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Vaccini, On. Sbrollini (PD) “Zaia strumentalizza i vaccini per nascondere i fallimenti e i problemi del Veneto!”

5 settembre 2017
“Il Veneto ha scelto di ricorrere contro il decreto Lorenzin in materia di Vaccini, chiedendo la proroga di due anni per la vaccinazione dei bambini da 0 a 6 anni, una terribile idea che esporrebbe maggiormente i veneti a gravi rischi sanitari. Non si giocano le sfide politiche sulla pelle dei bambini! Le amministrazioni pubbliche si devono assumere la responsabilità della tutela della salute pubblica.

L’epidemia di morbillo non è finita, solo nel 2017 ci sono stati oltre 4.300 casi in Italia. Non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione e le potenzialità critiche che da questa situazione potrebbero verificarsi. Molti altri casi di patologie facilmente evitabili con i vaccini stanno colpendo i cittadini, e lo Stato con tutti i suoi organi, anche quelli territoriali, deve prevenire con tutti i mezzi la diffusione di questi nuovi casi di malattia.
La giunta Zaia ha deciso di stanziare 14 milioni di euro un referendum consultivo invece  di pensare alla salute delle persone e alla diminuzione effettiva dei servizi socio sanitari rivolte a tutte le fasce di età!

Il comportamento del Governatore e di tutta la giunta regionale è decisamente pericoloso, in questo modo si promuove e si legittimano teorie antiscientifiche. Ora aspettiamo il pronunciamento dei giudici deputati all’analisi del ricorso, con piena fiducia nel loro lavoro, ma con la piena coscienza e convinzione di quando approvato come legislatori.
La salute è un tema fondamentale, un campo nel quale bisognerebbe sempre far sinergia tra Stato e Regione, invece il Veneto entra sempre in conflitto o fa ricorso.”

On. Daniela Sbrollini
Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità

Intervista Vaccini – Sbrollini (PD): ” Obbligo vaccini necessaria per tutelare la salute pubblica”

Fertility day – Interrogazione On. Daniela Sbrollini

Alla Camera dei deputati il gruppo del Partito Democratico interroga il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, tra i principali firmatari l’On. vicentina Daniela Sbrollini, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità.
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“Chiediamo al Ministro Lorenzin ancora più impegno del Governo per adottare politiche efficaci per la famiglia affinché non siano le ragioni sociali o economiche ad incidere sulla scelta di una coppia ad avere figli, inoltre vogliamo che siano sostenute ed incentivate le disponibili tecniche di fecondazione. Secondo i dati Istat nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. Inoltre, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, complessivamente, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie.
La questione nascite, rimane un problema prioritario da risolvere, tale questione demografica infatti incide in maniera molto pesante soprattutto sulle politiche socio-sanitarie e su un’adeguata programmazione del sistema pensionistico e quindi sul mondo del lavoro. La situazione attuale, se non dovesse cambiare, obbligherebbe lo Stato ad investire sempre più risorse da rispondere ad una crescente domanda sanitaria e di servizi sociali, togliendo la possibilità ad importanti investimenti per la prevenzione e per nuovi diritti alle giovani generazioni.
In questa legislatura è stato fatto molto: bonus bebè, voucher baby sitter, nuovi incentivi al welfare aziendale per la conciliazione della vita privata e del lavoro, divieto di dimissioni in bianco, congedi maternità anche per le lavoratrici atipiche e libere professioniste, congedi papà, sono alcune delle misure già introdotte. Questi risultati sono arrivati grazie prima di tutto all’impegno del Partito Democratico in Parlamento e anche grazie al lavoro costante della Commissione Affari Sociali e Sanità sostenuta da un Governo che finalmente ha voluto dare valore e priorità ad una lunga serie di interventi nel campo del sostegno alla famiglia e a nuovi strumenti di welfare.
Ora vogliamo fare di più, – conclude Sbrollini – vogliamo ancor più sostenere la libertà delle coppie di voler avere figli. E ‘ un impegno prioritario per il Partito Democratico e per la mia Commissione, una battaglia di responsabilità e giustizia nei confronti delle giovani famiglie italiane e per il futuro del nostro Paese”

“Nella risposta immediata il Ministro della Salute ha sottolineato come l’Italia abbia anticipato i temi della salute riproduttiva e della fertilità anche rispetto alle ricerche evidenziate dall’Unione Europea e dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Inoltre nei nuovi LEA già approvati ed in vigore è stata inserita l’endometriosi, malattia cronica. La Ministra ha risposto infine che il Governo sta per elaborare una strategia complessiva e trasversale che metta la famiglia al centro delle scelte strategiche di politica socioeconomica, ciò avverrà attraverso incentivi già nel prossimo DEF e nel potenziamento degli asili nido.”

