobre sull’autonomia del Veneto sono stati coperti tagliando i costi per il sociale. In un momento difficile per le famiglie venete la Regione ha deciso di investire questi soldi per inseguire un referendum che appare solo uno spot elettorale per il Governatore. Il referendum non avrà alcuna ricaduta reale sulla legislazione e sull’autonomia. Lunedì 24 luglio il Partito Democratico del Veneto ha convocato la direzione regionale proprio su questo tema, per a costruire una sintesi politica che sia alternativa a quella della Lega e della maggioranza di governo della Regione.

Infermiera fingeva di fare vaccino ai bimbi e buttava le fiale – On. Sbrollini (PD) “Fare chiarezza subito!”

20 Aprile 2017

Quanto accaduto a Treviso è gravissimo! Bisogna fare chiarezza immediatamente sulla vicenda ed eventualmente assicurarsi che l’interessata venga effettivamente condannata perché una cosa sono le convinzioni personali, un’altra cosa è invece mancare di assolvere i propri doveri professionali e mancare di assicurare le cure ai bambini indicate dai medici e richieste dai genitori. Questi comportamenti non solo possono creare gravi problemi sanitari sui soggetti coinvolti e sulle comunità che frequentano ma minacciano la serietà e la credibilità di tutto il servizio sanitario nazionale.
Il problema però nella nostra regione è strutturale, e va oltre la grave negligenza dell’infermiera trevigiana: vaccinarsi in Veneto continuerà a non essere obbligatorio nonostante le percentuali dei principali vaccini come Polio, Difterite Tetano, Pertosse, Epatite B, Hib, morbillo segnino tassi di copertura tra i peggiori in Italia. Con questi numeri e senza intervenire nel medio lungo periodo si mette in pericolo la sicurezza sanitaria dei cittadini.
In questa legislatura, al fine di garantire alla popolazione i pieni benefici derivanti dalla vaccinazione, sicurezza ed eccellenti livelli di immunizzazione indipendentemente da luogo di residenza, reddito e livello socio-culturale, abbiamo approvato e finanziato il nuovo piano nazionale per le vaccinazioni 2017-2019. Ora sta alle Regioni il compito di organizzare l’erogazione dei servizi sul territorio.

On. Daniela Sbrollini
Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità
Responsabile nazionale Sport e Welfare PD

Interrogazione al Ministro Beatrice Lorenzin – Pfas nel vicentino

 

Al Ministro della salute – Per sapere – premesso che:

Sono stati resi pubblici i lavori commissionati dalla Giunta della Regione Veneto e relativi allo “Studio sugli esiti materni e neonatali in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)”,

Il documento, predisposto e consegnato nel mese di settembre 2016 alla Regione Veneto, fino a Gennaio 2017 non era stato reso pubblico nè consegnato ai consiglieri regionali. La pubblicazione dello stesso, è avvenuta solamente in seguito ad alcune recenti indiscrezioni della stampa locale. L’indagine è stata condotta del “Registro Nascita – Coordinamento Malattie Rare Regione Veneto” .

L’attenzione dello studio è stata rivolta maggiormente al confronto dei dati tra i comuni in cui si è registrata la massima esposizione ai Pfas. L’area maggiormente colpita dall’inquinamento da Pfas riguarda i seguenti comuni delle province di Vicenza e Verona: Albaredo D’Adige, Alonte, Arcole, Asigliano Veneto, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Brendola, Cologna Veneta, Legnago, Lonigo, Minerbe, Montagnana, Noventa Vicentina, Poiana Maggiore, Pressana, Roveredo di Gua’, Sarego, Terrazzo, Veronella, Zimella.

Inoltre si sono analizzati anche gli altri comuni in cui si è registrata un’esposizione ai Pfas superiore a quella indicata come limite di sicurezza dall’Istituto Superiore di Sanità ed i comuni a questi confinanti. Tali dati sono stati confrontati con quelli della Regione Veneto presi globalmente e per singole macroaree.

