parità di genere

Caso Fognini – On. Sbrollini (PD): “Comportamento sessista da condannare, lo sport prenda le distanze”

31 Agosto 2017
“Il comportamento ed il linguaggio del tennista Fabio Fognini nel match di questa notte agli UsOpen, è assolutamente da condannare. Epiteti sessisti e volgari sono stati chiaramente pronunciati contro il giudice di sedia Louise Engzell e ripresi dai media, facendo il giro del web in poche ore.

Il tennis è uno sport decisamente all’avanguardia dal punto di vista delle pari opportunità tra uomini e donne. E’ uno dei pochi sport in cui è assolutamente normale che sia una donna ad arbitrare un match maschile, e viceversa. Nel circuito i montepremi dei tornei sono da tempo equiparati, e le tappe del circuito maschile e femminile, spesso simultanee, godono da tempo di grande e pari popolarità. Anche nel nostro Paese il tennis è molto praticato sia da uomini che donne e pure i tifosi ed appassionati sono equamente divisi.

Se è vero che sono arrivate le scuse di Fabio Fognini poche ore dopo è pur vero che i tennisti professionisti devono sapere di dover essere un esempio per il loro sport anche attraverso il loro comportamento. Devono sempre essere coscienti che rivolgono le loro azioni a milioni di appassionati, donne e uomini, tra cui moltissimi giovani. Al netto dei provvedimenti che potranno essere presi dalla Federazione internazionale mi auguro che tutto il mondo dello sport italiano prenda le distanze da quanto accaduto.”

On. Daniela Sbrollini
Responsabile nazionale Sport e Welfare PD

Mozione famiglia – Il Governo accoglie il mio testo

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Oggi l’aula di Montecitorio ha discusso e votato le mozioni per la definizione delle politiche sulla famiglia. Palazzo Chigi – Presidenza del Consiglio dei Ministri ha appena dato parere favorevole sul mio testo che impegna il Governo a :

– Aumentare la quota di bilancio statale destinata alle politiche di sostegno alle famiglie;
– Adottare efficaci politiche per l’occupazione femminile;
– Rafforzare la lotta alla povertà educativa;
– Consolidare la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro;
– Dare continuità alla misura del «bonus bebé»;
– Incrementare delle strutture e servizi socio-educativi per l’infanzia e, in particolare, per la fascia neo-natale;
– Definire il riconoscimento previdenziale per i lavori di cura, con particolare attenzione alla cura di figli e all’assistenza di familiari disabili;
– Rafforzare servizi di preparazione al ruolo genitoriale, assistenza post partum, orientamento delle neo mamme;

Testo completo della mozione
Mozione Sbrollini

Lugo di Vicenza – Il Sindaco non trova l’assessore

Vicenza, 5 febbrario 2016

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“Sembra  decisamente strano che tra le liste che hanno sostenuto il sindaco di Lugo di Vicenza Robertino Capozzo non ci sia una figura femminile con le competenze e la volontà per ricoprire un incarico di giunta.

Il bando non può essere la modalità attraverso la quale si seleziona il personale politico, soprattutto quello della giunta. Il ruolo di assessore, giustamente, non può essere affidato a chiunque. L’alto vicentino però è un territorio ricco di associazioni, realtà di volontariato ed esperienze di buon governo del territorio, sono certa che nelle prossime settimane emergerà una figura femminile adatta a questo ruolo, basta avere davvero la volontà di trovarla. I cittadini non meritano di aspettare tanto, e meritano una figura che si impegni a tempo pieno per tutta la comunità come promesso alle elezioni.

Questa situazione dimostra ancora una volta come le donne vadano valorizzate nella vita politica a tutti i livelli, dai piccoli comuni fino al Governo nazionale.Proprio in questa settimana la Camera dei Deputati ha approvato il provvedimento che garantisce l’equilibrio di genere nei consigli regionali. La nostra democrazia ha sempre sofferto di una scarsa rappresentanza di donne nelle istituzioni, non è solamente una questione di quote e di diritti, è un tema più ampio e cioè il tema della qualità e sensibilità della rappresentanza politica e di genere.
Dobbiamo lavorare perché queste situazioni non si verifichino più .”

On. Daniela Sbrollini

Troppe poche donne in Regione, il Parlamento cambia la legge

On. Daniela Sbrollini : “Un provvedimento che migliorerà la qualità della rappresentanza politica anche in Veneto”

Roma 3 Febbraio 2015

“La Camera dei Deputati ha approvato il provvedimento che garantisce l’equilibrio di genere nei consigli regionali.