On. Daniela Sbrollini
VicePresidente XII Commissione
Affari Sociali e Sanità – Camera dei Deputati

***
In allegato anche il testo integrale della risposta del Ministro della salute Beatrice Lorenzin :
BEATRICE LORENZIN, Ministra della salute.

“Presidente, ringrazio gli interroganti per avere voluto richiamare, ancora una volta, l’attenzione su di un tema, quello della salute riproduttiva, la cui importanza, da un punto di vista sanitario ma anche sociale, non può essere messa in secondo piano da polemiche innescate da errori di comunicazione che ho peraltro riconosciuto e prontamente corretto, prendendo anche provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili. Un’iniziativa, quella della Giornata nazionale dedicata al tema della fertilità umana, che si colloca nell’ambito delle azioni previste nel più ampio piano nazionale per la fertilità che era, che è e che sarà ogni anno finalizzata ad aumentare nella popolazione e soprattutto nei giovani la conoscenza, purtroppo oggi molto deficitaria, come dimostrano anche recenti indagini del Censis, sulla propria salute riproduttiva e a fornire strumenti per la tutela della fertilità di uomini e donne attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura delle malattie sessualmente trasmissibili che possono comprometterla, nonché a fornire giusti elementi di conoscenza sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita che, ricordo, abbiamo inserito nei nuovi livelli essenziali di assistenza a titolo gratuito. Sono orgogliosa, quindi, di evidenziare che l’Italia ha anticipato su questi temi la stessa Organizzazione mondiale della sanità. Proprio la scorsa settimana, infatti, è stata adottata la risoluzione del Comitato Atti Parlamentari  N. 681  con cui i Paesi della regione europea si sono impegnati ad attuare il piano d’azione per la salute sessuale e riproduttiva della popolazione. Lo scorso 22 settembre è stato avviato un dibattito molto costruttivo sui temi della salute riproduttiva e dell’infertilità con i diversi attori coinvolti, dagli operatori sanitari alle associazioni di pazienti, le società scientifiche, i giovani, le coppie, le famiglie ma anche i giornalisti e coloro che si occupano di fare corretta informazione sanitaria. In occasione della Giornata nazionale sulla fertilità abbiamo lanciato l’iniziativa delle società scientifiche di ginecologia, andrologia ed endocrinologia, i cui associati, nel prossimo mese di ottobre, offriranno consulti gratuiti ai giovani tra i 18 e i 25 anni, giovani uomini e donne. Abbiamo divulgato l’inserimento di una patologia particolarmente invalidante, quale l’endometriosi, nei nuovi LEA come malattia cronica e abbiamo informato sui numerosi provvedimenti da tempo predisposti dal Ministero della salute e oggi all’esame delle altre amministrazioni e autorità statali; cito, per tutti, il registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive, volto ad assicurare che le tecniche di PMA vengano eseguite nel rispetto degli standard di sicurezza. Quanto, infine, alla richiesta degli onorevoli interroganti circa le ulteriori iniziative affinché non siano ragioni sociali o economiche ad incidere sulla scelta di una coppia di avere figli, posso riferire che il Governo in queste ore è impegnato non solo ad arricchire le misure a sostegno della famiglia ma anche ad elaborare una strategia complessiva e trasversale che metta la famiglia al centro delle scelte strategiche di politica socioeconomica. Già nella nota di variazione del DEF sono delineate ulteriori misure di sostegno alla famiglia quale, ad esempio, il potenziamento degli asili nido ed è stato altresì predisposto, dal Ministro Costa, uno schema di testo unico della famiglia per porre fine alla frammentazione normativa e per dare dignità a quella legislativa. “

Sanità – Lea definitivamente approvati : On. Sbrollini “ La sanità si rinnova garantendo nuovi diritti a tutti”

 

Roma, 9 settembre  2016

 

Dopo 15 anni, arrivano i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. Quest’anno sono già garantiti 800 milioni di euro per le nuove prestazioni sanitarie, una somma destinata a crescere con la prossima legge di stabilità. La conferenza Stato – Regioni ha approvato definitivamente l’entrata in vigore di tutte le nuove prestazioni e le Regioni in queste settimane sono tenute ad organizzarsi al più presto per garantire i servizi descritti nella legge. Per monitorare e sostenere questo processo di attivazione è stata richiesta l’immediata attivazione della Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA e l’appropriazione del SSN.

Contemporaneamente la Commissione si è espressa anche per rimuovere dalla lista delle prestazioni garantite tutte quelle attività obsolete, superate e poco erogate al fine di risparmiare risorse e mantenere sostenibile l’applicazione dei nuovi servizi.

Nei nuovi Lea rientrano moltissimi servizi fondamentali per la cura ed il sostegno alla persona come  il nuovo nomenclatore per le protesi e ausili, il piano vaccinale, lo screening neonatale, la fecondazione assistita omologa ed eterologa (comprese le prestazioni che precedono l’accesso alle tecniche) e la cura per l’endometriosi. Ma anche la dipendenza dal gioco d’azzardo e le cure per l’autismo, la terapia del dolore (con l’anestesia epidurale per il parto).