Durante il periodo indagato (2003-2015) sono avvenuti in Veneto 556.314 parti di donne residenti, 15.365 dei quali hanno riguardato madri residenti nei comuni più coinvolti dalla presenza di Pfas.

Indagando, attraverso le Schede di Dimissione Ospedaliera, la presenza di specifiche patologie emerge invece che le madri dell’area interessata si è riscontrato che queste hanno avuto un rischio più elevato di preclampsia (4,46% vs 3,6%) e di diabete gestazionale (5,35% vs 3,13%), maggiore del Veneto nell’insieme, ma anche di tutte le altre aree se considerate separatamente.

Dal 2003 al 2013 nell’area interessata da Pfas la prevalenza di SGA (piccoli per età gestazionale) è più elevata (3,6% e 3,5%) rispetto a tutte le altre aree indagate e quindi del Veneto (3,0% e 2,9%). Solo nell’ultimo biennio (dopo l’utilizzo dei filtri per gli acquedotti) nella stessa area la prevalenza di SGA subisce un decremento raggiungendo valori sovrapponibili alla media del Veneto (3,1%).

Analizzando per singoli apparati, spicca, nell’area coinvolta da Pfas una prevalenza più elevata per le anomalie del sistema nervoso (5,1‰ vs 3,6‰), attuale campo di indagine tra i ricercatori, del sistema circolatorio (1,0‰ vs 0,6‰) e per le anomalie cromosomiche (2,2‰ vs 1,6‰).

In sintesi, in accordo con la letteratura scientifica internazionale relativa ai PFAS, lo studio evidenzia in particolare l’incremento della pre-eclampsia, del diabete gestazionale, dei nati con peso molto basso alla nascita, dei nati SGA e di alcune malformazioni maggiori, tra cui anomalie del sistema nervoso, del sistema circolatorio e cromosomiche. Va osservato che le malformazioni sono eventi rari che necessitano di un arco temporale di valutazione più esteso per giungere a più sicure affermazioni. Riguardo al diabete gestazionale si rileva un evidente gradiente di rischio che si riduce progressivamente allontanandosi dall’area interessata da Pfas. Per confermare l’esistenza di un nesso causa-effetto è necessario disporre dei dati di biomonitoraggio e di esposizione sui singoli individui.

Dall’analisi effettuata lo stesso ente incaricato della ricerca suggerisce  necessità di ulteriori approfondimenti.

Se il Governo è a conoscenza dei fatti esposti

Se e come il Governo intende intervenire sollecitando l’intervento dell’Istituto Superiore di Sanità come organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale al fine di valido controllo della salute pubblica nelle aree interessate dal fenomeno Pfas.

 

On. Daniela Sbrollini

Lo studio è consultabile QUI

 

Troppe poche vaccinazioni in Veneto – Interrogazione al Ministro Lorenzin

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

Premesso che

I Dati dell’agenzia Centimetri, ripresi anche da il Corriere del Veneto,  indicano chiaramente come dal 2003 il tasso delle mancate vaccinazioni  e dei dissensi sui neonati in Veneto sia quintuplicato.

La copertura vaccinale dei principali vaccini come Polio, Difterite Tetano, Pertosse, Epatite B, Hib è in percentuale crollata in maniera omogenea dal 97% (2007) fino al di sotto della soglia del 90% in alcune Ulss.

In particolare la copertura per il morbillo è crollata dal 93% fino all’86% raggiungendo di fatto una percentuale critica per la salute pubblica e destando l’allarme nella comunità pediatrica e medica della Regione.

Per tutte le vaccinazioni sopraelencate la Regione Veneto si trova agli ultimi posti a livello nazionale .

Mentre la media nazionale si attesta intorno al 94% il Veneto compare sempre tra le peggiori tre Regioni con un tasso di copertura che non supera mai il 91%.

In particolare nell’area di Bassano del Grappa (VI) il dissenso verso il vaccino anti-polio raggiunge il pericoloso livello record del 10%.

