povertà

Governo approva reddito di inclusione, passo decisivo per un Paese più equo e giusto

+++ APPROVATO REDDITO DI INCLUSIONE +++

On. Sbrollini (PD): “Governo approva reddito di inclusione, passo decisivo per un Paese più equo e giusto.”

29 agosto 2017

“Approvato il reddito di inclusione, frutto di un grande lavoro tra Parlamento e Governo per la tutela delle famiglie più fragili.
Finanziamento di 2 miliardi di euro l’anno, sostegno concreto per 660 mila famiglie, di cui 560 mila con figli minori. Ciò significa un assegno mensile di importo variabile dai 190 fino ai 485 euro per famiglia, definito in base alla condizione economica ed al numero dei componenti del nucleo familiare. Il provvedimento avrà effetto già dal primo gennaio 2018.
Un paese moderno e civile è un Paese che non lascia indietro nessuno. Questa è una nuova ed importante misura non “una tantum” ma un intervento strutturale che coinvolge tutti coloro che si trovano in povertà assoluta.E’ una grande operazione di ridistribuzione delle risorse pubbliche verso chi ne ha più bisogno, saranno privilegiati infatti i nuclei familiari meno abbienti e più numerosi. Sarà data priorità assoluta alle famiglie con figli minorenni o disabili, alle donne in stato di gravidanza o per i disoccupati over 55.
Per questi risultati e con questa filosofia hanno lavorato con grande sintonia Parlamento e Governo, a partire dall’inizio della legislatura. In particolare la mia commissione Affari Sociali e Sanità della Camera ha sempre fatto un grande lavoro per l’inclusione sociale, per il godimento reale dei diritti e per l’introduzione di nuove forme di sostegno per i soggetti più deboli. La speranza è quella di poter contribuire ulteriormente nel sostegno alle famiglie in difficoltà anche con la prossima legge di stabilità che approveremo in autunno.”

 

On. Daniela Sbrollini
Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità

Allarme povertà, Sbrollini (PD): “Alla Camera già approvate importanti soluzioni”. A Vicenza l’incidenza di povertà al intorno al 5%

15 luglio 2016
Proprio nella stessa giornata in cui l’Istat denunciava che le famiglie in condizione di povertà assoluta erano pari a 1 milione e 582 mila la Camera dei deputati ha approvato un provvedimento che introduce un piano di lotta alle indigenze  e che prevede lo stanziamento strutturale di un miliardo di euro l’anno e che ha come la tutela della dignità della persona come indicato nella nostra Costituzione.
Tale provvedimento, collegato alla legge di stabilità 2016 serve per definire un indirizzo politico preciso della maggioranza e del Governo : si indica chiaramente la necessità di istituire un reddito di inclusione e più servizi sociali a chi vive in povertà assoluta, a partire dalle famiglie numerose o con figli disabili e dai disoccupati over 55. E’ l’intervento più importante mai varato in Italia contro la povertà.

Con questa nuova legge si mette in campo uno stanziamento di 600 milioni per il 2016, e un miliardo a partire dal 2017 e si prevede la possibilità di incremento attraverso stanziamenti da altri provvedimenti di legge fino a coprire interamente le esigenze di intervento in contrasto alla povertà assoluta.

Ancora una volta questa legislatura si distingue per risultati importanti e concreti ottenuti nel campo della tutela dei diritti e del sostegno per le fasce più deboli della popolazione. Questi traguardi sono stati possibili soprattutto grazie al lavoro, preciso e costante della XII Commissione Affari Sociali e Sanità .

Nella provincia di Vicenza e più in generale nei dati del Veneto la situazione appare positiva rispetto a molte altre regioni italiane ma si registra comunque un incremento del tasso i povertà del +0.4% rispetto al 2014. Questo aumento deve far riflettere la Regione ed i Comuni sulla necessità di integrare subito gli strumenti forniti dallo Stato per un efficace contrasto della povertà. Molte famiglie prima ceto medio oggi risultano più povere, sono soprattutto famiglie con figli, disabili e non autosufficienti a proprio carico. Gli interventi quindi non possono essere solamente economici o di sussidiarietà ma devono prevedere anche importanti servizi alla persona e di sostegno alla condizione familiare.

I dati purtroppo dimostrano che ancora 4 milioni e 598 mila persone oggi in Italia vivono una situazione di difficoltà economica e sociale, questo testo , così importanti e necessario non è purtroppo risolutivo: bisogna costantemente cercare di offrire opportunità e risorse alle fasce più deboli della popolazione in un’ azione che non è solamente una doverosa solidarietà ma è un vero e proprio atto di giustizia sociale.”

Sernagiotto armato in Regione

Inammissibile che un rappresentante delle istituzioni tenga tale condotta. Ne approfitto per ricordare all’assessore che sono in attesa di risposta alla mia richiesta di incontro per discutere dei tagli regionali al sociale
Intanto a Roma, con la legge di Stabilità, abbiamo introdotto nuove e positive misure per le fasce deboli della popolazione. Ora alla Camera puntiamo a confermare il lavoro fatto al Senato

Il fatto che un rappresentante delle istituzioni, quale è l’assessore Sernagiotto, entri armato in Consiglio regionale è molto grave e inaccettabile. Ciò si aggiunge al fatto che l’assessore non ha ritenuto di dover rispondere alla mia richiesta di incontro per discutere della tutela delle fasce deboli della popolazione, con particolare riguardo alla scelta della Regione di tagliare le risorse destinate all’accesso dei disabili nei centri diurni». Sono infatti molte le persone con disabilità che dallo scorso 4 novembre, a causa del mancato stanziamento di risorse, non possono più usufruire dei centri diurni, se non previo pagamento. L’on. Sbrollini, a inizio mese, aveva quindi scritto una lettera al Presidente della Regione Zaia, che aveva a sua volta delegato a rispondere l’assessore ai servizi sociali Remo Sernagiotto. Continua a leggere

Allarme povertà infantile. Interrogo il Ministro Idem

L’Italia investe poco su politiche per infanzia e istruzione

Dall’ultimo rapporto pubblicato da Save the Children, emerge che l’Italia spende troppo poco per la protezione sociale dei bambini e per l’istruzione. I dati sono allarmanti e noi non possiamo permetterci di essere agli ultimi posti delle classifiche europee: tenere le politiche per l’infanzia ai margini significa non investire nel futuro del nostro Paese. Per questo, tramite interrogazione, ho chiesto l’intervento del Ministro per le Pari Opportunità, lo Sport e le Politiche Giovanili.
Se scorriamo poi il rapporto Unicef, scopriamo che stiamo vivendo una vera emergenza infanzia: 2 milioni di bambini italiani vivono al di sotto della soglia di povertà, circa il 50% di questi ha un’età compresa tra zero e sei anni e quasi il 24% vive in stato di deprivazione materiale. Continua a leggere

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