Un grande passo avanti per la Sanità italiana, che si rinnova e dando nuovi diritti a sempre più persone. Dietro a questa scelta c’è l’ennesima dimostrazione dell’attenzione e della sensibilità politica della maggioranza e del Governo per quanto riguarda i temi della Sanità. Come Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità voglio complimentarmi ancora una volta per lo straordinario lavoro legislativo della mia commissione, che sta pian piano completamente rinnovando il welfare del nostro Paese.

Sanità: On. Daniela Sbrollini (PD) “Ispettori all’ospedale San Bassiano”

“Ogni anno nel nostro in Italia circa 50 donne muoiono di parto, il dato nazionale è in linea con gli altri paesi industrializzati ma le indagini stimano che circa la metà delle morti materne rilevate potrebbe essere comunque evitata grazie a migliori standard assistenziali. La morte materna o di un neonato è un dato importante su cui si misurano le condizioni di salute e di sicurezza sanitaria di un Paese.
A Bassano del grappa negli ultimi mesi però sono stati troppi i casi di morte tra il reparto di ostetricia e quello di pediatria e la Procura di Vicenza ha aperto un’inchiesta. Ho voluto subito attivarmi con il Ministero della Salute per richiedere un intervento che possa evidenziare eventuali criticità organizzative e cliniche all’interno della struttura vicentina.

L’ospedale dev’ essere il luogo in cui ci si sente sicuri e tutelati, e lo devono essere in particolar modo le donne che nei giorni del parto vivono un momento importante quando delicato. L’attenzione sulla salute complessiva della mamma e del nascituro dev’essere massima, sempre.”

On. Daniela Sbrollini
VicePresidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità
Camera dei Deputati

+++ TESTO COMPLETO DELL’ INTERROGAZIONE PARLAMENTARE +++

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Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

Per sapere : –
Premesso che
La nostra Costituzione sancisce all’art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
La mortalità materna correlata al travaglio e/o al parto è un fenomeno sempre più raro nei paesi socialmente avanzati.
La morte materna rappresenta un evento drammatico e un indicatore cruciale, benché complesso, delle condizioni generali di salute e di sviluppo di un paese.
In Italia, in analogia con gli altri paesi industrializzati, il rapporto di mortalità è progressivamente diminuito da 133 per 100.000 nel 1955, a 53 nel 1970, 13 nel 1980, 9 nel 1990 per essersi poi stabilizzarsi negli ultimi anni.
Ogni anno nel nostro Paese circa 50 donne muoiono di parto. Il rapporto più basso è stato stimato in Toscana (4,6 ogni 100mila nati vivi), quello più alto in Campania (13,4 ogni 100mila nati vivi).
Le indagini stimano che circa la metà delle morti materne rilevate potrebbe essere evitata grazie a migliori standard assistenziali.
A Bassano del Grappa (Vi) si è verificata la morte di una neonata in seguito a complicazioni post-parto : la piccola sarebbe nata e subito dopo  le sue condizioni sono apparse molto critiche, è deceduta qualche ora più tardi, dopo essere entrata in coma.
La neonata era stata presa in carico dalla pediatria dell’Ospedale di Bassano del Grappa e monitorata costantemente, ma successivamente considerato il peggioramento delle condizioni cliniche, è stato deciso il trasporto alla terapia intensiva neonatale del San Bortolo di Vicenza, in base a quanto previsto dal protocollo regionale Veneto. Ma per la bimba non c’è stato nulla da fare.
La Procura di Vicenza ha aperto un’inchiesta chiedendo l’acquisizione delle cartelle cliniche del reparto di ostetricia dell’ospedale bassanese.
Solo pochi mesi fa, in Dicembre, nella stessa struttura si erano verificati altri casi tragici nei quali una giovane mamma aveva perso la vita dopo poche ore dal parto e nel giorno di natale un altro neonato, il piccolo Kevin Brandalise, era  morto in seguito alle complicanze del parto solo dopo pochi minuti dalla nascita.

Se il Governo è informato dei fatti esposti,
Se non ritenga di dover avviare un’ispezione, presso il reparto ostetricia, ginecologia e pediatria dell’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa (Vi) , per verificare le criticità dal punto di vista organizzativo e clinico per questo ennesimo decesso all’interno dell’ospedale di Bassano.
Quali interventi il Governo intende adottare per migliorare la prevenzione sanitaria così da  ridurre l’incidenza della mortalità materna correlata al travaglio o al parto.