Considerato che

La soglia di sicurezza per la salute pubblica secondo la maggior parte degli esperti è quella del 95%, mentre la soglia dell’85% rappresenta la percentuale minima accettabile oltre la quale scatterebbe l’obbligo di vaccinazione.

La tutela della salute pubblica è una priorità politica più volte indicata dall’Esecutivo e sancita dalla nostra Costituzione che all’art. 32 recita : “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”

Esistono diverse e pericolose campagne di disinformazione pubblica, soprattutto presenti nel web che sulla base di dati non scientifici, invitano le giovani coppie a non vaccinare i propri figli.

La scelta di non vaccinare i neonati è una scelta che secondo le statistiche è effettuata prevalentemente da genitori italiani, molto spesso con un alto grado di istruzione. Gli stranieri invece utilizzano appieno l’offerta vaccinale delle ULSS in cui risiedono.

L’Ordine dei Medici di Vicenza, grazie all’impegno del Dott. Michele Valente, ha già avviato un indagine speciale sulla copertura dei vaccinale dei bambini e sul rapporto delle vaccinazioni di ogni singolo pediatra professionista

Se il Governo è a conoscenza dei fatti esposti

Se e come il Governo intende intervenire nei confronti della Regione al fine di monitorare la salute pubblica

prevenendo anche le pericolose conseguenze che questa situazione rischia di generare.

Se il Governo intende ripristinare in maniera forzosa l’obbligo di vaccinazioni per tutelare la salute pubblica

Approvata mozione PD per contrasto illegalità nel ciclo dei rifiuti in Veneto

On. Daniela  Sbrollini : “Camera approva all’unanimità mozione contro infiltrazione mafiosa sui rifiuti, coinvolto anche il Veneto”

ROMA, 14 settembre 2016

“Oggi la Camera dei deputati ha ascoltato l’esame della relazione della commissione d’inchiesta parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e illeciti ambientali. E’ ampiamente coinvolta anche regione Veneto.
L’On. Alessandro Bratti, presidente della Commissione dopo aver riferito all’Aula ha sottoscritto una mozione per impegnare il Governo ad affrontare e risolvere le grandi problematiche di illegalità rilevate anche sul territorio veneto.

Ci sono pericolosi segnali di infiltrazione mafiosa nel ciclo dei rifiuti anche al nord est , un  comportamento illegale diffuso. L’inchiesta condotta dalla Commissione d’inchiesta, fortemente voluta dal gruppo parlamentare del Partito Democratico, evidenzia come ormai le sinergie tra le criminalità organizzate, compreso quella siciliana, abbiano da tempo oltrepassato i propri confini geografici anche nel settore del ciclo dei rifiuti inserendosi prepotentemente nel business dello smaltimento. Questa commissione d’inchiesta parlamentare è stata fondamentale per tornare a porre nell’agenda politica un tema così importante e delicato ma allo stesso tempo spesso sottovalutato.
L’obiettivo principale del Governo e del Parlamento devono essere la tutela dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini. Proprio con questo intento la mozione approvata oggi impegna il governo a intraprendere ogni iniziativa utile al fine risolvere le questioni evidenziate dalla commissione sul ciclo dei rifiuti anche in collaborazione con gli enti locali.

La politica deve impegnarsi urgentemente non solo per risolvere le situazioni di illegalità, ma per promuovere un nuovo modello di sviluppo basato sul rispetto dell’ambiente, della salute e sul rifiuto assoluto dell’illegalità. Ora serve un’azione comune a tutti i partiti e a tutti i livelli istituzionali per sconfiggere un sistema malato. Contemporaneamente è necessario trovare una collaborazione con le categorie e le aziende del settore per  un cambio di mentalità che sia  profondo anche nel mondo dell’industria.