Questa nuova legge prevede che all’interno delle liste che si presentano alle elezioni non vi possa essere presenza dello stesso genere oltre il 60% , inoltre viene introdotta la doppia preferenza così da poter esprimere una preferenza per genere.

Nella scorsa legislatura ero stata prima firmataria di un progetto di legge analogo, che rispettava lo stesso fine di voler tutelare e favorire la partecipazione delle donne nella vita pubblica, quel progetto di legge venne approvato definitivamente, ed infatti oggi per le elezioni amministrative comunali c’è la possibilità di esprimere la doppia preferenza. Sono davvero orgogliosa che il nostro parlamento sia tornato sul tema, legiferando con convinzione per estendere questa possibilità anche ai consigli regionali.


Ci sono ancora troppe regioni in cui la presenza femminile è decisamente scarsa, tra queste il Veneto, la mia regione, dove siedono in Consiglio Regionale solo 11 consigliere donne su 51 eletti.

La nostra democrazia ha sempre sofferto di una scarsa rappresentanza di donne nelle istituzioni, non è solamente una questione di quote e di diritti, è un tema più ampio e cioè il tema della qualità e sensibilità della rappresentanza politica e di genere.

Le Regioni hanno sempre più competenze e potere reale nel legiferare e nell’intervenire sulla vita dei cittadini, sulle politiche della sanità, del sociale, del lavoro , nei trasporti e nell’istruzione. E’ necessario garantire che anche le donne siano rappresentate al meglio con competenza e sensibilità in tutti i partiti, tra i quali alcuni come il PD sono nettamente più avanti, mentre altre liste soffrono ancora di un’ incontrastata maggioranza maschile.”

 

Parità di genere, la questione passa a Palazzo Madama

Abbiamo lanciato un appello per chiedere che il tema abbia priorità al Senato
Il PD rispetta già l’equilibrio di genere, ma la democrazia paritaria riguarda la qualità stessa della rappresentanza e quindi il principio deve essere garantito in tutti i partiti politici.

L’attuazione del principio di parità di genere è una questione ancora aperta nel passaggio della legge elettorale al Senato, al quale chiediamo che l’inserimento della norma antidiscriminatoria sia una priorità. Lo facciamo attraverso un appello che porta la firma di una ventina di deputate PD e quella del capogruppo Roberto Speranza

“Abbiamo votato la legge elettorale perché siamo convinti che il Paese abbia bisogno di riforme, ma c’è una forte delusione per una grande occasione mancata” recita il documento facendo riferimento alla bocciatura degli emendamenti per l’equilibrio di genere avvenuta con voto segreto alla Camera, causa di tensioni e malumori che hanno condotto alcune deputate, tra cui me, ad uscire dall’aula. Continua a leggere

Parità di genere. Il “cambiare verso” passa anche per la legge elettorale

Il ”cambiare verso” promosso dal Partito Democratico passa anche attraverso la parità di genere nella nuova legge elettorale. Proprio perché consapevoli dell’importanza di varare una nuova legge elettorale che presieda al buon funzionamento della nostra democrazia, promuoviamo in modo unitario e trasversale la presenza femminile nelle istituzioni puntando a dare piena attuazione agli articoli 3 (eguaglianza) e 51 (eguaglianza nell’accesso alle cariche elettive) della nostra Costituzione. Si tratta di una battaglia fondamentale, per me iniziata nella scorsa legislatura con la mia proposta sulla doppia preferenza nelle elezioni degli enti locali, poi diventata legge.
In questi giorni ho ricevuto moltissimi appelli da parte di cittadine, associazioni e coordinamenti femminili. Questo perché c’è la consapevolezza diffusa che si tratti di una questione di civiltà e di qualità della democrazia. Ma anche perché si chiede alla politica di dare un segnale e portare il buon esempio oltre le stanze del Parlamento: garantire, a tutti i livelli, l’equilibrio di genere significa non pesare sullo Stato, accrescere il Pil, avere più produttività, famiglie più sicure e meno povertà. Lunedì riprenderemo la discussione del provvedimento. Vogliamo portare a casa un risultato che garantisca a tutte le donne di tutti i partiti di essere candidate in una posizione eleggibile.

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