Vaccinazioni – Il mio intervento in Aula

Oggi sono intervenuta alla Camera dei deputati replicando al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in materia di vaccinazioni. Vaccinare i bambini è sinonimo di sicurezza e prevenzione sanitaria: urge un grande piano d’informazione su tutto il territorio nazionale per tutelare la salute pubblica.

Ebola. Question time: il Ministro rassicura

Zaia stai sereno: l’epidemia sia di tipo informativo per contrastatre allarmismi e strumentalizzazioni

Alla luce delle notizie che i quotidiani riportano circa possibili casi sospetti di ebola e isolamenti precauzionali, come avvenuto a Vicenza, abbiamo chiesto al Ministro quali misure abbia adottato o intenda adottare per prevenire la diffusione della malattia e per una corretta informazione che eviti tensioni e allarmismi.

La risposta del Ministro Lorenzin mi permette di rassicurare i cittadini di Vicenza, ma anche di lanciare un messaggio chiaro a quelle personalità politiche che hanno creato un’ondata di allarmismo che non permette la corretta informazione, ostacola la giusta interpretazione degli eventi e danneggia il territorio anche in termini di turismo.

Di seguito, l’articolo comparso sul Giornale di Vicenza:

Art Question time Ebola

 

Pillola del giorno dopo negata a Noventa. Interrogo il Ministro

tratto da Il Giornale di Vicenza, mercoledì 15 ottobre 2014 – CRONACA – Pagina 13
LA POLEMICA. Sbrollini (Pd) chiede chiarimenti a Lorenzin
Pillola negata a Noventa
Interrogazione al ministro e riflessione più ad ampio raggio sull’applicazione della 194

Pillola del giorno dopo. «È scandaloso quanto accaduto alla giovane coppia all´ospedale di Noventa». Il caso dei due fidanzatini di Noventa che si sono visti negare il farmaco da un medico del pronto soccorso “obiettore di coscienza” approda in Parlamento. «La pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo». Daniela Sbrollini, vicepresidente della Commissione affari sociali e sanità della Camera, ha presentato un´interrogazione al ministro della salute Beatrice Lorenzin. images«Si tratta di un anticoncezionale d´urgenza, che non rientra nell´ambito della legge 194 per cui è prevista la clausola di coscienza. Proprio nel febbraio di quest´anno – spiega la deputata Pd – l´Agenzia del farmaco ha aggiornato il bugiardino della pillola inserendo la dicitura “inibisce o ritarda l´ovulazione” in sostituzione della precedente “il farmaco potrebbe anche impedire l´impianto”. Interrogo, quindi, il ministro della salute per sollecitarla a colmare un gap che da anni alimenta le polemiche tra scuole di pensiero differenti: la fede religiosa va rispettata, ma non può limitare né tanto meno negare la libertà altrui. I diritti dei medici obiettori vanno necessariamente bilanciati con quelli dei pazienti. Ne va della professionalità dei medici e della tenuta di un sistema sanitario degno di un Paese civile». Continua a leggere

Eterologa: le Regioni danno il primo via libera

L’ok delle regioni è un segnale di indirizzo, stimolo per il Parlamento

Credo che il via libera all’unanimità delle Regioni sia un chiaro segnale di indirizzo che deve fungere da stimolo verso il superamento delle difficoltà politiche in materia di fecondazione eterologa.

eterologaBene l’ok delle Regioni, ma dopo oggi abbiamo ancora più fretta: dobbiamo intervenire subito a livello parlamentare per assicurare che il trattamento avvenga in condizioni di omogeneità e sicurezza su tutto il territorio nazionale. In questo senso dobbiamo occuparci anche della questione ticket e dell’inserimento dell’eterologa nei Lea. Tutto ciò, sapendo che basterebbe aggiornare le linee guida senza produrre una nuova legge il cui iter, si sa, ha tempi ben più lunghi. Oggi più che mai abbiamo il dovere di garantire il diritto alla genitorialità. Non sono accettabili ulteriori ritardi.

Aids in aumento, ma la Regione non investe i fondi ministeriali

Ho appreso con sconcerto che di fronte ai dati allarmanti che vedono un drammatico aumento dei malati di Aids, la Regione Veneto utilizza in altri modi i fondi stanziati dal Ministero per la riduzione del rischio di diagnosi tardiva della malattia. Nello specifico, apprendo da un’interpellanza del consigliere regionale Bonfante, che la Regione destina tali fondi alla copertura di spese ordinarie che poco hanno che fare col progetto ministeriale.

aidsDi Aids mi sono occupata anche nelle scorse settimane attraverso un’interrogazione in cui chiedo al Ministro Lorenzin di intervenire con maggiore incisività sul piano strategico attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, ma anche attraverso l’adozione di pratiche in uso in Stati Uniti e Francia dove chiunque venga ricoverato viene sottoposto al test e dove lo stesso viene prescritto periodicamente dai medici di base ai propri assistiti. Continua a leggere

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