L’On. Alessandro Bratti sarà con me nelle prossime settimane in Veneto, dove incontreremo le principali realtà ambientali ed industriali per provare anche in aiuto agli enti locali ad attuare politiche di bonifica e sviluppo del territorio. Solo un’azione forte di Governo e coordinata con le forze locali può sconfiggere le situazioni di illegalità che danneggiano gravemente il nostro territorio.”

TESTO COMPLETO DELLA MOZIONE APPROVATA

On. Daniela Sbrollini
Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità
Camera dei deputati

Scuola – On. Sbrollini : Da lunedì sarò al Ministero dell’istruzione, battaglia trasversale per garantire il diritto allo studio”

6/8/2016

 

“L’organico del personale docente delle scuole statali del Veneto è “uscito” pesantemente penalizzato dalla manovra di contenimento della spesa pubblicaTremonti-Gelmini, negli ultimi 5 anni a fronte di un importante aumento degli studenti gli insegnanti invece sono diminuiti.

Nella provincia di Vicenza mancano all’appello 100 insegnanti per rispettare l’organico di fatto, ovvero l’organico necessario a garantire il buon funzionamento della scuola e il diritto allo studio.

Dopo l’interrogazione posta al Ministro Giannini  ieri ho avuto un incontro con le sigle sindacali della scuola e con alcuni amministratori locali dell’alto vicentino, area particolarmente messa in difficoltà senza nuove nomine, per cercare di fare il punto della situazione e adottare una strategia perché in breve tempo da Roma arrivi l’autorizzazione all’aumento dell’organico. La realtà è drammatica in alcuni istituti e al Ministero conoscono bene la situazione. Dopo tanti anni di tagli e tempo che anche nel Veneto venga riconosciuta la necessità e l’urgenza di rinnovare ed ampliare parte del corpo docente, perché si abbia così disponibilità di risorse che non siano solamente il minimo rispetto delle normative ma che rappresentino anche la possibilità di far lavorare gli insegnanti con strumenti di sostegno adatti a garantire qualità all’insegnamento.

Nella prossima settimana sarò nuovamente a Roma per incontrare i vertici del Ministero dell’istruzione e fare chiarezza sulle motivazioni che hanno scatenato questa emergenza e  cercando contemporaneamente delle soluzioni che permettano di ripartire nel prossimo anno scolastico rispettando la sicurezza e gli standard ministeriali ed il diritto allo studio.
Ci serviremo di ogni mezzo possibile per raggiungere il nostro obiettivo, politica, sindacati, scuole e genitori questa volta fanno squadra davvero, perché è in gioco il futuro dei nostri ragazzi e del nostro territorio.”

On. Daniela Sbrollini

Scuola – nel vicentino mancano 100 insegnanti. Interrogazione Rubinato – Sbrollini

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

 

  • Per sapere – premesso che:

 

l’organico del personale docente delle scuole statali del Veneto è “uscito” pesantemente penalizzato dalla manovra di contenimento della spesa pubblica avviata nell’a.s. 2008/2009 dai Ministri Tremonti-Gelmini e mantenuta fino al 2014 dalle successive legislature di austerity dei Governi “Monti” e “Letta”;

il depauperamento del sistema scolastico Veneto è stato attuato negli ultimi otto anni per effetto dell’applicazione del criterio della “spesa storica” in sede di ripartizione del contingente di organico di diritto attraverso il consueto Decreto Interministeriale MIUR-MEF;

il criterio della “spesa storica”, sebbene non sia mai stato contemplato da nessuna norma di legge, né sia mai stato menzionato nei Decreti interministeriali, è stato applicato di fatto in quanto unico criterio idoneo a rispettare l’obbligo di conseguire, a decorrere dall’anno 2009, le economie lorde di spesa imposte dall’art. 64, comma 6, del D.L. n. 112/2008, convertito, dalla Legge n. 133/2008 (456 milioni di euro per l’anno 2009, 1.650 milioni per l’anno 2010, 2.534 milioni per l’anno 2011, 3.188 milioni a decorrere dall’anno 2012);

infatti, la situazione di partenza anteriore al 2009, anno a decorrere dal quale sono stati attuati i tagli dei posti di organico, era molto diversa tra le Regioni italiane. Nel Veneto e in poche altre regioni (come per esempio in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia) non esisteva soprannumero di docenti a tempo indeterminato in quanto il trend della popolazione scolastica era in costante graduale aumento. In altre Regioni, invece, il calo demografico portava alla riduzione del numero delle classi, con la conseguenza che i docenti a tempo indeterminato, rimanendo senza ore di cattedra, diventavano soprannumerari;

le prescritte economie lorde di spesa imposte dall’art. 64, comma 6, del D.L. n. 112/2008, convertito dalla Legge n. 133/2008, non potevano essere realizzate laddove il trend della popolazione scolastica era in diminuzione, giacché ciò avrebbe comportato l’aumento del soprannumero, con la conseguente invarianza della spesa per gli stipendi del personale a tempo indeterminato;

la manovra di contenimento della spesa pubblica prevista dalla c.d. riforma Tremonti-Gelmini è stata perciò attuata nelle Regioni come per esempio il Veneto, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, nelle quali è stato possibile diminuire i posti per le nomine in ruolo e per le supplenze annuali senza creare soprannumero;

le conseguenze sono state però diverse tra le Regioni, a seconda della consistenza dell’aumento della popolazione scolastica. In particolare il triennio 2009-2011 di applicazione dei tagli è coinciso nel caso della Regione Veneto proprio con il periodo del massimo aumento della popolazione scolastica. Non altrettanto è avvenuto in altre Regioni (per esempio nel Friuli Venezia Giulia). Inoltre nel Veneto il numero degli alunni frequentanti le scuole statali è continuato ad aumentare anche negli anni scolastici successivi al 2008/2009, fino all’a.s. 2014/2015;

cosi in Veneto nel periodo 2009-2016, a fronte dell’aumento di più 29.770 alunni (corrispondenti a circa più 1.488 classi), i posti dell’organico di diritto del personale docente, assegnati dagli annuali Decreti interministeriali, anziché aumentare, sono diminuiti di 4.221 unità, come da tabella seguente:

(dati SIDI – MIUR)  POSTI/ALUNNI in ORGANICO di DIRITTO in Veneto dall’as 2008/09 all’as 2015/16
A.S. Totale alunni DIFFERENZA alunni rispetto a OD a.s. precedente POSTI OD ASSEGNATI DIFFERENZA POSTI OD rispetto a OD a.s. precedente rapporto posti/alunni
2008/09 576.683   49.872   11,56
2009/10 586.000 +9.317 48.203 -1.669 12,16
2010/11 591.928 +5.928 48.214 +11 12,28
2011/12 597.151 +5.223 45.334 -2.880 13,17
2012/13 602.086 +4.935 45.448 +114 13,25
2013/14 606.442 +4.356 45.625 +177 13,29
2014/15 608.060 +1.618 45.613 -12 13,33
2015/16 606.453 -1.607 45.651 +38 13,28
differenza più  29.770 alunni meno  4.221 posti più  1,72 %

 

 

né la situazione è migliore se si considerano i correttivi apportati in sede di assegnazione dell’organico di fatto nel medesimo periodo 2009-2016, come si evince da quest’altra tabella:

 

(dati SIDI – MIUR)  POSTI/ALUNNI in ORGANICO di FATTO in Veneto dall’as 2008/09 all’as 2015/16
A.S. Totale alunni DIFFERENZA rispetto a OF a.s. precedente POSTI ASSEGNATI DIFFERENZA POSTI OF rispetto a OF a.s. precedente rapporto posti/alunni n. alunni disabili
2008/09 576.181   52.668   10,94 12.149
2009/10 584.930 +8.749 49.886 -2.782 11,73 12.883
2010/11 590.952 +6.022 48.369 -1.517 12,22 13.813
2011/12 596.009 +5.057 47.121 -1.248 12,65 14.962
2012/13 601.830 +5.821 47.294 +173 12,73 15.479
2013/14 606.094 +4.264 47.652 +358 12,72 15.667
2014/15 607.375 +1.281 47.959 +307 12,66 15.790
2015/16 606.931 -554 48.099 +140 12,62 16.023
differenza più 30.750 alunni meno 4.569 posti più  1,68% più 3.874

 

 

la situazione non è stata riequilibrata neppure nell’a.s. 2015/2016, quando, dopo l’adeguamento dell’organico alla situazione di fatto, è stato possibile per il MIUR ripartire in data 17 luglio 2015 un contingente nazionale straordinario di 4.255 posti aggiuntivi di organico di fatto;

 

infatti, dei 4.255 posti aggiuntivi, solo 150 sono stati assegnati al Veneto, mentre 755 sono andati alla Lombardia, 715 all’Emilia Romagna, 500 al Piemonte, 420 alla Sicilia, 320 alla Toscana. Tutto ciò è avvenuto al di fuori di qualsiasi proporzionalità con il numero degli alunni e al di fuori di qualsiasi possibilità di controllo esterno, atteso che nessuna tabella del MIUR consente di confrontare insieme gli aumenti e le riduzioni del numero di alunni con il numero dei posti assegnati. I principi di trasparenza amministrativa, pur se conclamati dalle norme di legge, non trovano tuttavia applicazione in questo settore, anche se il Sistema informativo del MIUR (SIDI) è in grado di confrontare le variazioni dei posti e le variazioni degli alunni in ciascuna delle 7.440 scuole statali italiane;

nel marzo scorso è stata pertanto avanzata la richiesta di un incremento dei posti dell’organico di diritto per l’a.s. 2016/2017 del personale docente delle scuole del Veneto, al fine di evitare il ripetersi delle numerose criticità che erano precedentemente emerse, avendo dovuto l’Ufficio Scolastico Regionale fare ricorso a “rimedi anomali” per rispettare il contingente assegnato dell’organico di diritto che hanno penalizzato gravemente il servizio scolastico di questa Regione, generando una anomala disparità di trattamento con le altre Regioni;

in particolare, sono state segnalate le seguenti criticità: 175 classi sovradimensionate che non è stato possibile sdoppiare (equivalenti a 289 posti mancanti), 1480 ore eccedenti all’orario prescritto di 18 ore (equivalenti a 82 cattedre risparmiate), 20 sezioni di scuola dell’infanzia non autorizzabili (pari a 40 posti mancanti), n. 8 turni pomeridiani di sezioni di scuola dell’infanzia non attivabili (pari a 8 posti), 130 cattedre di liceo musicale non inseribili al SIDI;

ciò nonostante è stato applicato al Veneto in organico di diritto 2016/2017 un’ulteriore riduzione di 92 posti rispetto all’organico di diritto 2015/2016, anziché effettuare un riequilibrio tra i posti del personale insegnante con le altre Regioni;

è stata pertanto da ultimo richiesto da parte dell’USR del Veneto l’assegnazione del numero indispensabile di posti di personale docente in sede di adeguamento dell’organico alla situazione di fatto per l’a.s. 2016/2017, calcolato in 48.530 posti, analiticamente motivando istituto per istituto, plesso per plesso, sezione per sezione, classe per classe, le necessità dei posti aggiuntivi per il rispetto dei parametri normativi e per evitare la formazione di classi in situazione di affollamento, non consentite dalle norme vigenti;

si riporta di seguito il prospetto riassuntivo dei posti necessari in eccedenza rispetto all’organico di diritto, distintamente per ordine e grado di scuola e per provincia:

 

PROVINCE Scuola INFANZIA Scuola PRIMARIA Scuola SEC. 1° GRADO Scuola SEC. 2° GRADO TOTALE
Belluno 1 15 8 23 47
Padova 7 12 7 10 36
Rovigo 7 16 7 22 52
Treviso   35 12 23 70
Venezia   38 7 36 81
Verona 8 52 14 11 85
Vicenza   32 5 60 97
TOTALE parziale 23 200 60 185 468
Cattedre di liceo musicale e coreutico 165
Ore residue a chiusura dell’organico di diritto per l’a.s. 2016/17 2380
TOTALE 3.013

 

 

la richiesta di organico di fatto per le scuole statali del Veneto per l’a.s. 2016/2017 ammonta dunque a 48.530 posti, che superano quelli dell’organico di diritto per l’a.s. 2016/2017 di 3.013 posti, i quali sono indispensabili alle esigenze generali di funzionamento del servizio scolastico per assicurare il diritto costituzionalmente garantito all’istruzione degli alunni delle scuole statali del Veneto e per evitare la formazione di classi in situazione di affollamento, non consentite dalle norme vigenti;

tale incremento dei posti del personale docente delle scuole statali del Veneto in sede di adeguamento dell’organico alla situazione di fatto per l’a.s. 2016/2017 appare necessario per evitare i pesanti disagi sociali e le proteste delle famiglie, dei sindaci e delle associazioni, che potrebbero generarsi se, in occasione dell’imminente riparto dei circa 31.000 posti di organico di fatto del personale docente tra i 18 Uffici Scolastici regionali, non fosse tenuta nel debito conto la prioritaria esigenza di assicurare la funzionalità del servizio per favorire invece il soddisfacimento delle esigenze occupazionali del personale docente. È noto infatti che numeri ingenti di docenti di altre Regioni, facendo domanda di assegnazione provvisoria per l’a.s. 2016/2017, desiderano trovare i posti per il rientro nel Comune di provenienza-;

se il Ministro interrogato non ritenga di dovere adottare con urgenza le iniziative necessarie, nell’ambito delle proprie prerogative e competenze, a riequilibrare i posti del personale docente del Veneto rispetto alla pesante penalizzazione derivata al sistema scolastico Veneto dalla manovra di contenimento della spesa pubblica avviata a partire dall’a.s. 2008/2009 dall’art. 64, comma 6, del D.L. n. 112/2008, convertito dalla Legge n. 133/2008 e mantenuta fino ad oggi per effetto dell’applicazione del criterio della “spesa storica” in sede di ripartizione del contingente di organico di diritto, assegnando al Veneto  l’incremento di circa 3.000 posti nell’organico di fatto indispensabili alle esigenze generali di funzionamento del servizio scolastico.

 

Rubinato – Sbrollini

On. Daniela Sbrollini (PD) contro Zaia :”No alla fiducia in Regione Veneto”

“Il Governatore Luca Zaia in seguito alle elezioni regionali 2015 ha acquisito oggettivamente un grande consenso personale e numerico nel consiglio veneto, la proposta di istituire la questione di fiducia anche per i più importanti provvedimenti della Regione probabilmente dimostra che già a distanza di un anno non è così più sicuro della sua squadra e vuole ricorrere allo strumento della fiducia perché preoccupato. Come al solito la Lega si dimostra diversa ed incoerente nei comportamenti tra Roma e Venezia: in Parlamento criticano ogni giorno a prescindere dall’iter e dal contenuto i provvedimenti del governo e della maggioranza in cui viene posta la questione di fiducia, contemporaneamente in Veneto a palazzo Ferro-Fini invece provano ad istituirla. In diciassette regioni su venti non esiste il ricorso alla fiducia: Zaia sta provando a cambiare radicalmente le regole del gioco della democrazia nella nostra Regione, un comportamento inaccettabile. La strategia del Governatore appare chiara, si tenterà di far mettere la fiducia a partire da provvedimenti importantissimi come la riforma sanitaria facendo ripartire il tema azienda zero su cui c’è grandissima contrarietà da parte di diverse forze politiche.”

On. Daniela Sbrollini

deputata PD e Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità

Camera dei depuati

Link consigliati

News in Pillole